Manca ormai solo un mese alla fine del primo semestre che ha visto una grande ripresa dei mercati azionari, ben lontani ormai dai minimi dei febbraio/marzo del 2020.

L’attuale contesto economico, sebbene ancora contraddistinto da alti e bassi, sembrerebbe andare nella direzione auspicata da Governi e banche centrali.

La commercializzazione dei vaccini ha aiutato negli ultimi mesi molti settori merceologici. Analogamente, la accelerazione delle vaccinazioni, potrebbe a breve “normalizzare” anche quelle attività come il turismo, la ristorazione e il trasporto aereo, che per ovvie ragioni sono state nell’attuale contesto particolarmente penalizzate.

Come spiegato dagli analisti di Marzotto Investment Hous, in ottica di investimento il risultato del processo di “normalizzazione” della crescita economica a poco più di un anno dalla esplosione della pandemia, è stato finora in termini di performances mediamente molto positivo.

Nondimeno, proprio per questa ragione, occorre secondo gli esperti fare valutazioni e analisi approfondite sul potenziale della crescita economica, sulle valutazioni delle principali classi di investimento e sulla propensione al rischio degli investitori e le principali alternative di investimento.

Azionario

Dopo un finale di anno molto positivo nel 2020, in particolare dalle elezioni statunitensi di novembre culminate con la vittoria di Biden, gli indici azionari continuano ad avere mediamente performances positive.

Analizzando le performance messe a segno da inizio anno dai vari indici azionari, si nota che tranne casi isolati come la Svizzera e il Brasile, i listini quest'anno stanno beneficiando ancora di un contesto molto favorevole.

La crescita del PIL attualmente stimata negli Stati Uniti, ovvero 6,3% nel 2021, 4% nel 2022 e 2,7% nel 2023, se confermata, non giustifica alcuna inversione di un contesto di investimento ancora risk-on.

I rapporti prezzo-utili attesi per gli indici azionari esprimono infatti multipli che se in alcuni casi sono superiori alla media (Nasdaq e S&P soprattutto), in altri non sono assolutamente eccessivi.

Prospettive per le azioni

Secondo Marzotto Investment House, per il momento l’azionario non dà ancora segnali di debolezza.

Diverse criticità come l’irripidimento della curva dei rendimenti negli Stati Uniti e la elevata volatilità tra i settori sono elementi di preoccupazione, così come il processo di vaccinazione ancora a macchia di leopardo a livello
globale.

Nondimeno, se da un lato la stagione degli utili societari sembra ancora in grado di battere le stime, dall’altro non ci sono elementi che evidenzino il timore di bolle speculative.

Obbligazionario

Per il reddito fisso il discoso è legato a doppio filo alle commodities e alla velocità di recupero del PIL.
Benchè il movimento ribassista sulla parte lunga della curva negli Stati Uniti sia stato molto veloce e forse eccessivo come entità, le preoccupazioni degli investitori sono a nostro avviso sensate.

Premesso che le banche centrali sono preoccupate più dalla sostenibilità della crescita di lungo periodo che dall'inflazione (i cui eventuali spike appaiono quindi tendenzialmente temporanei), si deve anche tenere conto di un rischio tasso sensibilmente più basso in Europa rispetto agli Stati Uniti.

L’Europa purtroppo ha dei constraints tali (età media più elevata, poca mobilità del lavoro, disoccupazione storicamente più elevata, minore propensione al consumo ecc.) per cui è difficile ipotizzare un pattern economico simile a quello degli Stati Uniti, laddove effettivamente i timori inflazionistici sono più realistici.

Di conseguenza, in un contesto di investimento diventato meno facile per le obbligazioni in generale, gli esperti di Marzotto Invstment House ritengono che ci siano maggiori rischi sul reddito fisso in dollari che su quello in euro.

Il T-Bond a 30 anni sta cercando di allontanarsi dai minimi, anche se le pressioni di vendita rimangono molto elevate.
Sulle scadenze brevi invece il contesto di investimento rimane più stabile.

Prospettive per i Bond

Le prospettive della classe di investimento obbligazionaria a detta degli esperti non sono particolarmente positive in quanto, a fronte di rendimenti non ancora allettanti, si è unito un contesto di investimento sensibilmente più
complicato.

I rendimenti in crescita sulla parte lunga della curva sebbene possano essere interessanti per assicurazioni e fondi pensione, sono al contrario ancora marginali per investitori privati interessati soprattutto al flusso cedolare.

Per il momento nodimeno, è difficile ipotizzare che la maggiore volatilità possa estendersi anche alla parte breve della curva che, sebbene ancora contraddistinta da rendimenti poco appetibili, rimane per gli investitori prudenti una area difensiva di investimento.