Autogrill balza in avanti in avvio di seduta grazie alle indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbe allo studio un'integrazione con la svizzera Dufry. Le smentite dei due gruppi innescano l'inversione di tendenza in borsa. La scorsa settimana si era chiuso l'aumento di capitale da 600 milioni di euro, operazione finalizzata a rafforzare il gruppo e sfruttare la ripresa.

Autogrill balza in avvio su ipotesi fusione con Dufry

Gran denaro in avvio di seduta su Autogrill. Gli acquisti sono scattati in scia a quanto riferito da MF-Milano Finanza: il gruppo della ristorazione per chi viaggia controllato dalla famiglia Benetton tramite la catena Edizione-Schematrentaquattro sta pensando a un'integrazione con la svizzera Dufry.

I rumor su possibili operazioni straordinarie erano partiti a gennaio, quando Autogrill annunciò un aumento di capitale da 600 milioni di euro per "il rafforzamento della struttura patrimoniale...con la conseguente disponibilità di maggiori risorse per far fronte agli investimenti futuri, per proseguire il percorso di crescita e innovazione del Gruppo e per cogliere, con la massima tempestività, le eventuali opportunità offerte dal mercato". A fine 2020 Dufry aveva realizzato un aumento da 820 milioni di franchi svizzeri (750 milioni di euro circa al cambio attuale).

Autogrill-Dufry: i due gruppi smentiscono

Ancor prima dell'apertura del mercato Autogrill ha però emesso un comunicato in cui si precisa che "pur ribadendo di essere sempre aperta a valutare qualsiasi opportunità che il mercato possa offrire per conseguire i propri obiettivi strategici, precisa che ad oggi nessuna ipotesi di operazione straordinaria è al vaglio del Consiglio di Amministrazione della Società". A fine mattinata un portavoce di Dufry ha ribadito quanto espresso nel comunicato di Autogrill.

Autogrill e Dufry: andata e ritorno

L'effetto in borsa è stato decisamente schizofrenico. Autogrill nei primi minuti di contrattazione è salita a 6,90 euro (+6,5%), Dufry a 58,82 franchi svizzeri (+3,7%). Entrambi i titoli hanno poi ridotto progressivamente i guadagni, fino a scivolare in rosso nel caso di Autogrill. Le smentite delle due società hanno più che azzerato l'effetto dell'indiscrezione iniziale, circostanza che si verifica raramente: di solito almeno parte delle scommesse sul rumor iniziale vengono lasciate aperte. Da tenere presente un elemento importante: in caso di fusione Autogrill-Dufry la quota dei Benetton nell'aggregato si sarebbe diluita notevolmente rispetto al 50,1% che detengono in Autogrill. Dufry ha infatti una capitalizzazione di mercato all'incirca doppia rispetto al gruppo italiano (poco meno di 2,5 miliardi di euro).

(Simone Ferradini)