Quando un investitore decide di mettere parte (mai tutti) dei propri risparmi su dei titoli in Borsa, forse per una deformazione data anche dai media, la prima scelta è pressoché sempre quella di investire in equity, cioè in azioni.

Le azioni rappresentano, infatti, la parte principale di qualunque portafoglio bilanciato e, a volte (sbagliando) costituiscono non solo l'ossatura di base, ma anche l'interezza di un portafoglio fai-da-te. Quando si parla di portafogli messi in campo dai professionisti per i clienti, fortunatamente, questa cosa non esiste, perché i consulenti d'investimento sono dei professionisti che sanno ciò che fanno (il più delle volte, almeno...).

Sia come sia, le azioni sono il prodotto più utilizzato e più scambiato sui mercati finanziari, sia quello italiano che quelli globali.

Com'è la situazione in Italia, in questo momento?

Il mercato italiano, rispetto ad un anno fa, è ancora in rosso. Proprio in questo periodo stava per cominciare la grande caduta che ha fatto evaporare circa la metà del valore di Borsa in poco più di un mese, a causa della folle (e irrazionale) paura della pandemia.

Sul medio termine, cioè a 5 anni, fortunatamente il mercato azionario è ancora in verde, e registra un non troppo alto, ma comunque positivo +29,22%, che è grandemente superiore all'inflazione negli stessi 5 anni, che è stata pari all'1,029%, quindi in termini reali siamo sopra al 28%.

Non tutti i titoli hanno performato così, comunque, anche nel corso dell'ultimo anno, o nel medio termine. Qualcuno ha fatto bene, qualcuno male.

Qui ci vogliamo concentrare su quelli che appaiono sottovalutati al momento, che offrono buone potenzialità di rialzo nel breve termine, e che distribuiscono anche un dividendo ben superiore all'inflazione. Esamineremo settore per settore, concentrandoci appunto sulle azioni più interessanti. Cominciamo.

Materiali di base

Qui il titolo è uno solo, Neodecortech. Dividendo del 4,37% e P/E (rapporto prezzo/utili) di 14,19. Neodecortech SpA è un'azienda impegnata nella ricerca, sviluppo, produzione e vendita di carte stampate e impregnate per il settore del mobile, dell'arredamento e della pavimentazione. 

Il fatturato per fonte di reddito si suddivide tra vendite di prodotti (94,9%) e di servizi (5,1%). Il gruppo dispone di 3 siti di produzione con sede in Italia. La distribuzione geografica del fatturato (prima delle eliminazioni infragruppo) è la seguente: Italia (53,6%), Europa (38,5%), America (3,5%), Asia (3,1%) e altri paesi (1,3%).

Beni di Consumo

Anche qui si parla di una sola azienda, cioè La Doria. Dividendo dell'1,23% e P/E di 12,15.

La Doria SpA è un'azienda leader in Italia impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti alimentari. La Società è principalmente attiva nella produzione di prodotti in scatola e succhi di frutta. La Società struttura la sua attività in quattro linee principali di prodotti: pomodori, succhi di frutta, salse, legumi (che superano perfino i pomodori come fatturato). L'azienda opera attraverso cinque unità produttive e distribuisce i suoi prodotti in Italia e all'estero, in particolare nel Regno Unito e nei paesi scandinavi.

A fine 2019 il gruppo dispone di 6 siti di produzione con sede in Italia. La ripartizione geografica del fatturato è la seguente: Italia (18,2%), Europa (72,2%), Australia e Nuova Zelanda (4,8%), Asia (2,3%), America (1,4%) e Africa (1,1%).

Servizi di consumo

Anche qui parliamo di un solo titolo, per la precisione di Fervi. Dividendo dell'1,81% e P/E di 12,15.

Fervi SpA è una società che opera come fornitore di attrezzature commerciali e industriali. L'azienda gestisce oltre 4000 negozi e offre circa 6000 referenze a marchio Fervi. Il suo portafoglio prodotti comprende macchine, accessori per macchine, abrasivi, materiali di consumo, misura, hardware, e strumenti generali. La ripartizione geografica del fatturato è la seguente: Italia (84,5%), Europa (12,8%), America (2,2%) Asia (0,4%) e Africa (0,1%).

Servizi finanziari

Il settore più pesante, come capitalizzazione, in Borsa, offre quattro scelte di società sottovalutate e che possono fare bene nel futuro.

Si tratta di Anima Holding (dividendo del 4,82% e P/E di 10,53), Intesa Sanpaolo (dividendo dell'1,70% e P/E di 6,30), Poste Italiane (dividendo del 4,87% e P/E di 10,89) e, infine, COIMA RES.

Sulle prime tre non spenderemo parole perché sono ben conosciute, la prima nel settore del risparmio gestito, la seconda in quello bancario e la terza, ormai, anch'essa nel settore del risparmio. Ci concentreremo invece sull'ultima, assolutamente misconosciuta.

COIMA RES ha un dividendo del 4,37% e un P/E di 10,58. E' una società impegnata nella gestione di un Real Estate Investment Trust (REIT), cioè un fondo immobiliare che scambia come un'azione. La Società si concentra sull'acquisizione, la gestione e la dismissione attiva di un portafoglio immobiliare che consiste principalmente in immobili commerciali e industriali, finalizzati alla generazione di reddito da locazione da parte di operatori nazionali e internazionali.

Il patrimonio immobiliare della Società comprende Deutsche Bank Retail Branches e Vodafone Properties. Le Deutsche Bank Retail Branches comprendono principalmente unità immobiliari utilizzate come filiali della banca in Italia. Le Vodafone Properties comprendono edifici per uffici situati a Milano, e sono affittati al Gruppo Vodafone sulla base di un contratto di locazione a lungo termine.

Il portafoglio del gruppo, composto da 86 immobili per una superficie totale di 165.000 metri quadri, ammonta, in valore di mercato, a circa 767.7 milioni di euro.

Sanità

Per la sanità, non molto rappresentata sulla Borsa italiana, l'unico titolo di merito è uno estero, cioè il gruppo Sanofi, che scambia anche a Milano. L'azione presenta un dividendo del 4,03% e un P/E di 7,98.

Sanofi è un'azienda sanitaria francese,  primo gruppo farmaceutico europeo, focalizzata sui bisogni dei pazienti e impegnata nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni terapeutiche. I suoi segmenti sono farmaci (85% del fatturato) e vaccini (15%). I suoi prodotti per le malattie rare includono Cerezyme, Cerdelga, Myozyme e Lumizyme, Fabrazyme e Aldurazyme. È partner di Alnylam Pharmaceuticals.

Il gruppo possiede 81 siti di produzione in tutto il mondo. La ripartizione geografica del fatturato è la seguente: Europa (24,5%), Stati Uniti (35,3%), Asia (12,2%), America Latina (7,6%), Africa e Medio Oriente (6,4%) e altri paesi (14%).

Settore industriale

Qui si parla di due aziende, ben conosciute entrambe, Buzzi Unicem e Leonardo. La prima società distribuisce un dividendo dello 0,71%, e ha un P7E di 9,35, mentre la seconda distribuisce un dividendo del 2,31% e ha un P/E di 7,13. In base a questi dati la grande conglomerata industriale ex Finmeccanica è da preferire al produttore di cemento, anche perché su un orizzonte temporale medio Leonardo deve recupare parecchio valore rispetto al competitor cementifero.

Settori che non rispondono allo screening

Nessuna azienda del settore petrolio e gas, che pure presenta titani come ENI, e imprese ottime e ben gestite come Saipem e SNAM, risponde ai criteri che abbiamo elencato all'inizio. La stessa cosa, purtroppo, va detta per le azioni delle società appartenenti al settore tecnologico ed a quello delle telecomunicazioni.

In questi settori si consiglia di rivolgersi a prodotti come comprendano un po' tutte le azioni, e magari su scala globale. Per esempio un ETF come l'iShares Global Energy ETF, che negli ultimi 5 anni hha generato un eccellente +105,18%.

Oppure l'ETFS Morningstar Global Technology ETF, un ottimo prodotto che ha fatto bene quasi quanto il NASDAQ, con un lusinghiero +113,84% dal 2 aprile 2017, giorno del suo debutto, o ancora l'iShares Global Comm Services ETF che, con tutte le difficoltà del settore telecomunicazioni (e la pochissima attenzione mediatica) ha comunque portato a casa un positivo +33,70% quinquennale.

Utilities

Fortunatamente diversa è la questione nel settore utilities, dove ben quattro aziende rispondono ai criteri di selezione che consentiranno una rivalutazione su medio periodo. Si tratta di Acea, Hera, Iren e Italgas, tutte imprese ben conosciute e che non hanno bisogno di presentazioni.

Acea distribuisce un dividendo del 4,39% e ha un P/E di 13,33; Hera distribuisce un dividendo del 3,21% e ha un P/E di 11,84; Iren distribuisce un dividendo del 4,12% e ha un P/E di 14,66; Italgas distribuisce un dividendo del 4,96% e ha un P/E di 10,30.

Tutte e quattro queste aziende hanno una performance simile nell'ultimo quinquennio, ed hanno dato ampie soddisfazioni a chi le possiede, con guadagni superiori al 50%. Hera è quella che presenta, marginalmente, il maggior interesse futuro.