L’Ufficio Studi di Marzotto Investment House, esattamente come tutto il mondo finanziario a livello mondiale, aspettava il discorso di Powell al Simposio della Fed di Jackson Hole, per avere una idea più chiara sulla politica
monetaria della banca centrale statunitense nei prossimi mesi. Parte del simposio si è svolto a distanza, lasciando presagire una Fed ragionevolmente dovish.

Focus su inflazione e tassi di interesse

Il Covid 19 ancora attivo, vuole dire infatti una economia sotto-occupata. E quale governatore della Fed, in una situazione di totale incertezza sullo stato della economia reale potrebbe pensare di invertire la politica monetaria?

Al momento le grandi incognite per i mercati erano appunto inflazione e direzione dei tassi di interesse da un lato e, Covid dall’altro.

Con Jackson Hole e il messaggio “soft” di Powell, secondo gli esperti di Marzotto Investment House è stata sdoganata la prima variabile.

Sul Covid, grazie a tassi di vaccinazione sempre più elevati nei paesi industrializzati e, in prospettiva in quelli emergenti, si comincia ad intravedere un ritorno alla normalità o, almeno, una gestione sempre più efficiente da parte delle autorità politiche.

Borse: scenario resta favorevole dopo Jackson Hole

In questo scenario, come si è potuto già intravedere dalla seduta bosrsistica di venerdì, il contesto di investimento rimane favorevole agli asset rischiosi.

Nei prossimi mesi potranno ovviamente esserci fisiologiche prese di profitto, ma il messaggio è chiaro: il contesto di investimento rimane favorevole anche dopo Jackson Hole.

Il discorso di Powell

A monte di Jackson Hole c’è sicuramente una considerazione da fare. A breve l’Amministrazione Biden nominerà il nuovo Governatore della Fed.

A quanto sembra, Powell gradirebbe una rielezione, di conseguenza, erano improbabili anche per questa ragione decisioni forti e una nuova impostazione della politica monetaria statunitense.

Le sedute borsistiche prima dello scorso venerdì 27 in cui era atteso il discorso di Powell, erano state contraddistinte da diverse dichiarazioni abbastanza dovish, sia dello stesso Powell, che da parte di altri governatori regionali della Fed.

In pratica in vista di Jackson Hole erano stati ammorbiditi alcuni messaggi precedenti che avevano fatto temere un rialzo dei tassi di interesse adirittura nel 2022.

Il mercato, nonostante la binarietà del Simposio di Jackson Hole (bullish o bearish), aveva di conseguenza mantenuto sui risky asset una buona intonazione e volatilità contenute, segno che non si aspettava inversioni violente sulla politica monetaria rispetto alle condizioni attuali.

La politica monetaria della Fed

In pratica Powell ha accontentato i falchi della Fed annunciando il tapering, ma poi ha ammorbidito tutte le altre issues, dall’inflazione alla eventuale modifica dei tassi di interesse.

Come tempistica delle prossime azioni della Fed, Powell è stato completamente ma volutamente non definitivo.
Il tapering (ovvero la riduzione progressiva delle quantità di bonds acquistate sul mercato da parte della banca centrale) dovrebbe cominciare entro la fine del 2021, per poi proseguire nel 2022.

Questo vuole dire che qualsiasi “restrizione” monetaria avverrà molto morbidamente e con una corretta preparazione del mercato in termini di modalità e tempistica.

A giustificazione della decisione, la convinzione che l’inflazione dovrebbe essere temporanea e dato il rilevante lag temporale tra crescita economica e inflazione, la Fed deve stare attenta a non toccare la politica monetaria
nel momento in cui i fondamentali macroeconomici si stanno aggiustando da soli, esattamente come sembrerebbe avvenire nel contesto attuale.

Mercati azionari: cosa aspettarsi dopo Jackson Hole?

Secondo gli analisti di Marzotto Investment House, Jackson Hole nel 2021 ha rappresentato, forse più degli anni precedenti, un momento macro estremamente importante per i mercati finanziari.

Il contesto era infatti di risky asset vicino ai massimi storici, a fronte di una crescita economica ancora incerta e di una politica monetaria accomodante a forte rischio.

Di conseguenza, le parole molto tranquillizzanti del discorso di Powell, sono state accettate con sollievo da parte degli investitori che a questo punto si aspettano un contesto di investimento ancora favorevole.

Nelle prossime settimane è corretto, a detta degli analisti, avere ancora un attegiamento abbastanza prudente, sia perché il contesto favorevole è a questo punto abbastanza scontato, sia perchè la stagionalità di settembre è stata sovente penalizzante per gli indici azionari e i risky asset in generale.

Da ottobre in poi, in assenza di nuove issues problematiche e di movimenti negativi sui tassi di interesse, dopo il discorso di Powell gli investitori potrebbero concentrarsi con maggiore serenità sulla positiva stagionalità del
periodo natalizio.