A Piazza Affari questa prima seduta della settimana prosegue nel segno dell'incertezza per Banca Monte Paschi che continua ad oscillare poco sotto la parità. 

Banca MPS frena dopo il buon rialzo di venerdì

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un progresso di circa due punti e mezzo percentuali, oggi cala dello 0,5% a 1,19 euro, con oltre 3,6 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, già in linea con la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 3,65 milioni.

Banca MPS: rumor in merito ad una possibile soluzione

Banca Monte Paschi tira il fiato dopo il buon rialzo di venerdì scorso, senza reagire alle ultime indiscrezioni.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, nelle prossime settimane potrebbero riprendere i colloqui tra i vertici di Unicredit e il MEF per trovare una soluzione in merito alla questione Banca Monte Paschi.

Secondo quanto riportato da il Messaggero inoltre, il MEF starebbe lavorando per chiedere una proroga alla direzione generale della concorrenza UE per la privatizzazione della banca da fine 2021 a giugno 2022.

La richiesta sarebbe coerente col quadro emerso negli ultimi giorni, dato che la bozza del Decreto Sostegni Bis dovrebbe contenere alcune importanti modifiche.

Una è relativa alla norma sulla conversione delle DTA in crediti fiscali in caso di aggregazioni (dal 2% al 3% del totale degli attivi del soggetto minore coinvolto nella fusione) e una riguarda un’estensione del termine previsto per deliberare la business combination fino a giugno 2022, con tre anni di tempo per completare l’aggregazione.

Banca MPS: Equita commenta ultimi rumor

Equita SIM evidenzia che se approvata, la norma supporterebbe l’acquisizione di Banca Monte Paschi (che ha in dote DTA potenzialmente oggetto di conversione per 3,8 miliardi di euro), sebbene rimanga poi da trovare una soluzione in merito alla copertura dei rischi legali della banca.

Sulla base dei calcoli degli analisti, in caso di M&A tra Unicredit e Banca Monte Paschi, il beneficio dalla conversione delle DTA ammonterebbe a 3,4 miliardi di euro, con un impatto sul CET1 dell'entità che nascerebbe dalla fusione, stimato in circa 90 punti base.

In attesa di novità gli analisti di quita SIM mantengono una view cauta su Banca Monte Paschi, con un prezzo obiettivo a 1,2 euro e lo stesso rating viene reiterato per Unicredit, con un target price a 10,6 euro.