BTP e Spread: scoppia tempesta dopo BCE. Cosa accadrà ora?

BTP in profondo rosso e Spread in volata dopo l'appuntamento con BCE e Lagarde: azzardo o occasione buy? Ecco le attese di Sante Pellegrino.

Image

Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione del mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund si è impennato dopo l'appuntamento odierno con la BCE. Quali scenari ora?

La presidente Lagarde ha annunciato la fine del quantitative easing, ma non è ancora chiaro se ci sarà un graduale aumento dei tassi di interesse.

E' tutto lasciato al limbo, così come è abitudine dei presidente della BCE che hanno preceduto Mario Draghi. Non si sa ancora nulla di concreto sulle strategie dell'Eurotower contro l'inflazione e contro il caro-rendimenti, perchè ora inizia a pesare su chi si approvvigiona di liquidità.

La Lagarde non si è mostrata tattica fino a ora e anche per questo motivo lo Spread BTP-Bund continua a salire, pur mantenendosi per ora in un range tra i 190 e i 220-225 punti base.

L'unico modo per far calmare il rischio è far tornare il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco sotto lo swing importantissimo dei 180 basis points.

Diversamente, un ritorno sopra i 230 punti base farà decollare lo Spread verso i 280-290 punti, assaggiati durante la debolezza del Governo giallo-verde e ancor più durante quella dell'Esecutivo M5S-PD.

Anche il rendimento del BTP a 10 anni è schizzato in atto oggi. Si aspetta ulteriori tensioni su questo fronte?

I rendimenti schizzano al rialzo, ma è stata segnata una divergenza che dovrebbe far tornare il decennale sui livelli del 3%.

Siamo molto tirati e questo aumento del rendimento pesa non solo sul mercato obbligazionario, ma anche su quello azionario e sull'economia vera e propria.

Chi prende soldi a prestito paga di più di interessi e questo fa rallentare l'intera economia e ciò è senza dubbio negativo.

L'impennata dello Spread e del rendimento del BTP decennale fa scendere l'indice dei BTP quotati che nei giorni scorsi è salito dagli 80 punti ai 92 punti, intorno ai quali oggi è stata confermata una resistenza.   

Indubbiamente quella attuale è una situazione che va recuperata, ma dire che i livelli attuali siano una buona zona di tappeto per approvvigionarsi di BTP è forse un po' azzardato, ma potrebbe anche essere un'occasione da non sottovalutazione. 

Stiamo viaggiando in alcuni casi sui livelli minimi degli ultimi 10 anni, in altri degli ultimi 5 anni.

Sicuramente bisogna iniziare a scandagliare e a fare BTP picking in questo momento: la mia idea è che tanto per lo Spread quanto per i tassi dei BTP dovremmo aver già iniziato a segnare dei massimi importanti da cui si dovrebbe tornare indietro.  

Quale BTP sta seguendo con più interesse di altri in questa fase?

La mia attenzione continua a essere rivolta al benchmark dei BTP, ossia a quello con scadenza nel 2067 che ha più storia rispetto ad altri.

Il BTP 2067 ha toccato il minimi raggiunto durante la crisi estiva del Governo Lega-M5S e non comprare adesso vuol dire non avere fiducia nelle forze italiane ed europee e soprattutto in quello che è il sistema economico.

Quella attuale è sicuramente un'occasione importante, da non sottovalutare e da monitorare con molta attenzione.Il BTP 2067 potrebbe rimbalzare fino alla resistenza a 86-88 euro, oltre cui si avranno allunghi fino ai 92 eur.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del Bund?

Il Bund vede il rendimento del decennale in salita oltre la soglia dell'1,4% ed è ancora oversize, ossia fuori dalle quotazioni standard.

Dai livelli correnti il Bund potrebbe rimbalzare per tornare sui 150-151 punti, ma ha una debolezza intrinseca molto forte che dovrebbe portarlo a fare supporto in area 145.

Qual è la sua view sul Treasury USA a 10 anni?

Il rendimento del decennale USA è su dei massimi importanti, ma sta facendo resistenza sul livello del 3%. E' molto probabile che la Fed stia lavorando ai fianchi delle banche per far sì che l'indebitamento degli Stati Uniti non vada a inficiare il lavoro che si sta facendo per evitare che la liquidità non venga bruciata dall'inflazione.