Al via la nuova tornata di trimestrali della Corporate America, con i primi appuntamenti già venerdì per i colossi del settore bancario Citigroup, Wells Fargo & Co e Jp Morgan Chase & Co. Complessivamente, secondo Reuters, il credito a stelle strisce dovrebbe avere registrato in media nel quarto trimestre un ulteriore crollo del 40% dei profitti netti rispetto alle performance precedenti lo scoppio della crisi del Covid-19. L'inizio del 2021, però, dovrebbe poi regalare un deciso rimbalzo, con utili più che raddoppiati in primo e secondo trimestre, secondo le stime di Refinitiv.

Quarto trimestre 2019 di transizione prima del recupero del 2021

"Si può guardare al quarto trimestre come a un periodo di transizione, che permetterà di lasciarsi alle spalle alcune delle sfide del 2020 e guardare avanti a un 2021 in recupero", ha sottolineato a Reuters Jason Goldberg, analista di Barclays. In particolare, secondo le stime medie degli analisti, Citigroup dovrebbe annunciare un crollo del 42% per i profitti del quarto trimestre. Poco meglio, con una contrazione del 39% annuo, dovrebbe fare Wells Fargo, mentre si dovrebbe limitare al 5% il ridimensionamento dei guadagni di Jp Morgan. Settimana prossima toccherà poi a Bank of America (33% la flessione attesa) e Morgan Stanley (appena l'1% il declino stimato). Voce fuori dal coro, invece, Goldman Sachs, che grazie alla performance nei capital market dovrebbe avere segnato un rimbalzo dell'utile del 43% annuo a fine dicembre.

Big di Wall Street costretti da Trump ai delisting a Hong Kong

Intanto i colossi di Wall Street devono gestire gli effetti della guerra commerciale di Donald Trump contro la Cina. Secondo la documentazione regolatoria citata da Reuters, infatti, per le divisioni di Goldman, Morgan Stanley e Jp Morgan è in arrivo complessivamente il delisting di 500 prodotti d'investimento dalla piazza di Hong Kong. Lo stop agli scambi è la diretta conseguenza dell'ordine esecutivo diramato in novembre da Trump, che vieta qualsiasi transazione relativa a società legate all'apparato militare della Cina da parte di investitori Usa. Ordine che ha anche causato il delisting a Wall Street di China Telecom, China Mobile e China Unicom. E potrebbe portare anche a quello di Alibaba Group Holding e Tencent Holdings.

(Raffaele Rovati)