Scattano i buy su STM e Apple dopo che Bloomberg ha rivelato che quest'ultima ha chiesto ai propri fornitori di assemblare fino a 90 milioni di nuovi iPhone 13 entro fine anno. Un numero ben più elevato rispetto alla prassi in occasione del lancio di una nuova versione dell'iconico smartphone. STM approfitta in quanto fornitore del gruppo di Cupertino.

Apple: forte domanda per iPhone 13

Mancano circa due mesi al lancio dell'iPhone 13, l'ultima versione dello smartphone Apple (+2,4% al NASDAQ): secondo i rumor la presentazione ufficiale e l'avvio della commercializzazione dovrebbero avere luogo a metà settembre. Molte erano le aspettative sul nuovo modello e sono ancora di più oggi dopo le indiscrezioni di Bloomberg. Secondo persone a conoscenza dei fatti a Cupertino si attendono un domanda molto forte, superiore a quella registrata per le versioni precedenti.

Apple chiede ai fornitori fino a 90 milioni di iPhone 13

In base alle fonti Apple sta chiedendo ai propri fornitori di realizzare componenti e assemblare fino a 90 milioni di iPhone 13 entro la fine del 2021. Si tratta di un numero superiore del 20% rispetto ai 75 milioni che il gruppo creato da Steve Jobs (e Steve Wozniak) aveva fin qui indicato come obiettivo di vendita entro la fine dell'anno di lancio di ogni nuovo iPhone.

iPhone 13 più innovativo del 12

Secondo Bloomberg l'iPhone 13 sarà maggiormente innovativo rispetto al 12: i miglioramenti riguarderanno processore, fotocamera e display e saranno implementati su tutti e quattro i modelli (le due versioni regolari e le due Pro). Una delle fonti ha dichiarato che le sanzioni imposte dagli USA su Huawei potrebbero essere uno dei motivi per cui Apple ha deciso di incrementare l'offerta.

STM scatta in borsa: è fornitore di Apple

L'indiscrezione ha fatto scattare i buy su STM dato che il produttore di microchip italofrancese è tra i fornitori di Apple. Il titolo è scattato in avanti toccando i massimi da fine aprile e avvicinandosi a 33,70 euro, ostacolo determinante in ottica di medio termine. Una vittoria confermata in chiusura su questo riferimento lancerebbe le quotazioni verso 35,95, massimo da aprile 2002 toccato a febbraio. Discese sotto area 32 preannuncerebbero invece una correzione sui 30 euro almeno.

(Simone Ferradini)