Le azioni Enel stanno causando notti insonni ai suoi investitori più fedeli. Dall'inizio del conflitto in Ucraina, l'azienda di energia elettrica ha subito un crollo nel mercato azionario toccando i minimi nei primi di marzo, anche se per gli esperti era un trand negativo presente già da tempo, come vedremo in seguito. In molti si chiedono come risponderà il mercato alla domanda di Draghi "Pace o Condizionatore"? Enel si dimostra pronta a guadagnarci anche in tempi di crisi, e in Borsa lancia segnali luminosio di risalita.

"Nel 2021 abbiamo pagato ai nostri azionisti il 0,358 euro di dividendo per azione che è pari al 70% di utile netto ordinario del 2020. Una quota superiore a quella prevista nel 2020." fonte sito Enel.com

Vediamo insieme i consigli di alcuni traders e brokers (italiani ed esteri) sulle azioni Enel S.p.a.. Ma diamo anche un'occhiata ai progetti lanciati da Enel X, i nuovi impianti, quelli chiusi e le cause in corso. Perché avere un'idea degli obbiettivi dell'azienda, dei suoi punti forti, e anche deboli, ci può aiutare al meglio su come investire i nostri soldi.

La storia dell'Enel ad oggi

Enel festeggia nel 2022 i festeggia i 60 anni di attività iniziati nel 1962. Ad oggi Enel è la più grande società elettrica d'Italia, e tra i maggiori produttori internazionali di energia da fonti rinnovabili. L'azienda ricava elettricità da centrali idroelettriche, termoelettriche, geotermiche, eoliche e solari con impianti sparsi in tutto il mondo, ed è presente in 31 paesi, anche se recentemente ha annunciato di volere uscire dalla Russia, provocando una trattativa lunga e costosa.

Nelle nazioni in cui collabora, la società fornisce strumenti e servizi per l'energia elettrica, contando oltre 74 milioni di utenze. In Russia la società guadagna l'1% del fatturato totale, ma il problema di lasciare il mercato russo pare trovarsi nelle quote di maggioranza 56% di PJSC Enel Russia. 

Inizialmente in Italia il mercato dell'energia elettrica era monopolio dello Stato, poi, con l'apertura dei mercati e il successivo smembramento, Enel si è divisa in: Enel Energia che domina sul mercato libero e si occupa della vendita ai clienti, e in Servizio Elettrico Nazionale che si agisce sul mercato tutelato. 

Enel Energia fa conto su E-distribuzione per portare l'elettricità sul territorio; nel team del gruppo Enel anche Terna, società quotata in Borsa che detiene il monopolio sui cavi ad alta tensione (consigliata fino ad un anno fa anche da Ingegneri in Borsa) e che ancora oggi punta in alto in Borsa. 

Nel mercato azionario Enel gareggia tra le Utility, e il suo andamento è involontariamente legato a quello di Futsimib di Milano. Nel 2019 il fatturato di Enel è stato di 77 miliardi; due anni dopo, al 30 gennaio 2021 i ricavi lordi ammontavano a 85 miliardi di euro, tra i più alti d'Italia. Per gli azionisti è stato come vedere l'albero dei soldi in una visione, perché quel capitale rimaneva intoccabile anche per loro. Quell'anno infatti, l'azienda mise in tasca solo 2 miliardi di utile su 85 incassati. 

Anche se secondo gli esperti il caso del 2019 di Enel resta un evento isolato, dato che nel 2018 l'azienda aveva incassato puliti ben 4 miliardi di ricavi netti, e nei primi mesi del 2020 aveva già raggiunto la quota di 2 miliardi dell'anno precedente. In seguito all'emergenza Covid chiusero molte imprese riducendo di molto il consumo di energia elettrica. Come si dice in questi casi a Wall Street "Bene per l'ambiente, meno per gli azionisti Enel". 

Progetti per il futuro cause legali Enel

Due terzi delle entrate di Enel provengono dall'estero (Spagna, Colombia, Perù, Cile, Brasile), dove la società elettrica immette somme consistenti per la produzione di energia rinnovabile. Altro investimento di Enel è il progetto Enel X che comprende la rete fibra e le colonnine per auto elettriche in tutta Italia. Proprio in questi giorni ci sarà la gara di Formula E a Roma, dove Enel X è storico partner ufficiale della competizione.

Da ricordare a chi vuole investire azioni Enel: il mercato tutelato gestito dal Servizio Elettrico Nazionale dovrebbe chiudere i battenti nel 2024 (a meno dell'ennesimo rinvio della dirigenza); sempre 2024 Enel promette di aprire in Sicilia una centrale a pannelli solari che creerà più di mille posti di lavoro; e sempre in Sicilia, a Ponte Empedocle, l'azienda Enel ha annuciato da poco lo stanziamento di fondi per un nuovo rigassificatore scontrandosi con cittadini e ambientalisti.

Enel ha fatto dell'ambiente la barca con cui galleggia in Borsa, fino a chiudere la centrale a carbone di Brindisi, dove ora gli operai chiedono ad Enel una garanzia occupazionale e gli ambientalisti una tregua alla Puglia. Come in una barzelletta, ora c'è chi propone a Brindisi il rigassificatore, già respinto anni fa sia dalla Sicilia che dalla Puglia.

Alcuni imprenditori italiani potrebbero pensare che la vera causa degli investimenti all'estero di Enel è proprio quella di evitare la lenta burocrazia italiana e gli ambientalisti religiosi. Ma anche in Brasile, nella città di Quixada, l'azienda elettrica italiana è stata contestata riguardo i prezzi troppo elevati e il pessimo servizio reso alla città. In quell'occasione, Enel ha saltato il consiglio cittadino.

La stanza buia di Enel

Stando alle parole del amministratore delegato Francesco Starace, Enel S.p.a. è pronta a stanziare 1 miliardo di euro per il gassificatore di Porto Empedocle in Sicilia. Annuncio che ha fatto infuriare molti isolani e conferito speranza invece a chi possiede azioni Enel. Data la crisi energetica della penisola causata dalla guerra russo-ucraina, un nuovo impianto di questo tipo risolverebbe almeno in parte il problema del gas, dato che nel solo 2021 l'Italia ha prodotto il 48% dell'energia elettrica dal gas, e che il 90% di questo combustibile arriva dall'estero.

Nella pratica un rigassificatore è un porto dove navi scaricano gas liquido, che viene convertito allo stato gassoso, e infine distribuito in tutto il paese. Per Sicilia24h e ambientalisti l'impianto Enel è un edificio fin troppo ingombrante e inquinante, sostenendo che uno stabile di tali dimensioni andrebbe a rovinare il paesaggio di Pirandello nei pressi della Scala dei Turchi, e non solo.

A causare i brividi ai siciliani della zona si aggiunge il fatto comprovato che un nuovo rigassificatore possa rendere difficoltosa la vita attorno al porto, chiudendo al pubblico ampie aree di terra e di mare. Inoltre, danno ancor più grave per Porto Empedocle, un impianto di questo tipo potrebbe raffredderebbe l'acqua del mare di 2/3 gradi in quella parte di costa. 

Di un altro parere è invece Agrigento Notizie, che in un sondaggio tra le vie di Porto Empedocle, dove sembrano essere rimasti solo anziani, afferma che la cittadina non vede l'ora di iniziare la costruzione e mettere in funzione l'impianto. I vantaggi sono svariati: lavoro, gas per tutti, bollette più basse, e ancora lavoro. Un punto su cui premono molto i pro-gassificatore, soprattutto dopo la chiusura di alcune grandi aziende della provincia, che ha creato inevitabile disoccupazione.

Dal punto di vista nazionale, un nuovo ri-gassificatore permetterebbe di ricevere gas dagli stati a cui l'Italia non è collegata da ridurre così conti sulle bollette; da uno imprenditoriale sarebbe una buona notizia per le azioni Enel. Alla domanda di Mario Draghi «Preferite la pace o un condizionatore?» il sindaco di Ponte Empedocle risponde:

«Lasciamo potere di decisione ai cittadini. Nel caso Enel si facesse davvero sentire per il rigassificatore, la nostra amministrazione comunale ha deciso di indir un referendum cittadino».

Il problema è che nessuno vuole questo tipo di centrali, come nessuno vuole le discariche. Il rigassificatore di Porto Empedocle è progetto iniziato nel 2009 e che già nel 2010 aveva subito i primi stop dal Tar del Lazio. Dopo che Enel aveva vinto il ricorso, i lavori si erano fermati ancora, e ancora. Da allora sono passati quasi dieci anni e gli 800 milioni e 900 posti di lavoro, oggi con la crisi energetica sono diventati 1 miliardo dio euro e mille posti di lavoro.

La Borsa di Enel in mani sicure?

Ora che conosciamo i progetti e le cause legali in corso di questa multinazionale, possiamo avvicinarci al mercato azionario con una visione più preparata e lungimirante, necessaria per investire al meglio con azioni Enel.

Venerdì 8 marzo, un mese dopo i minimi 5,29 delle azioni Enel nella Borsa di Milano, il prezzo della società è salito dopo l'accordo per pannelli solari e batterie con il gruppo Santander, fino a toccare quota 6,24 e guadagnando un +0,8 punti in una sola giornata venerdi 8 aprile. Sarebbe un +1,19% che conferma un trand positivo nelle ultime due settimane.

Il valore di capitalizzazione giornaliera dell'azienda è intorno ai 64 milioni con un rapporto PE prezzo-azione e l'utile degli ultimi 12 mesi pari a 20,18. L'utile EPS per azione di 0,31, mentre il costo minimo di un azione nell'intervallo di 52 settimane è stato di 5,29 euro, raggiungendo il massimo a 8,77 euro.

Enel che penalizzata dal conflitto Ucraina-Russia ha raggiunto i minimi di 5,29 il 7 marzo e che ora sembra risalire tanto da chiudere il lunedi 11 aprile con un +0,14 al rialzo e 6,422 euro. Ad House of Traiding, puntata del 5 aprile 2022 pubblicata sul canale Intestimenti BNP Paribas il trader italiano Paolo D'ambra suggerisce cautela, puntando short ribassista, e consigliando Enel come un investimento lungo termine.

Il PE Forward, il prezzo per azione ipotizzato dall'azienda è di 11.55 rispetto a 29,68 sfiorato nei mesi precedenti. Gli esperti di Ingenieri in Borsa affermano che più il prezzo è basso e meglio è per gli azionisti, perché vuol dire che l'azienda aumenta gli utili e l'azione è equilibrata. 

Il margine di profitto è del 3,62% con 88,01 milioni di ricavi e 8,56 di guadagno per azione. La crescita dei ricavi trimestrali è del 88,60% con una liquidità totale di 8,86 milioni. La percentuale di utili divisa tra gli azionisti, ovvero il Payaout Ratio è di 170,48%.

De Caroli "In questi casi alzo bandierina bianca. Meglio aspettare una doppia conferma e la decisione di Draghi."

Il traders De Carolis che ha più volte collaborato con Le Fonti Tv, consiglia quindi di pazientare, aggiungendo che la guerra rende i mercati troppo volatili e instabili. Soprattutto nel caso di Enel, dove si attende la decisione del Governo sulla tassazione extra-profitti per le società energetiche suggerita da Mario Draghi e da alcuni considerata anticostituzionale. Anche se, come fa notare De Carolis, la discesa ribassista di Enel è iniziata ad aprile 2021, ormai un anno fa. 

I brocker tedeschi di Berkener TV in Germania suggeriscono Enel S.p.a. come investimento a lungo termine, certi che il brutto momento di Enel sia passeggero, trattandosi di una multinazionale che investe molto sul futuro e che difficilmente crollerà a picco. Spunti condivisi anche da altri investitori che pensano a Enel come un azienda fin troppo penalizzata dal mercato a causa della guerra e che in futuro potrebbe portare profitto.  

Ad House of Traiding, puntata del 5 aprile 2022 pubblicata sul canale Intestimenti BNP Paribas il trader italiano Paolo D'ambra preferisce una puntata short ribassista, consigliando un investimento lungo termine.