Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro sta mettendo sotto pressione l'area di 1,18, mentre il dollaro-yen sta provando a riposizionarsi sopra quota 109. Cosa può dirci di questi due cross?

Quelli da lei indicati sono due grafici che ci danno un'informazione condivisa, perchè ambedue palesano questa stratosferica forza del dollaro che si apprezza tanto contro l'euro quanto contro lo yen, ossia le valute delle due aree geograficamente più importanti.

C'è però una differenza strutturale tra i due grafici e l'euro-dollaro in particolare sui livelli attuali, tolto un supporto di natura più psicologica che tecnica in area 1,18, non ha ancora raggiunto dei livelli dove ipotizzare una pausa di questa fase di discesa.

Sull'euro-dollaro posso stimare una zona tecnica interessante in area 1,17 e la successiva a quota 1,1615/1,161 e siamo ancora distanti da queste soglie.

Ne deriva una chiave di lettura abbastanza debole sull'euro-dollaro e si conferma uno scenario propedeutico ad una prosecuzione della discesa.

In questo senso ricordo che un dollaro così forte alle Borse non piace, quindi un processo costante e continuo di rafforzamento del biglietto verde non sta dando benefici all'azionario che resta vicino ai massimi, anche se questi non vengono superati.

Parlavo di due grafici diversi come struttura, perchè mentre l'euro-dollaro è alla ricerca di un supporto dove arginare la forza del biglietto verde, il dollaro-yen da ormai tre settimane sta lavorando in maniera intensa area 109 e non è casuale questa stabilizzazione così in alto.

Questo perchè la forza del dollaro persiste ed è abbastanza evidente, ma dall'altro lato il dollaro-yen va ad impattare in zona 109/109,5 una resistenza dinamica di lunghissimo termine partita addirittura nel 2015.

Tecnicamente quindi il dollaro-yen sarebbe arrivato e ci si aspetterebbe un ritorno di acquisti yen e vendite dollaro, cosa che invece non possiamo dire già per l'euro-dollaro.

Il dollaro-yen in questa zona è più short che long, ma è evidente che se dovesse riuscire a superare quota 109/109,5 in chiusura settimanale, abbandonerà questa resistenza e si porterà velocemente ben oltre area 112.

Sul dollaro-yen i giochi sono fatti, mentre sull'euro-dollaro non ancora, d'altra parte se si osserva il dollar index emerge chiaramente come il rimbalzo del dollaro stia arrivando in queste ore ad una dinamica resistenziale importante in area 93.

Su questa soglia il dollaro index incontra la storica trendline di supporto e quella è un'area dove dovrebbe teoricamente fermare la sua ascesa e dare quindi respiro sia allo yen che all'euro.

L'oro continua a gravitare intorno all'area dei 1.730 dollari l'oncia. Cosa può dirci di questo asset?

Tecnicamente l'oro sarebbe pronto a rimbalzare, quindi sarebbe già in un'area in cui sarebbe conveniente acquistarlo.

Sappiamo però che il gold è quotato in dollari e ha una correlazione inversa con la valuta americana, quindi il grafico dell'oro rimane in zona di stabilizzazione perchè il dollaro è troppo forte.

Allorquando quest'ultimo dovesse mollare un po' la presa, molto probabilmente il rimbalzo dell'oro si concretizzerebbe e in quel caso intravedo un target in area 1.860/1.870 dollari.

Se il punto di innesco long per me è stato a 1.675 dollari, allorquando il gold dovesse scendere sotto quest'area, bisognerà considerare non corretta l'ipotesi rialzista appena descritta e mollare la presa.

Ieri il petrolio è tornato violentemente giù dopo il rally della vigilia. Cosa aspettarsi ora?    

Per il petrolio il target di breve-medio periodo è stato raggiunto, cioè la discesa di 10 dollari al barile ha portato a centrare con precisione l'area di supporto dinamica di lungo periodo.

Si tratta di un'area molto vulnerabile e pericolosa, perchè dopo l'apprezzamento che c'è stato possiamo solo immaginare cosa accadrebbe se il petrolio rompesse questo livello.

A quel punto possiamo stimare delle fasi di riprezzamento verso i 50 dollari al barile per l'oro nero.

Per il momento il supporto dei 57 dollari è stato testato e si è avuto un rimbalzo, e fino a quando le quotazioni si manterranno al di sopra della soglia appena citata, la debolezza sarà da comprare, magari in ottica di trading, visto che un posizionamento in ottica di luogo appare strategicamente sbagliato dopo il forte rialzo visto fino ad ora.

Quali indicazioni ci può fornire per le Borse? Quali i possibili scenari nel breve?

Temo che i anche recenti movimenti dell'obbligazionario, nonchè questo dollaro, possano minare un po' lo stato di salute generale delle Borse, quindi starei un po' attento.

Il Nasdaq Composite ad esempio è già compromesso al ribasso, quindi orientato in dinamica short.

Dei tre indici principali Usa, chi manca ancora all'appello in senso positivo è il Dow Jones che è il driver da monitorare nei prossimi giorni.

Questo indice è ancora distante dal supporto di lungo che parte dai minimi degli inizi della pandemia e mi riferisco ai 31.600 punti.

Un Dow Jones al di sotto di questa soglia in chiusura settimanale mi farebbe pensare che le Borse sono stanche e che hanno bisogno di correggere.

Fino a quando il livello dinamico dei 31.600 punti sarà mantenuto non vedo particolari problemi, ma al di sotto ci starei attento.