Il 2021 è iniziato e, dopo un accordo raggiunto in extremis alla vigilia di Natale tra Londra e Bruxelles, è arrivata anche la Brexit. Un divorzio sancito dal referendum del giugno 2016 e che, tra i vari effetti, andrà a mettere in discussione il ruolo della City come polo finanziario se non su scala globale quanto meno in relazione all'Europa continentale. Non sono ancora chiari i regolamenti che gestiranno i rapporti in ambito finanziario ma quel che è certo è che già iniziata la fuga degli investment banker. "Mi aspetto che da 3.000 a 4.000 investment banker in più, in particolare specialisti del settore e consulenti in materia di emissioni azionarie e obbligazioni, debbano lasciare Londra e tornare in Europa", ha detto a Bloomberg Andreas Halin di Global Mind Executive Search Consultants.

Il settore finanziario pesa per il 7% sull'economia di Londra

Come sottolinea Bloomberg, la prospettiva è particolarmente negativa per la Gran Bretagna se si considera quanto il settore finanziario sia fondamentale per il suo bilancio. Perdere un esercito di contribuenti decisamente più ricchi della media non è cosa da prendersi a cuor leggero. L'industria finanziaria impiega oltre un milione di persone nel Paese, rappresenta circa il 7% dell'economia nel suo complesso e oltre un decimo di tutte le entrate fiscali di Her Majesty's Revenue and Customs (Hmrc, l'agenzia delle entrate di Sua Maestà Regina Elisabetta II). Trovato un accordo per una Brexit ordinata, i colloqui relativi ai servizi finanziari sono solo all'inizio e non c'è al momento una scadenza prevista. Nel frattempo, però, migliaia di posti di lavoro e oltre 1.000 miliardi di dollari di asset si stanno già trasferendo in Europa.

Goldman Sachs si sta già trasferendo a Francoforte e Madrid

Una cosa è però certa. I banchieri di Londra non possono più proporre direttamente transazioni o operazioni di raccolta di capitali a clienti aziendali dall'altra parte del Canale della Manica. È previsto il coinvolgimento di un cosiddetto chaperone, un collega all'interno dell'Unione europea che gestisca il primo contatto con un cliente. Non a caso uno dei colossi dell'investment banking come Goldman Sachs Group ha già iniziato a muoversi. Trasferendo uomini e risorse da Londra a Francoforte come pure a Madrid. Macario Prieto, responsabile di Technology, Media and Telecommunications Banking per la regione Emea di Goldman Sachs, per esempio si sta trasferendo in Germania, riporta Bloomberg. E come lui faranno altri tre top banker, tra cui Konrad Krallmann, che fornisce consulenza per le operazioni straordinarie alle istituzioni finanziarie. Goldman sta anche raddoppiando la sua presenza nella capitale spagnola: ci saranno almeno 60 banchieri entro fine 2021 a Madrid, secondo fonti citate sempre da Bloomberg.

(Raffaele Rovati)