BCE: Continua la stretta monetaria per contrastare la recessione

La recessione per l'Eurozona è sempre più vicina, ma, i vertici europei e della BCE si dicono ottimisti e non credono sarà il bagno di sangue preventivato lo scorso settembre quando il prezzo del gas volava sopra i 200 dollari.

BCE nuovi aumenti in vista

La recessione è alle porte, l'Europa e la BCE ripetono questo mantra da mesi, ma, le condizioni economiche dell'eurozona e gli scenari economico finanziari europei lasciano intravedere qualche segnale positivo. Il picco dell'inflazione sembra vicino e, anche se lo spettro della recessione aleggia ancora sull'Europa, questa ora fa meno paura che in passato, soprattutto grazie al più contenuto prezzo del gas e dell'energia rispetto agli scorsi mesi.

La posizione della BCE

La Banca Centrale Europea ha già anticipato che, nonostante i prospetti sul futuro dell'eurozona appaiono meno drammatici rispetto allo scorso settembre, non verrà fermata la stretta monetaria, ad oggi, unico strumento efficace a contrastare l'elevato livello di inflazione a causa delle matrici stesse di questo aumento dell'inflazione.

L'Europa non ha altro modo per contrastare l'inflazione se non aumentando il costo del denaro.

Non verrà quindi fermata la stretta monetaria, ma, sulla scia della Federal Reserve, potrebbe attuare un rallentamento dei rincari, riducendo così la frequenza con cui i tassi vengono incrementati e in questo senso, il prossimo meeting della BCE previsto per il 15 dicembre, in cui ci si attende un rincaro dei tassi di un ulteriore 0,75% potrebbe essere determinante.

Meeting del 15 dicembre

In vista del meeting fissato per il 15 dicembre, la Germania ha iniziato a tirare le somme sui dati delle ultime settimane, partendo dall'indice PMI e IFO di Novembre che mostrano come le prospettive economiche stiano rapidamente deteriorandosi.

L'indice IFO mostra come la fiducia dei consumatori sia scesa a livelli senza precedenti, questo a causa della stessa crisi economica e dell'inflazione che ha prodotto un indebolimento della domanda di cui però, non sono ancora visibili gli effetti, e anzi, i dati raccolti mostrano scenari migliori del previsto, di conseguenza è molto probabile che la BCE proseguirà, almeno nella prossima riunione, sulla via della stretta monetaria.

Previsioni di BCE e UE

Non si sa ancora che strada prenderà la BCE ma le possibilità che il prossimo vertice produrrà un ulteriore aumento dei tassi di interesse sono molto alte.

Secondo il vicepresidente della BCE Luis se Guindos, intervenuto a Milano, le previsioni della BCE e dell'UE viaggiano parallelamente ed entrambe vedono bassi livelli di crescita e alta inflazione nel futuro dell'Europa.

Secondo quanto riportato da Guindos, i resoconti della riunione della BCE tenutasi lo scorso ottobre dipingevano una situazione stagnante per l'eurozona e la indicavano l'economia dell'Eurozona in rotta verso una recessione tecnica.

Non si sa quale strada prenderà la BCE nel futuro, ma è molto probabile che rimarrà sul sentiero dei rincari. I tassi di interesse devono aumentare ancora, poiché l'inflazione non ha ancora raggiunto il proprio picco massimo, ma, come ha sottolineato De Guindos, sta cominciando a rallentare, e questo è indicativo del fatto che con molte probabilità, il picco dell'inflazione sia ormai vicino.