Ancora una seduta decisamente no per il mercato obbligazionario italiano che continua a vivere non poche tensioni, in linea con quanto già accaduto nelle ultime giornate.

BTP: in rally il tasso a 10 anni. Spread in rialzo

Il copione è stato simile anche oggi e così a fine giornata lo Spread BTP-Bund  si è fermato a 107 punti base, con un rialzo dell'1,9%.

La salita del differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco si è accompagnata ad un forte ribasso dei BTP, colpiti da copiose vendite, tanto che il rendimento del titolo a 10 anni è balzato in avanti, chiudendo in rally del 5,41% allo 0,877%.

I rendimenti sono in salita un po' in tutta Europa, ma l'andamento dei titoli del nostro Paese merita un'attenzione particolare per diversi motivi.

BTP e Spread, le buone notizie da S&P non bastano

In primis c'è da dire che Spread e BTP hanno superato indenni l'appuntamento di venerdì scorso con S&P che ha confermato il rating "BBB" dell'Italia, con outlook "stabile".

Questo però non è bastato a tenere lontane le vendite che anche nei giorni scorsi hanno colpito i BTP e in generale i titoli di Stato dell'area euro.

BTP e Spread: pesano i dubbi sul Recovery Plan

A favorire i sell contribuiscono da una parte le indicazioni positive che giungono sul quadro economico soprattutto negli Stati Uniti, dall'altra le buone notizie dalle trimestrali societarie.

Come evidenziato dagli strategist di Commerzbank, a pesare su BTP e Spread sono anche i dubbi sul Recovery Plan, con il mercato che ancora non si fida della promessa del presidente Draghi di crescita oggi e consolidamento fiscale domani.

BTP e Spread: forti pressioni sul lato dell'offerta

Come se non bastasse, a mettere sotto pressione i BTP e lo Spread non solo oggi, ma nelle ultime sessioni, sono state le corpose emissioni di titoli di Stato.

Solo oggi il Tesoro ha collocato ben 8,5 miliardi di euro di titoli su quattro scadenze differenti e la distribuzione su più linee, come spiegato da Unicredit, mita la pressione sul lato dell'offerta.

Gli strategist evidenziano che da inizio anno l'Italia ha raccolto 123 miliardi di euro in titoli di Stato a medio e lungo termine, contro i 240 miliardi di euro che restano  da raccogliere fino alla fine dell'anno.

Questo secondo gli esperti contribuirà a mantenere la pressione dell'offerta sui BTP che fino ad ora sono riusciti a calamitare una buona domanda.  

BTP e Spread: Unicredit è fiducioso. Ecco perchè

Unicredit mantiene una view costruttiva sui BTP e ritiene che ci sia ancora la possibilità che gli stessi sovraperformino rispetto ai titoli di Stato core.

Gli strategist confermano il loro target di uno spread BTP-Bund a 75 punti bas fino alla fine del terzo trimestre di quest'anno.

Diversi sono i motivi per cui gli esperti sono costruttivi sui BTP e sullo Spread, a partire dal fatto che l'aumento del deficit dovrebbe sostenere la ripresa dell'attività economica nei prossimi mesi e il ritorno del PIL italiano ai livelli pre-crisi.

Questo è in definitiva un fattore positivo per i BTP e se lo scenario descritto si concretizzerà, allora aumenterà la fiducia degli investitori nel paese.

In secondo luogo, il rapporto offerta-liquidità sembra molto più favorevole per la parte restante dell'anno rispetto ai primi quattro mesi.

Ultimo ma non meno importante, Unicredit ritiene che il posizionamento degli stranieri sia ancora più contenuto rispetto al periodo antecedente la prima ondata della crisi COVID-19.

BTP e Spread: anche Credit Suisse è ottimista

A guardare con fiducia ai BTP e allo Spread sono anche gli esperti di Credit Suisse, secondo cui le prospettive favorevoli per l'Italia giustificano un'ulteriore riduzione del premio di rischio collegato ai BTP.

Questo secondo la banca elvetica dovrebbe tradursi in una compressione dello Spread BTP-Bund ma anche di quello BTP-Bonos.