Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Come valuta l'attuale impostazione dell'euro-dollaro e quali i possibili scenari nel breve?

L'euro-dollaro sta ballando tra 1,1757 e 1,184/1,185, con volumi di scambio molto bassi, a ridosso della trendline di supporto che poggia sui minimi del 4 novembre 2020 e del 31 marzo 2021.

Siamo quindi in una zona assolutamente neutrale, con l'attenzione rivolta in primis al supporto a 1,175.

In caso di rottura di questo sostegno l'euro-dollaro scenderà verso quota 1,17 prima e in seguito in direzione di 1,1605/1,16.

Al rialzo la prima resistenza è a 1,1835/1,184, sopra cui si apriranno le porte per una salita verso 1,197 in prims e in secondo luogo verso 1,21/1,215.

La possibilità che l'euro-dollaro rimbalzi c'è ancora, facendo in ogni caso attenzione ai supporti, sotto cui si rischia di scendere ancora.

L'oro sta oscillando intorno all'area dei 1.800 dollari. C'è il rischio di nuovi cali?

L'oro presenta un'area di supporto tra i 1.790 e i 1.780 dollari, da cui potrebbe provare un rimbalzo che lo porterebbe in primis verso i 1.834/1.835 dollari.

Con la violazione di questo livello il gold potrà allungare verso i 1.880 dollari, mentre sotto il supporto a 1.790/1.780 dollari si rischierà una discesa verso i minimi di giugno in area 1.750 dollari.

Tendenzialmente dai valori attuali l'oro potrebbe ripartire al rialzo, dopo che abbiamo avuto un crollo e due doppi minimi, seppur decrescenti, cui ha fatto seguita una ripartenza dei corsi.

Il petrolio ha recuperato dai minimi, ma sta faticando a superare quota 72 dollari. Cosa aspettarsi ora?

Il petrolio è arrivato fino ad un passo di quota 65 dollari, per poi avviare un forte rimbalzo che sta trovando intorno ai 72 dollari la prima resistenza da violare.

La volatilità è in calo e i volumi sono deboli, ma se l'oro nero riuscirà a rompere i 72 dollari, potrà salire ancora verso i 75 dollari prima e in seguito in direzione dei top dell'anno in area 77 dollari.

Con l'evoluzione delle prossime sedute si capirà se il recente storno del petrolio sia da ricondurre essenzialmente alle decisioni dell'Opec+ o se al contrario si tratterà di uno storno tecnico innescato da una forte resistenza. 

Al ribasso sarà cruciale la tenuta dei 65-64 dollari, raggiunti i quali bisognerà vedere se il petrolio riuscirà a rimbalzare o se diversamente scenderà ancora in direzione di area 60 dollari.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Gli indici USA hanno mostrato un po' più di sprint rispetto a quelli europei, ma se Wall Street continuerà a salire, allora anche le Borse del Vecchio Continente riusciranno a rompere i massimi.

In linea generale la view è prevalentemente rialzista e anche per gli indici europei è difficile avere ora un atteggiamento ribassista, specie in presenza di listini americani che segnano nuovi massimi.