Le borse hanno preso il Covid. 

Crollano i principali indici di borsa. La scoperta di una nuova variante del Covid-19 in Sudafrica rischia di fare tornare i lockdown. Crolla anche il greggio.

Ftse Mib, ribasso record

Il Ftse Mib scende del 3,4% a 26170 punti circa. E' vero che la giornata non è ancora terminata e che quindi la chiusura potrebbe essere meno impietosa, ma per trovare un saldo negativo così ampio come l’attuale bisogna tornare al 28 ottobre del 2020. In quella occasione però il mercato veniva già da più di tre mesi di ribasso e l'accelerazione ribassista era stato l'elemento conclusivo della discesa, questa volta invece il ribasso sembrerebbe solo all'inizio, lo strappo delle ultime ora potrebbe rappresentare l'avvio di una discesa che rischia di essere estesa. 

Il Covid riparte dal Sud Africa

Come è ormai chiaro, da questa mattina non si parla d'altro sui mercati, il principale fattore ribassista è tornato a essere la pandemia di coronavirus. Da una parte c'è il ritorno a generalizzate restrizioni in Europa per contenere la recente impennata di contagi. Dall'altra c'è la scoperta di una nuova variante del Covid-19 in Sudafrica, con elevati tassi d'infezione soprattutto tra i giovani. La variante, che non ha ancora un nome, è stata già individuata anche a Hong Kong, in persone in arrivo dal Sudafrica. Usa, Gran Bretagna, Australia e Giappone stanno di nuovo valutando la chiusura dei confini per scongiurare l'arrivo della nuova variante. La Gran Bretagna ha già sospeso i voli da sei paesi dell'Africa, più Hong Kong. 

L’inflazione peggiora le cose

E come spesso accade piove sul bagnato: a peggiorare la situazione ha infatti contribuito l'uscita di dati macro che confermano come l'inflazione galoppi in giro per il mondo. A novembre l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,5% annuo nella regione di Tokyo, in accelerazione rispetto allo 0,1% di ottobre e nel terzo mese consecutivo d'inflazione. Il dato si attesta sui massimi dal luglio 2020. L'indice core dei prezzi al consumo è invece cresciuto dello 0,3% annuo contro lo 0,1% di settembre e ottobre, in linea con il consensus di Bloomberg. La borsa giapponese graficamente sta vivendo un momento difficile, il Nikkei ha infatti completato oggi una pericolosa figura ribassista. 

Nikkei, rischio inversione ribassista

L'indice nipponico ha infatti accelerato al ribasso confermando il segnale negativo inviato mercoledì con la violazione della base del canale che aveva condotto il rally partito a inizio ottobre. I corsi hanno rotto perentoriamente i supporti statici a 29000-29100 completando il doppio massimo in formazione dal 4 novembre in area 29900 e si sono pericolosamente avvicinati ai minimi allineati di fine ottobre a 28470 circa: si tratta di riferimenti decisivi nel breve termine dato che al di sotto degli stessi assisteremmo probabilmente a un'inversione di tendenza in senso ribassista anche per quello che riguarda la tendenza di medio periodo. Atteso in quel caso il ritorno sui 27300 toccati il 6 ottobre: conferme definitive in tal senso alla violazione di 27900. Concreti segnali di forza solo con il ritorno in pianta stabile sopra 29000-29100.

Salgono i prezzi all’import in Germania

Le cose non vanno diversamente in Europa, anche qui all'impennata dei casi di Covid si somma quella dei prezzi. L'Ufficio Federale di Statistica Destatis ha reso noto che i prezzi alle importazioni in Germania nel mese di ottobre sono cresciuti del 3,8% su base mensile dal +1,3% precedente, risultando superiori alle attese fissate su un incremento mensile pari al 2% e sono aumentati del 21,7% su base annuale, lettura più alta da agosto 1981 (+19,5%). I prezzi delle esportazioni sono cresciuti dell'1,4% su base mensile e del 9,5% rispetto a ottobre 2020. 

La Bce mantiene i nervi saldi

Per adesso la Bce resta ferma sulle sue posizioni rispetto all'inflazione, i mercati non sono del tutto sicuri che abbia ragione, come dimostra l'incertezza degli indici azionari negli ultimi giorni. Dai verbali della riunione della Bce del 28 ottobre, emerge che "i prezzi energetici più alti e le strozzature che stanno colpendo la catena dell'offerta sono temporanei, sebbene, nel 2022, l'inflazione impiegherà più tempo rispetto a quanto precedentemente previsto per scendere", spiegando anche che "i movimenti temporanei dei prezzi e dell'output in direzioni diverse non dovrebbero essere chiamati stagflazione". La maggior parte della recente pressione al rialzo sui prezzi è legata al base effect. La banca centrale per adesso esclude un aumento dei tassi d'interesse nel 2022, pur riconoscendo che l'inflazione richiederà più tempo del previsto prima di diminuire. 

L’euro dollaro non crede alla Lagarde?

Guardando l'andamento del cambio euro dollaro nelle ultime ore verrebbe da dubitare che i mercati stiano effettivamente credendo alle parole della presidente Christine Lagarde. L'euro dollaro infatti ha messo a segno il rimbalzo maggiore da quando è iniziata la fase ribassista dal 28 ottobre, e probabilmente alla base del movimento c'è proprio la convinzione che la Bce sarà costretta a seguire le altre principali banche centrali sulla via del rialzo dei tassi prima di quanto preventivato. 

Crolla il greggio

A fare temere che questa volta la discesa della borsa possa non essere solo un episodio temporaneo è anche il netto calo del petrolio. Il Wti perde il 7,7% circa a 72,40 dollari, il Brent il 6,6% a 76,80 dollari circa. Le incognite legate alla nuova variante Covid hanno messo gli operatori in allarme, facendo temere nuove chiusure e quindi una brusca frenata dell'economia. Per il Wti il supporto è a 71 dollari, la violazione di quei livelli potrebbe anticipare una correzione estesa di tutto il rialzo attivo dai minimi di fine ottobre 2020. Da notare che con il calo odierno i prezzi hanno già violato la media mobile esponenziale a 100 giorni, ora resistenza a 75 dollari circa (questa media identifica la condizione del trend di medio periodo). 

Il Ftse Mib lotta per evitare il peggio

E cosa dire della borsa italiana? Il Ftse Mib sta lottando da questa mattina con la base del canale crescente disegnato dai minimi di luglio, passante a 26220 punti circa. I minimi di giornata, a 25964 hanno ricoperto il gap rialzista del 14 ottobre, supporto dal quale si è visto un timido rimbalzo. Se la base del canale dovesse venire violata anche in chiusura di seduta potrebbe aprirsi la caccia ad un altro gap, quello del 22 luglio, con limite inferiore a 24670 punti circa. Un segnale che i ribassisti hanno sotterrato l'ascia di guerra verrebbe solo con il ritorno al di sopra della media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 26815 punti.

Da brivido il ribasso del Dow Jones

Da brivido il ribasso del Dow Jones Industrial che perde 885 punti circa e scivola a 34920 circa (-2,47%). I prezzi hanno completato con la violazione di 35500 il testa spalle ribassista disegnato dal top del 26 ottobre. La figura è ampia 1000 punti circa e proietta quindi un obiettivo in area 34500. Sotto quei livelli probabile il ritorno sui minimi di inizio ottobre a 33500 circa. Solo recuperi oltre 35300 potrebbero fare pensare ad un rientro delle tensioni ribassiste.

(Alessandro Magagnoli)