Quest'ultima seduta della settimana prosegue in calo per Banco BPM che scende in controtendenza rispetto al Ftse Mib, accusando la peggiore performance nel paniere delle blue chips.

Banco BPM in rosso, ultimo tra i bancari

Il titolo, reduce da due sessioni in rialzo e dopo aver guadagnato ieri quasi un punto e mezzo percentuale, oggi presta il fianco alle prese di profitto.

Negli ultimi minuti Banco BPM si presenta a 2,426 euro, con una flessione dell'1,46% e quasi 8 milioni di azioni scambiate fino ad ora, contro la media degli ultimi tre mesi pari a circa 14,5 milioni.

Il titolo oggi finisce sotto la lente del mercato dopo che il gruppo ieri a mercati chiusi ha presentato i conti del primo trimestre dell'ano.

Banco BPM: i conti del 1° trimestre

Banco BPM ha riportato un utile netto pari a 100,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 151,6 milioni dello stesso periodo del 2020, ma al netto delle componenti non ricorrenti il dato è pari a 150,8 milioni di euro.

Il margine di interesse è salito da 474,1 a 496,8 milioni di euro, mentre le commissioni nette da 440,6 a 471,4 milioni.

Le rettifiche nette su finanziamenti verso la clientela sono pari a 217,1 milioni di euro, contro i 213,2 milioni del primo trimestre 2020.

Lo stock dei crediti deteriorati netti è sceso dello 0,3% rispetto alla fine del 2020, a 4,3 miliardi di euro, con una flessione del 21,2% anno su anno.

Banco BPM: focus su derisking e dividendo

Da segnalare la nuova accelerazione nella strategia di derisking, visto che il target complessivo di cessione di crediti deteriorati è pari a 1,65 miliardi, di cui 1,5 miliardi di sofferenze già in fase di perfezionamento.

Buone notizie sul fronte del dividendo visto che, "salvo nuovi significativi peggioramenti di scenario, che considerate l'eccezionalità e l'incertezza del contesto non possono essere esclusi, la robusta posizione patrimoniale del gruppo Banco Bpm, unita alla capacità di generare organicamente capitale, non dovrebbe precludere una remunerazione degli azionisti.

Questo è quanto viene spiegato in una nota da Banco BPm che precisa come questa previsione sia valida salvo nuove indicazioni che dovessero essere eventualmente fornite dalle Autorità di Vigilanza in merito alla distribuzione di dividendi.

Banco BPM: Equita alza target dopo i conti e conferm il buy

Per gli analisti di Equita SIM i risultati del primo trimestre di Banco BPM sono stati superiori alle attese grazie alla solida performance operativa.    
L'utile netto in particolare ha battuto le stime grazie a migliori commissioni e ad un maggiore contributo da trading.

La SIM milanese conferma sostanzialmente le stime 2021-2023, mentre dopo i conti migliorano il prezzo obiettivo di Banco BPM, alzando del 7% a 2,7 euro, per incorporare il miglioramento rispetto alle attese della posizione patrimoniale.

Con i risultati del trimestre che hanno dato ulteriore visibilità sui progressi in termini di performance operativa, gli analisti ribadiscono la raccomandazione "buy".

Questo considerando l’ulteriore miglioramento del profilo di rischio della banca a seguito dell’accelerazione nella strategia di derisking, con un NPE ratio in area 6%.

A ciò si aggiunga la solida posizione patrimoniale con CET1 superiore al 12,5%, segnalando al contempo che Banco BPM è al centro del consolidamento del settore bancario, ma, nonostante l’appeal speculativo, tratta a multipli ancora a sconto rispetto alla media di settore.

Banco BPM sotto la lente di Barclays e di Intesa Sanpaolo

A scommettere sul titolo è anche Barclays che ha ribadito il rating "overweight", con un target price incrementato da 2,7 a 2,9 euro.

Sulla scia della trimestrale migliore delle stime, gli analisti hanno alzato le previsioni di eps per il periodo 2021-2023.
Secondo Barclays, il catalizzatore positivo più importante per Banco BPM è rappresentato da eventuali decisioni sull'M&A.

Indicazioni bullish anche Intesa Sanpaolo che consiglia di aggiungere il titolo in portafoglio, con un fair value a 2,2 euro.

Gli analisti apprezzano i conti di Banco BPM e accolgono con favore anche l'accelerazione sul fronte del de-risking, convinti che ciò possa agevolare il processo di consolidamento per la banca.