BTP e Spread sempre peggio e non è finita. Si salvi chi può?

I BTP restano nel mirino del ribassisti e il decennale si impenna ancora, ma peggiora anche lo Spread. Che succederà ora? La view di Sante Pellegrino.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione del mercato obbligazionario.

Il rendimento del BTP a 10 anni mostra sempre più nervosismo, con un allungo oltre la soglia del 3%. Vede ulteriori minacce nel breve?

Il rendimento del BTP a 10 anni ha violato la soglia del 3,25% e questo comporta un peggioramento della situazione creditizia a livello italiano.

Si tratta di una brutta situazione perchè da un lato gli investitori sono tentati dal comprare i BTP che quotano basso proprio a causa del rialzo del tasso a 10 anni, dall'altra però non lo fanno perchè tutti i titoli stanno perdendo di valore.

Si profila però un aspetto molto importante e da non sottovalutare: il rendimento del decennale dovrebbe salire ancora verso il 3,4%-3,5% e questo apre uno scenario positivo anche se in un contesto negativo.

Questo perchè a livello tecnico si sta creando sul decennale una divergenza ribassista, quindi conviene che il tasso salga al 3,4%-3,5%, con probabili estensioni fino al 3,6%-3,8%, perchè ciò andrebbe a confermare la suddetta divergenza e quindi si dovrebbe tornare a scendere, questa volta in maniera più decisa.

La salita del rendimento decennale contribuisce a peggiorare la situazione economica dell'Italia, anche in relazione all'aumento dell'inflazione.

I BTP quotati, che hanno comunque un loro indice, si ritrovano a battere un minimo, intorno a quota 80. Possibile che questo indice scenda anche al di sotto della soglia appena citata, ma sarebbe una fortuna, in primis perchè andremmo su livello di minimo mai battuti, e questo permetterebbe di comprare in piena crisi qualcosa che deve essere necessariamente governato dalla BCE.

Sarebbe davvero una grande occasione d'acquisto e se si creerà divergenza, di contro l'effetto "shark attack" avrà spazio libero per compiere quanto dicevo prima, ossia rendimento decennale in discesa e BTP in salita.

Lo Spread BTP-Bund sta peggiorando ancora, spingendosi oltre la soglia di 200 punti base. Quali le attese per le prossime sedute?  

Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco ha aperto in gap-up ed è ancora in una fase forte di resistenza.

Mi aspetto allunghi dello Spread BTP-Bund verso i 225/230 punti base, senza escludere picchi fino a 250 basis points, per confermare una divergenza che sarà positiva per i BTP e negativa per i rendimenti.  

Quello attuale è il mercato dei professionisti ed è quello che coprirà l'effetto uragano che arriverà sui mercati azionari.

Su quale BTP in particolare valuterebbe un posizionamento long in questa fase?

Torniamo a parlare del BTP 2067 che quota su livelli di prezzo che non vediamo dal 2018, caratterizzato durante l'estate dalla crisi del governo giallo-verde.

Pronti quindi a intervenire perchè ci saranno ghiotte occasioni, anche se non si vedono ancora volumi molto forti, ma siamo in una configurazione di pattern decisamente forte.

Da monitorare quota 83, tenendo presente che ribassi verso gli 80 non devono spaventare perchè, se in velocità, potrebbero confermare le divergenze positive per i BTP quotati.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del Bund?

Il Bund è su un nuovo massimo di periodo, segnalando che anche in questo è in configurazione una divergenza. Farebbe male un ritorno del Bund verso quota 1,4%-1,5%, su livelli che non si vedono più da 10 anni a questa parte.

Qual è la sua view sul Treasury USA a 10 anni?

Per il rendimento del decennale americano, a differenza di quello italiano, siamo sotto il 3%. Viene confermata una figura di testa spalle che dovrebbe portare al ribasso, ma mancano alcuni gap di conferma di un allungo verso giù.

Il Treasury ha rimbalzato sulla neckline, ossia sul 2,75%, ma per fortuna la soglia del 3% continua a fungere da resistenza.

Vista la contrazione di volatilità tra il 2,75% e il 3%, potremmo dire che negli Stati Uniti il pericolo forse è scampato, quindi chi deve correre ai ripari sono gli europei.