Gli indici azionari hanno stornato già dalla fine della scorsa settimana, allontanandosi un po' dai massimi assoluti.

Secondo gli analisti di Marzotto Investment House, diventa sempre più spasmodica la ricerca di classi di investimento sottovalutate da parte degli investitori.

In particolare, gli esperti ritengono meriti molta attenzione quello che viene definito “Reopening Trade”, ovvero azioni che beneficiano da economie altamente interconnesse e non più limitate nella mobilità dal Covid, soprattutto per le
persone.

Il Covid a posteriori ha avuto un impatto positivo sulla maggiore parte dei risky assets e della classe di investimento azionaria, grazie allo straordinario mix tra politica fiscale e monetaria.

I governi hanno infatti aumentato considerevolmente deficit e debito e implementato piani di crescita mirati.
Analogamente le banche centrali, nonostante tutta la retorica sul tapering e su un eventuale irrigidimento della politica monetaria, sono ancora straordinariamente accomodanti.

In un simile contesto non deve perciò sorprendere che gli indici siano in molti casi arrivati su nuovi massimi assoluti.

Chi è restato indietro finora?

Sicuramente tutte quelle industrie legate alla mobilità delle persone: hotel, fiere, viaggi, linee aeree, aeroporti, centri commerciali, ma anche qualcosa tra gli alcolici, medical equipment, previdenza integrativa soprattutto per le aziende.

Che probabilità ha il Reopening Trade di essere redditizio e, in quale misura?

E’ opinione di Marzotto Investment House che il reopening trade potrebbe dare un impatto positivo, anche significativo, alla strategia di investimento di un portafoglio, anche se le dinamiche del Covid saranno ovviamente
determinanti.

Una accelerazione della percentuale di vaccinati sulla popolazione, almeno nei principali paesi industializzati, sarebbe infatti molto importante e positivo.

Tuttavia, secondo gli esperti non dobbiamo sottovalutare il rischio di qualche nuova variante del virus che rallenti il processo di “normalizzazione” delle economie, con il rischio di una progressiva frustrazione da parte degli investitori che continuano a posizionarsi su questo trade.

Covid? Dove siamo in questa fase?

Il contesto in cui ci troviamo, è praticamente ovunque contraddistinto dalla terza ondata di Covid.
La situazione nondimeno, sembrerebbe meno drammatica di come è stata nelle prime due ondate, grazie a tassi di mortalità e di ospedalizzazione sensibilmente più contenuti.

Quali sono le industrie ancora penalizzate?

Gli analisti di Marzotto Investment House evidenziano alcune tra le classi di investimento azionarie (industrie, macrotemi etc.) maggiormente penalizzate dal Covid.

Linee aeree: il danno subito da questa industria è duplice. Da un lato il crollo del numero dei voli aerei dal marzo 2020, dall’altro il petrolio sopra i $70. Di conseguenza, ci sembra un contesto difficile anche a fronte di un miglioramento della mobilità.
Titoli da monitorare: Ryanair, Lufthansa, Boeing.

Aeroporti: si tratta di un profilo migliore rispetto a quello delle linee aeree. I dati segnalano numeri molto differenti per gli aeroporti regionali (esempio Bologna), al momento meno penalizzati di quelli internazionali attivi
soprattutto sul lungo raggio (Fraport).

Da monitorare Enav, una tra le pochissime società che gestiscono il traffico aereo ad essere quotate. Enav è regolata da normativa europea e genera ricavi anche a fronte una attività limitata negli aeroporti.
Titoli da monitorare. Enav, Fraport, Aeroporti di Bologna, Aeroports de Paris, Flughafen Wien, Dufry.

Fiere: l’attività fieristica tranne un paio di mesi alla fine dell’estate 2020, è sempre stata chiusa.
In Europa c’è stata molta disparità in termini di ristori dati dai governi (ad esempio in Germania i ristori hanno coperto quasi interamente la perdita di attività).
Dalla fine dello scorso agosto, molte fiere in Europa hanno ripreso l’attività, seppure con modalità estremamente ridotte rispetto al 2019 (vedi il Salone del Mobile a Milano).
Titoli da monitorare: Fiera Milano, IEG.

Hotel: il periodo estivo ha momentaneamente aiutato, anche se diverse criticità permangono soprattutto nelle città medie.

La carenza del turismo estero e dei viaggi business richiederanno ancora tempo per tornare a pieno regime.
Titoli da monitorare: Accor, Hyatt, Marriot.

Centri commerciali: al contrario del Real Estate residenziale che in molti casi ha toccato nuovi massimi, i centri commerciali hanno sofferto molto. Da un lato perché alcuni brands/punti vendita hanno avuto criticità nei pagamenti, dall’altro per una minore affluenza di visitatori.

I dati, sebbene lentamente, stanno progressivamente migliorando.
Titoli da monitorare: Klepierre, WFD Rodamco, IGD, Eurocommercial.

Catering, servizi integrativi per le aziende: beneficeranno dal back to school e dal rientro in ufficio, a scapito dello smart working.
Titoli da monitorare: Sodexo, Compass, Elior.

La lista di società, industrie e business ancora penalizzate è tuttavia molto più ampia di quanto si possa pensare: ad esempio il back to school con Fila e diverse linee di abbigliamento per ragazzi o per ufficio, oppure trasporti
come le autostrade (in recupero ma non ancora a regime), Autogrill e tutte le parti di ricambio per auto, inclusi i produttori di pneumatici.