Dopo una "brutta" notizia, dalla Federal Reserve (Fed) ne arriva anche una buona per le banche Usa: il ritorno a buyback e dividendi. In entrambi i casi si tratta però di segnali di come la Corporate America, e in particolare il settore del credito, si stia avviando verso la fine della crisi del Covid-19. Segnali che per altro sono stati confermati dalla prima conferenza stampa di Joe Biden (che si è dato nuovi più coraggiosi obiettivi visto che il programma di vaccinazione sta proseguendo più velocemente rispetto alla tabella di marcia prevista) e dai recenti dati sull'occupazione. Settimana scorsa l'istituto centrale aveva comunicato che la modifica temporanea al supplementary leverage ratio (Slr, ovvero coefficiente di leva finanziaria supplementare) istituita il 15 maggio 2020 scadrà come previsto il 31 marzo 2021. Nessuno sconto per le banche Usa ma anche qui si tratta di tornare a un business pre-pandemico.

Fed spinge le banche Usa fuori dalla crisi. Ritorno a buyback e cedole

Giovedì, invece, la Fed ha annunciato che dal 30 giugno gran parte delle banche Usa potranno tornare a staccare cedole e a riacquistare azioni proprie sul mercato, previo ovviamente il superamento degli stress test di quest'anno (i cui risultati saranno pubblicati il prossimo 1° luglio). Notizia che, ovviamente, non può che fare felici gli investitori visto che l'annuncio significa il ritorno della libertà nel restituire capitale agli azionisti. La reazione sul listino non è stata esaltante, con guadagni intorno all'1% per Bank of America, Citigroup e Jp Morgan Chase & Co. nel mercato esteso a Wall Street (tutte reduci per altro da rialzi di circa il 2% nella seduta di giovedì). Va ricordato, oltre tutto, che il settore bancario Usa è già in deciso recupero nel 2021: da inizio anno, infatti, si è apprezzato del 24% contro il guadagno del 4% dell'S&P 500

Già in dicembre i primi allentamenti per Jp Morgan e le altre big

L'istituto centrale di Washington aveva introdotto limitazioni all'allocazione di capitale la scorsa estate, citando la necessità di conservarlo durante la crisi del Covid-19, e lo aveva confermato in ottobre. “Le imprese con livelli di capitale superiori a quelli richiesti dagli stress test non saranno più soggette a ulteriori restrizioni", ha sottolineato giovedì la Fed, spiegando però che quelle con livelli inferiori continueranno a essere sottoposte alle limitazioni. "Le banche che non soddisferanno i requisiti minimi entro il 30 settembre dovranno affrontare restrizioni ancora più rigide", ha anche aggiunto l'istituto. In dicembre, però, erano già state allentate alcune delle limitazioni imposte dopo che le banche avevano superato un secondo ciclo di stress test (nel 2020 per la prima volta sono stati due gli stress test condotti in un anno). "Nonostante il terribile scenario economico, le banche si sono dimostrate resilienti durante la crisi, e in realtà sono state una fonte di forza", ha dichiarato giovedì Randal Quarles, membro del Board of Governors della Fed (di cui è vice chairman con responsabilità per la supervisione del settore bancario). (Raffaele Rovati)