Contenere l'inflazione ad ogni costo, anche a rischio di frenare l'economia. Questa la linea della BCE che si prepara ad un terzo rialzo dei tassi di interesse. Dopo l'aumento di Agosto e Settembre, la banca centrale si prepara ad un nuovo rincaro ad ottobre e non esclude possibili rincari anche nei mesi successivi.

Il bollettino della banca centrale

Il nuovo pacchetto di rialzi è stato anticipato sul bollettino della banca centrale, nel quale veniva messo in luce il dato allarmante sull'inflazione che ad agosto ha raggiunto il 9.1%, ben più alto delle aspettative che fa ricalcolare le previsioni dell'inflazione media per il 2022 all'8.1%. Nel bollettino vengono fatte proiezioni per quelli che saranno i dati del 2023 e 2024 e gli obiettivi europei per 2023 e 2024.

La BCE è pronta ad usare ogni arma per contenere l'inflazione, frenare la crescita e riportarla sotto il 3%, ben consapevole del fatto che la riduzione dovrà necessariamente essere graduata. Pertanto, punta a ridurre al 5.5% nel corso del 2023 e al 2.3% nel corso del 2024.

Rincari necessari

L'aumento dei tassi di interesse ha avuto ed avrà effetti negativi, ne è perfettamente consapevole la banca centrale, ma è innegabile che la strategia sta funzionando. Nel secondo semestre del 2022, si legge nel bollettino, l'aumento dell'inflazione è rallentato, soprattutto grazie alle strategie messe in campo dalla BCE, pertanto, il consiglio direttivo della banca punta a proseguire sul sentiero tracciato da agosto.

L'aumento dell'inflazione sta rallentando, ma è ancora presto per vedere segnali di una riduzione dell'inflazione, per quelli, bisognerà attendere presumibilmente il prossimo anno.

L'economia sta rallentando

Vi sono evidenti segnali di un rallentamento prolungato dell'economia che viaggiano parallelamente ad un costante aumento dell'inflazione. Entrambe, osserva la BCE, legate all'incertezza dovuta alla guerra in Ucraina e al connesso mercato energetico.

La Banca centrale è convinta che nei prossimi mesi il prezzo del gas tornerà a salire incessantemente, mentre il prezzo del petrolio potrebbe contrarsi. Questo avrà inevitabilmente effetto sui prezzi dei beni di consumo, già duramente colpiti dai rincari energetici. Caso esemplare è quello dei beni alimentari dove l'incremento globale delle quotazioni sulle materie prime ha prodotto una crescita straordinaria dell'inflazione che nel mese di luglio ha raggiunto il 9,8% ed è ulteriormente cresciuta ad agosto raggiungendo il 10,5%.

La previsione dei mercati

Sui mercati finanziari si scommette sui nuovi rincari, puntando soprattutto sull'aumento del tasso sui depositi fissato dalla BCE che al momento è allo 0,75% e, secondo i mercati, potrebbe raggiungere il 3% entro giugno 2023.

Intanto alla BCE si discute sul tasso terminale ed un possibile rincaro di questo tasso, sul modello di quanto già fatto dalla Fed che nella giornata di ieri ha aumentato i propri tassi di interesse di altri 75 punti base, o invece frenare e mantenere il tasso sotto il 2%.