Anche la seduta odierna non ha riservato nulla di buono per il mercato obbligazionario italiano che ha continuato a registrare segnali di tensione.

Il tutto in un contesto europeo in cui invece si è avuto un andamento a diverse velocità dopo il forte rialzo di rendimenti delle due sessioni precedenti. 

BTP: tassi e Spread ancora in rialzo. La corsa continua

Lo Spread BTP-Bund si è allargato nuovamente e ha terminato gli scambi a 118,8 punti base, con un rialzo dll'1,8%, dopo aver toccato un top intraday a 122,2 basis points.

Male i BTP che sono stati ancora venduti, con conseguente salita dei tassi, tanto che il rendimento del decennale è balzato dell'1,98% all'1,081%.

Spread e BTP hanno mandato interamente in fumo l'effetto Draghi, riportandosi sui livelli del Governo Conte e precisamente sulle soglie intorno alle quali viaggiavano poco prima di fine gennaio, ossia ai tempi delle dimissioni del precedente Esecutivo.

BTP e Spread: 3 i fattori che alimentano le tensioni

Tre sono i fattori chiave che stanno mettendo sotto pressione Spread e BTP e che sono in generale all'origine della recente impennata dei rendimenti in Europa.

Il primo è legato alle prospettive economiche più incoraggianti e promettenti nell'area euro, come evidenziato anche dalla fiducia emersa dalla lettura delle ultime minute della BCE.

All'attesa di migliori condizioni nel Vecchio Continente si lega il secondo fattore, rappresentato di dubbi sul futuro del QE e del PEPP.

La principale preoccupazione è che la BCE possa iniziare a stringere i rubinetti, riducendo gli acquisti settimanali di titoli di Stato.

Non è ancora chiaro quali saranno le prossime mosse dell'Eurotower e preziose indicazioni in tal senso dovrebbero arrivare dal meeting in agenda a giugno, in attesa del quale il mercato potrebbe mostrare ancora segnali di non poco nervosismo.

Infine, ad impaurire gli investitori sono le paure legate ad un deciso aumentato dell'inflazione, in primis negli Stati Uniti.

BTP e Spread: possibili ancora tensioni, ma pronti a comprare. Ecco quando

Tanto basta per mettere sotto pressione Spread e BTP che nel breve potrebbero anche continuare a soffrire, ma per gli analisti non c'è nulla da temere al momento.

Gli analisti di ING ritengono che gli spread siano ancora troppo ampi, dato l'impatto dei significativi sforzi fiscali dell'Italia e dello spostamento del sentiment politico anche in altre aree d'Europa, non da ultimo in tutta la Germania.

Il Cio di BlueBay, Mark Dowding, mette in guardia dal rischio di un ulteriore ampliamento degli spread, legato ad un elevato livello di emissioni in Europa più avanti nell’anno e alla prospettiva di un minore supporto da parte della BCE.

Dowding però ritiene che ulteriori tensioni su Spread e BTP saranno da cogliere come un'occasione per comprare, spiegando che lo Spread BTP-Bund, l'area dei 130 punti base è un livello che potrebbe rappresentare un'interessante opportunità per ritornare sui BTP nelle prossime settimane.

BTP: HSBC diventa più positiva

Fiduciosi anche i colleghi di HSBC che migliorano la loro view sui titoli di Stato non core dell'area euro, tra cui i BTP, da neutrale a leggermente rialzista.

Gli esperti evidenziano che le valutazioni si sono ridotte in maniera decisa nell'ultimo mese, specie in Italia e ritengono possibile uno scenario in cui le azioni delle BCE dominano sia gli spread che i tassi.

Spread: per Unicredit scenderà da questi livelli. BTP buy?

Infine, anche Unicredt è ottimista e i suoi strategist si aspettano che lo Spread BTP-Bund torni a restringersi rispetto ai livelli correnti.

Chiara Cremonesi, vicedirettrice della strategia del reddito fisso, è positiva sui BTP da questi livelli e vede spazio per una contrazione dello Spread, a patto che non ci sia un rilevante aumento della volatilità dei rendimenti.