Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 marzo 2021. I risultati includono il contributo economico pro rata temporis del ramo acquisito a partire dal 22 febbraio 2021. Si tratta di 587 filiali di Ubi Banca (alle quali a giugno si aggiungeranno 33 filiali di Intesa Sanpaolo). Il titolo ha toccato lunedì un massimo a 2,018 euro per poi stabilizzarsi in area 1,97 euro.

Migliora la qualità del credito di BPER

L’NPE ratio proforma lordo e netto risultano rispettivamente al 5,9% e al 3,1%, i livelli più bassi dalla crisi finanziaria del 2007, in significativo calo dal 7,8% e 4,0% di fine dicembre 2020, grazie al contributo del ramo acquisito e all’efficacia delle azioni di derisking poste in essere.

La copertura NPE è al 49,5% (copertura delle sofferenze al 57,8% e UTP al 42,2%), mantenuta a livelli elevati. La copertura include l’impatto della PPA sui crediti deteriorati del ramo acquisito. 

Il  default rate annualizzato è pari allo 0,7% in calo dall’1,0% di fine 2020.

Il Texas ratio risulta in calo al 54,7% dal 55,4% a fine 2020. Il costo del credito annualizzato è di 84 p.b. al netto delle rettifiche addizionali su crediti (circa 220 p.b. contabile).

Confortante la solidità patrimoniale di BPER Banca

Il CET1 ratio Fully Phased proforma è al 13,4% (14,4% su base Phased-In proforma ) ed evidenzia quindi un ampio buffer rispetto all’attuale requisito SREP pari all’8,125%. LCR >200%, oltre il doppio rispetto alla soglia minima regolamentare del 100%.

Aumentano i volumi con acquisizione ramo d’azienda

La raccolta complessiva è pari a € 255,2 miliardi (+38% vs. fine 2020), in particolare la raccolta diretta sale a € 94,4 miliardi (+50% vs. fine 2020) e la raccolta indiretta aumenta a € 160,7 miliardi (+32% vs. fine 2020), di cui € 78,1 miliardi di raccolta gestita inclusiva del ramo bancassurance e € 82,6 miliardi di amministrata. Gli impieghi netti verso clientela sono pari a € 75,4 miliardi (+42% vs. fine 2020).

Bper sostiene clienti e territori contro pandemia

Il totale delle moratorie concesse in termini di debito residuo è pari a 16 miliardi di euri (di cui € 5 miliardi del ramo acquisito), delle quali € 8,1 miliardi ancora attive. I finanziamenti garantiti dallo Stato risultano pari a € 6,1 miliardi (di cui € 1,9 miliardi del ramo acquisito) in aumento dai € 3,5 miliardi di fine 2020   

Utile oltre i 400 milioni

L’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo è pari a € 400,3 milioni di euro da 6,4 milioni nel trim1 2020.   

Piero Luigi Montani soddisfatto dei risultati

Questo il commento dell’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani: “Il trimestre appena concluso ha rappresentato una fase fondamentale della strategia di crescita di BPER grazie all’integrazione delle 587 filiali di UBI Banca, alle quali si aggiungeranno, a giugno, 33 filiali di Intesa Sanpaolo. Il processo di integrazione è avvenuto nel rispetto delle tempistiche previste e ha garantito la piena continuità operativa della nuova rete. Questo grazie al grande impegno profuso da tutti i colleghi che hanno lavorato al progetto, in un contesto esterno particolarmente complesso. Tale operazione di trasferimento ha interessato circa 1,4 milioni di clienti e porta BPER ad essere il terzo gruppo bancario italiano per raccolta totale. L’acquisizione del ramo ha consentito al Gruppo di compiere un significativo salto dimensionale in termini di volumi, quote di mercato e clientela, migliorandone al contempo la posizione competitiva attraverso un complessivo ribilanciamento sul territorio nazionale in aree geografiche dove BPER aveva una presenza di minor rilevanza. Alcuni benefici attesi dall’operazione sono già visibili nei risultati, in particolare grazie ad un’ulteriore riduzione dei ratio lordo e netto dei crediti dubbi, rispettivamente al 5,9% e al 3,1%, pur preservando un’elevata posizione di capitale, con un CET1 ratio ben superiore al 13%. I risultati assumono ancora più valore se vengono messi in relazione all’ambiente esterno profondamente condizionato dagli effetti della pandemia. Il completamento dell’operazione di acquisizione ci permetterà, in un contesto di graduale rimozione delle restrizioni, di focalizzare le nostre energie sullo sviluppo commerciale, al fine di incrementare i servizi alla clientela, e, allo stesso tempo, di rendere più efficiente la nostra struttura, mantenendo una forte tensione sul continuo processo di miglioramento della qualità dell’attivo”.

I broker confermano i giudizio su BPER

Equita Sim dopo i conti del primo trimestre 2021 ha confermato il giudizio "hold" e il prezzo obiettivo a 2,2 euro. Per gli esperti a livello operativo la performance risulta "complessivamente migliore delle attese".

Kepler Cheuvreux mantiene la raccomandazione "hold" e porta il target a 2,1 euro da 1,95 euro.

BPER, resistenza critica a 2,10 euro

Il titolo ha toccato lunedì un massimo a 2,018 euro per poi stabilizzarsi in area 1,97 euro, comunque in netto rialzo dalla chiusura di venerdì a 1,9235 euro. A 1,96 euro i prezzi si sono lasciati alle spalle il picco del 20 aprile, ultima resistenza ad opporsi alla ricopertura del gap ribassista del 19 marzo con lato alto a 2,02 euro, quota toccata dai massimi di giornata lunedì. La rottura anche di area 2,02 permetterebbe il test del massimo del 18 marzo a 2,10 euro, una resistenza critica in quanto coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio 2020.

Il superamento del 50% di ritracciamento viene considerato rilevante dagli analisti grafici dal momento che oltre quella percentuale di ritorno un movimento inizia a perdere i connotati di un semplice rimbalzo, quindi di una fase di reazione temporanea, per assumere quelli di un tentativo di inversione di trend.

Oltre area 2 resistenza a 2,35 euro circa. In caso di superamento anche di quei livelli il titolo si troverebbe poi in condizione di tentare la ricopertura del gap del 28 febbraio 2020 a 2,54 e di quello del 24 febbraio 2020 a 2,75 euro.

Solo ripiegamenti al di sotto di area 1,90 allontanerebbero la possibilità di assistere ad un nuovo test di area 2,10 in tempi brevi, prospettando invece il ritorno sulla media mobile esponenziale a 100 giorni, ora passante a 1,78 circa.

(Alessandro Magagnoli)