A Piazza Affari la settimana è partita con il piede decisamente sbagliato per due bancari che, pur avendo già avviato un netto recupero dai minimi, continuano a viaggiare in territorio negativo.

Unicredit in fondo al Ftse Mib

Stiamo parlano di di Unicredit e Banca Monte Paschi, con il primo che accusa la peggiore performance nel settore bancario e nell'intero paniere delle blue chips.

Unicredit, dopo aver ceduto quasi mezzo punto percentuale venerdì scorso, oggi scende per la terza seduta di fila, passando di mano negli ultimi minuti a 11,408 euro, con un calo dell'1,08% e oltre 11 milioni di azioni scambiate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 16 milioni.

Banca MPS in recupero dai minimi, ma resta sotto pressione

Ancora più pesante il bilancio di Banca Monte Paschi che, dopo aver perso circa un punto e mezzo percentuale venerdì scorso, è arrivato a segnare un ribasso di oltre il 7% oggi.

Negli ultimi minuti il titolo si presenta a 1,0425 uro, con un affondo del 2,75%  oltre 5,4 milioni di azioni passate di mano fino ad ora, già al di sopra della media mensile pari a circa 4 milioni.

Unicredit: stop trattative con MEF per potenziale deal con Bca MPS

Unicredit e Banca Monte Paschi soffrono dopo che l'istituto di Piazza Cordusio ha diffuso una nota in cui ha comunicato che, nonostante l'impegno profuso da entrambe le parti, UniCredit e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) hanno interrotto i negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Unicredit-Bca MPS: cosa è andato storto e cosa aspettarsi ora

Equita SIM evidenzia che, secondo quanto riportato da diverse fonti di stampa, l'esito negativo delle trattative sarebbe dovuto all'eccessiva distanza sui termini dell'aumento di capitale, oltre che a divergenze sul perimetro di Banca Monte Paschi da far confluire in Unicredit e sugli esuberi del personale.

Per gli analisti, qualsiasi soluzione alternativa, almeno nel breve, sembra al momento molto complicata, spiegando che a questo punto diventerebbe inevitabile la richiesta di proroga sui tempi dell'uscita dello Stato dal capitale di Banca Monte Paschi, ad oggi fissata a fine 2021, oltre che a procedere con un'operazione di rafforzamento patrimoniale (le cui modalità di esecuzione - da concordare con DG Comp - rimangono un punto di incertezza) che permetta di "comprare tempo" per valutare nuove alternative.

La SIM milanese ricorda che il capital plan standalone di Banca Monte Paschi, inviato alla Bce lo scorso gennaio, prevede ad oggi un rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi di euro, dimensione definita dal management "coerente" con i risultati dello stress test di luglio, sebbene alcune indiscrezioni riportate da La Repubblica riferiscano di una richiesta da parte della Bce salita a 3 miliardi di euro.

Banca MPS: chi potrà farsi avanti ora?

Secondo quanto ipotizzato da Il Corriere e La Stampa, Banco Bpm sarebbe tra i soggetti che potrebbero sedersi al tavolo per Banca Monte Paschi: vengono citati anche Bper Banca, oltre ad alcuni istituti esteri come Bnp Paribas, Credit Agricole e BBVA.

Gli analisti di Equita SIM non escludono che alcuni istituti possano avere interesse per acquisire determinati asset di Banca Monte Paschi.

Al contempo però ritengono improbabile l'eventualità che considerino individualmente un perimetro analogo a quello oggetto delle trattative con Unicredit.

L'ipotesi "spezzatino" di Banca Monte Paschi tornerebbe quindi sul tavolo, sebbene gli analisti la giudichino complessa, sia tecnicamente che dal punto di vista politico.

Unicredit a nozze con Banco BPM?

Gli esperti ritengono che l'esito negativo delle trattative con il Tesoro possa portare ad una leggera reazione negativa su Unicredit nel breve termine, anche se giudicano favorevolmente la disciplina del management nel non voler perseguire a tutti i costi un deal che, se non perfezionato sulla base delle condizioni definite a luglio, avrebbe potuto alimentare dubbi "sul rischio di esecuzione e sugli effetti positivi a livello di Eps.

Nonostante l`incertezza in merito ad una soluzione alternativa per Banca Monte Paschi, la SIM milanese ritiene che il fallimento dei negoziati tra Unicredit e il Mef su Banca Monte Paschi e la possibile estensione al 2022 della norma sulle Dta aumentino l'appeal speculativo su Banco Bpm per un possibile M&A con Unicredit.

In attesa di novità, gli analisti di Equita SIM ribadiscono la raccomandazione "buy" su Unicredit, con un prezzo obiettivo a 13,2 euro, mentre per Banca Monte Paschi il rating è "hold", con un target price a 1,2 euro.

Unicredit e Banca MPS: gli scenari attesi da Intesa Sanpaolo

Identica la strategia suggerita da Intesa Sanpaolo che su Unicredit mantiene ferma la raccomandazione "buy" e per Banca Monte Paschi quella "hold".

Dopo la rottura dei negoziati con il MEF, secondo gli analisti non è chiaro come il Governo possa privatizzare Banca Monte Paschi entro la fine dell'anno, come da impegni con le autorità europee.

Gli esperti considerano probabile che possa chiedere un'estensione della scadenza e implementare il piano di capitale di Banca Monte Paschi, che prevede un aumento da 2,5 miliardi di euro, il prima possibile.

Quanto a Unicredit, l'idea di Intesa Sanpaolo è che siano aumentate le chance di un'offerta su Banco BPM, segnalando che un'operazione avrebbe senso industriale e potrebbe generare benefici di capitale se la trasformazione delle Dta in crediti fiscali sarà confermata per il 2022.