Per Bmw è allarme impatto guerra in Ucraina su quattro ruote

Dopo la crisi del Covid-19, quella dei chip e i problemi alla supply chain globale, per Bmw adesso è allarme su impatto da guerra in Ucraina su quattro ruote.

Bmw Group lancia l’allarme sull’impatto che la guerra in Ucraina avrà per il settore delle quattro ruote. Nessuna tregua per l’automotive, piegato prima dalla crisi del Covid-19 e quindi costretto a confrontarsi con la carenza di chip e con i problemi alla supply chain globale che hanno frenato significativamente la ripresa post-pandemica. L’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca oltre a colpire ulteriormente la fiducia sull’espansione dell’economia limiterà le performance di gran parte dei gruppi industriali occidentali (e non), costretti a boicottare la Russia. Il colpo derivante dalla guerra è trasversale. Basta un solo esempio: Carlsberg settimana scorsa aveva cancellato la guidance 2022 dopo avere annunciato la sospensione di produzione e commercializzazione del suo marchio sul mercato russo (nel 2021 Russia e Ucraina avevano generato circa il 13% dei ricavi complessivi del colosso della birra).

Anche per Bmw lancia allarme per l’impatto della guerra in Ucraina

La situazione di Bmw è molto meno critica, anche perché la casa automobilistica bavarese è reduce da un 2021 che è stato chiaramente un successo, eppure già settimana scorsa, all’annuncio dei risultati (ma anche di dividendi triplicati e buyback), il titolo era crollato a Francoforte, trascinato da uno dei sell-off causati proprio dalla crisi in Ucraina. E ora Bwm ha peggiorato dall’8%-10% al 7%-9% la stima di profittabilità lorda nell’esercizio. Il dato era già atteso in declino rispetto al 10,3% registrato in un 2021 da record per Bmw. A causa degli stop alla produzione, Bmw prevede anche che le consegne di vetture quest’anno saranno sullo stesso livello del passato esercizio, chiusosi a quota 2,52 milioni. Senza gli effetti negativi le consegne sarebbero state leggermente superiori.

Dopo un 2021 record Bmw rallenterà su impatto guerra in Ucraina

“Indipendentemente da ciò, la situazione rimane estremamente dinamica, il che rende difficile fornire una guidance accurata per l’anno fiscale 2022. Poiché al momento non è possibile valutare ulteriori potenziali implicazioni di lungo termine della guerra in Ucraina, ciò non può essere preso in considerazione nelle nostre previsioni”, ha precisato Bmw, che ha spiegato come l’attuale congiuntura nell’Europa orientale stia limitando la sua rete di produzione e continuerà a farlo nelle prossime settimane. Bmw è impegnata nel ridurre al minimo le interruzioni e continua a rifornirsi di componenti dall’Ucraina occidentale, regione finora non interessata dal conflitto.

Per impatto guerra in Ucraina 700.000 vetture in meno in Europa

Le problematiche affrontate da Bmw, comunque, non sono una sua esclusiva. Secondo Colin Langan, analista di Wells Fargo citato da Automotive News, fino al 15% della produzione di vetture in Europa potrebbe essere a rischio a causa della chiusura degli impianti in Ucraina che riforniscono di cablaggi le case automobilistiche. Per Langan tra primo e secondo trimestre si potrebbero produrre fino a 700.000 vetture in meno in Europa. Oltre a Bmw anche Volkswagen Group ha già tagliato la produzione in Germania, mentre Mercedes-Benz lo ha fatto anche in Ungheria. L’Ucraina ha 17 strutture per la produzione di cablaggio per l’automotive, posizionandosi dietro solo a Romania e Marocco tra i Paesi con il costo del lavoro più basso nel bacino del Mediterraneo. (Raffaele Rovati)

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