La missione nel Vecchio Continente del presidente Usa Joe Biden mette la parola fine alla stagione di muro-contro-muro del suo predecessore Donald Trump. Dal G7, alla Nato, fino a Bruxelles, gli Usa di Biden tornano al loro ruolo di partner della Ue. Anche in difesa da nemici comuni come Russia e Cina. Dal punto di vista politico e, per quanto riguarda Pechino, ancora più da quello commerciale. Intanto dopo 17 anni Washington e Bruxelles sono pronte a lasciarsi alle spalle anche la disputa Boeing-Airbus.

Biden fa pace con l'Europa anche su disputa Boeing-Airbus

"Sono molta positiva sul fatto che troveremo un accordo sulla questione Airbus-Boeing nella conversazione con i nostri amici americani", ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla vigilia del primo summit Usa-Ue con la presenza di Biden a Bruxelles. Il percorso era già tracciato. In marzo le parti avevano annunciato una sospensiva delle tariffe commerciali frutto di un'escalation (che aveva ovviamente visto anche il coinvolgimento della World Trade Organization, Wto), culminata quando Trump aveva imposto dazi su 7,5 miliardi di dollari di merci europee come il Parmigiano, il vino francese, il whiskey irlandese.

Biden lascia indietro solo le tariffe su acciaio e alluminio

L'accordo sarà quinquennale e a fianco della sospensiva per le tariffe punitive prevede la creazione di un gruppo di lavoro e il dialogo ministeriale per superare i limiti delle sovvenzioni di Stato all'industria aerospaziale. L'obiettivo è evitare che emergano in futuro altre dispute su nuovi modelli aerei. A beneficiarne, ovviamente, sarà l'intero settore del trasporto aereo, piegato dalla pandemia di coronavirus, insieme ai beni di consumo prodotti in Usa ed Europa. Rimane però un nodo da risolvere negli scambi commerciali tra le due sponde dell'Atlantico: quello relativo ai dazi imposti sempre da Trump su alluminio e acciaio. Misura messa in stand-by da Biden, che come Trump si rifa al concetto di sicurezza nazionale. Per Bruxelles, invece, si tratta banalmente di protezionismo.

Ue e Usa insieme anche per evitare un'altra crisi dei chip

Le sorprese positive, però, potrebbero non essere finite. Parallelamente alla risoluzione della disputa Boeing-Airbus, infatti, è attesa la creazione di un Trade and Technology Council, in cui Usa e Ue lavoreranno per coordinare gli standard su nuove frontiere come intelligenza artificiale, informatica quantistica e biotecnologia. Non solo, tra i principali obiettivi del consiglio quello di rendere le supply chain più forti e meno dipendenti dalla Cina. Per evitare il ripetersi di una crisi dei chip come quella che stiamo vivendo. Il risultato, ha spiegato lo U.S. National Security Advisor Jake Sullivan, è che siano “le democrazie e nessun altro, né la Cina né altre autocrazie, a scrivere le regole di commercio e tecnologia per il 21° secolo», riporta la Cnbc.

(Raffaele Rovati)