Borse, la fine del rally è lontana

La crisi di Evergrande spaventa gli investitori ma per Goldman Sachs un eventuale calo sarebbe una “buy opportunity”. E per l’analisi tecnica?

Evergrande preoccupa gli investitori

I mercati azionari si sono innervositi negli ultimi giorni a causa delle difficoltà del gigante Evergrande, il secondo sviluppatore immobiliare cinese quotato a Hong Kong. Nelle ultime ore la società ha fatto sapere di potere onorare "232 milioni di yuan (l'equivalente di 35,9 milioni di dollari) di coupon onshore con scadenza 23 settembre" ma non ha fatto menzione riguardo agli interessi sugli offshore bond.

Domani la società dovrà rimborsare gli interessi su un bond a 5 anni emesso per un controvalore pari a 85 miliardi di dollari. Evergrande è oberata da 305 miliardi di dollari di debiti, il suo default causerebbe un'onda capace di travalicare sicuramente il mare della Cina: a risentirne potrebbero essere infatti i fondi che hanno le obbligazioni di Evergrande in portafoglio, e si tratta di nomi come Ubs, Hsbc, Pimco, Blackrock, Allianz e Fidelity. 

S&P esclude il rischio di una Lehman 2.0

Per adesso osservatori qualificati come Standard&Poor's ritengono che non ci sia il rischio di una Lehman due punto zero, ma la tensione resta comunque alta. Il problema dell'immobiliare in Cina non riguarda comunque solo Evergrande, l'Institute of International Finance calcola che l'indebitamento delle società non finanziarie sia ormai vicino al 160% del Pil, ben oltre la media globale del 100%. In questo contesto di alto debito il settore immobiliare, che vale quasi il 30% del Pil cinese, ha fatto abbondantemente la sua parte arrivando ad un ammontare complessivo di almeno 3300 miliardi di dollari.

A causa del Covid il comparto immobiliare ha tuttavia frenato la sua corsa e ora c'è il rischio dello scoppio di una vera e propria bolla. La speranza è che il governo cinese, dimostratosi in grado di contenere il contagio del Covid meglio di molti altri, riesca a fare lo stesso anche con il virus che ha colpito l'immobiliare. Intanto nella notte la banca centrale di Pechino si è fatta vedere per mandare un segnale ai mercati, ha iniettando 120 miliardi di yuan, ovvero 19 miliardi di dollari di liquidità. 

Le borse hanno già metabolizzato Evergrande?

La tegola di Evergrande per il momento è caduta facendo un rumore la cui eco si è spenta quasi subito: dopo il forte calo di lunedì le borse hanno subito provato a reagire, anche se per il momento, anche a causa delle attese per la fine della riunione di politica monetaria della Fed (comunicato alle 20:30) non si sono ancora allontanate troppo dai minimi di inizio ottava. 

Adesso occhi puntati sulla Fed

Un'altra spina nel fianco dei mercati è infatti il "tapering", la riduzione degli acquisti di titoli, che la banca centrale Usa potrebbe annunciare già con il termine della riunione di settembre. Gli investitori vogliono capire se la Fed effettivamente annuncerà l'inizio di questa misura restrittiva oppure se semplicemente annuncerà che in futuro ci sarà l'annuncio di inizio del “tapering”, una sorta di preavviso per permettere ai mercati di prepararsi all'idea. Visto l'andamento della pandemia negli Usa, dove il numero dei morti resta molto elevato, la Fed potrebbe propendere per la seconda via, ovvero rimandare l'effettivo annuncio di inizio "tapering". 

Gli effetti del “tapering”

Attenzione, anche in caso di avvio di una riduzione nel livello di acquisti di bond l'atteggiamento della Fed rimarrebbe comunque ultra espansivo, semplicemente la banca centrale prenderebbe atto del fatto che la ripresa è in corso e che non sono più necessarie misure di extra stimolo. I mercati, a freddo, potrebbero anche giudicare quindi positivamente un cambiamento di questo tipo, dal momento che sarebbe il riconoscimento del ritorno alla normalità. Non si può comunque negare che se la Fed comprasse meno bond ci sarebbe un effetto sui rendimenti, che salirebbero, mettendo una certa pressione sulle valutazioni degli indici azionari.

Goldman Sachs punta a nuovi rialzi

Del fatto che la corsa al rialzo delle borse possa continuare, nonostante le bolle cinesi o gli annunci americano, sembra essere convinta Goldman Sachs, che in una sua recente nota dice chiaramente di non aspettarsi la fine del rally dell'azionario, almeno non nel breve termine. Gli esperti della banca Usa anzi suggeriscono di non lasciarsi spaventare da una eventuale flessione, possibile proprio a causa delle recenti novità su Cina e Usa, nell'ordine del 5%/10%, ma di sfruttarla per fare il pieno di azioni. 

Utili aziendali ancora in crescita

Alla base di questa strategia c'è il fatto che gli utili aziendali, almeno negli Usa, sono ancora in ottima salute. Nel 2021 infatti i profitti dovrebbero superare in media del 20% quelli del 2019. Se poi il 2021 dovesse dimostrarsi quello in cui viene raggiunto un massimo temporaneo sul fronte degli utili ancora non ci sarebbe da preoccuparsi, di norma infatti gli indici azionari iniziano a scendere per davvero solo un anno dopo il picco.

Quest’anno i profitti aziendali saranno di un quinto sopra il livello del 2019. Se anche il 2021 fosse l’anno di picco degli utili, poco male, perlomeno, non c’è fretta di vendere, in quanto il ribasso, inizia di norma oltre un anno dopo il picco. Per il momento in ogni caso le attese per il 2022 sono di un utile delle aziende dello S&P500 di 217,95 dollari, un aumento del 9,4% sul 2021. 

L’incognita di un “tax hike”

Esiste tuttavia l'incognita delle tasse sui profitti delle aziende, che Biden vorrebbe portare al 26,5% (più probabilmente si dovrà accontentare del 25%) dal 21% attuale. In quel caso i 217,95 dollari diverrebbero 207, con evidenti conseguenze anche sul valore degli indici. Da non sottovalutare poi i problemi legati alla "supply chain", in particolare la scarsità di semiconduttori che rischia di pesare sui risultati di alcuni comparti. In generale comunque per adesso l'idea che le borse possano continuare a salire ha senso anche da un punto di vista grafico.

Per lo S&P500 supporto a 4250 punti

Lo S&P500 è sceso a testare con i minimi di lunedì a 4350 circa la media mobile esponenziale a 100 giorni, indicatore che sintetizza con la sua posizione rispetto ai prezzi la condizione della tendenza di medio lungo periodo (la media è stata superata al rialzo a metà maggio 2020 e da allora, salvo una breve eccezione a ottobre, è sempre rimasta al di sotto del grafico) che per adesso resta quindi al rialzo.

E anche in caso di discese al di sotto di area 4350 sarebbe poi solo la violazione di 4250 a segnalare l'avvio di una vera e propria fase correttiva, che in quel caso potrebbe estendere fino in area 3900.

Recuperi al di sopra di 4450 farebbero invece pensare che l'indice si è lasciato alle spalle i recenti motivi di incertezza e punta quindi al recupero dei record di settembre a 4546 punti.  

(Alessandro Magagnoli)