E’ proseguito anche per tutta la passata settimana, praticamente senza soste, quello che ha ormai tutte le caratteristiche tipiche del rally per le borse azionarie occidentali.

L’euforia provocata dai risultati delle vaccinazioni in Israele, Gran Bretagna ed USA e dalle riaperture che stanno attuando questi più solerti vaccinatori, spinge i mercati a scontare recuperi fantastici nella crescita economica e negli utili societari. Ne abbiamo avuto un primo assaggio con le trimestrali da capogiro di alcune grandi banche USA.

E’ un rally primaverile, poiché si è espresso nei mesi di marzo ed aprile, durante i quali l’indice americano principale, SP500, ha realizzato finora 6 risultati settimanali positivi su 7. Dal minimo del 4 marzo scorso il rialzo è stato del +12,4%.

L’indice europeo Eurostoxx50 non è stato da meno, realizzando un rialzo ancora più continuo (7 settimane positive su 7) anche se leggermente meno impetuoso (+10,3% dal minimo di marzo).

E’ il ritmo tipico dei rally, che pertanto non può essere mantenuto molto a lungo.

Si vedono già evidenti segni di eccesso rialzista piuttosto conclamato. SP500 sull’indicatore di eccesso RSI(14), che è il più utilizzato, ha già superato ampiamente il valore di 70, che segnala eccesso rialzista, e presenta un grado di euforia da cui solitamente partono correzioni. Eurostoxx50 misura sull’analogo indicatore addirittura un valore di 77,58,  cioè un livello avvicinato solo nel marzo 2019 e superato solo nel lontano 30.12.1999.

La velocità del rally è quindi eccessiva ed una correzione, magari breve nel tempo e lieve nello spazio, è quel che di più logico ci possiamo aspettare.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che siamo nell’onda rialzista 3 di (3), che è la miglior impostazione possibile. In questi casi il mercato se vuole stupire lo fa al rialzo, estendendo il movimento al di là di ogni limite dettato dal buon senso.

L’obiettivo che SP500 deve raggiungere con questa onda 3 di (3) è situato a 4.200. Venerdì sera l’indice USA ha realizzato un massimo a 4.198, per cui possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto. A questo punto, pur essendo possibili ulteriori estensioni, che tenderei ad escludere che possano superare i 4.250 punti, dobbiamo considerare il mercato maturo per la correzione (onda 4 di (3)), che potrebbe partire in qualunque momento ed andrà a correggere almeno un po’ i valori di questo indice. Però il rialzo non è finito, poiché dopo l’onda 4 arriverà la 5 di (3). Pertanto avremo ancora un impulso rialzista molto significativo che in estate ci dovrebbe portare a raggiungere quota 4.400-4.600 per concludere l’onda (3).

Tutto ciò a prescindere dai dati macroeconomici, che, come abbiamo constatato negli ultimi giorni, spesso vengono interpretati col filtro euforico dell’emotività.

Un’euforia che la FED sta alimentando continuamente. Powell è stato molto chiaro nelle ultime settimane. L’inflazione risalirà nei prossimi mesi, ma la FED manterrà la politica monetaria esageratamente accomodante, nella convinzione che l’inflazione, dopo aver alzato la cresta, nel medio periodo la riabbasserà. Questo significa che nei prossimi mesi i rendimenti reali sulle obbligazioni USA, che sono già negativi ora sulle scadenze di breve e medio periodo, verranno ancor più penalizzati da inflazione in crescita e tassi tendenzialmente fermi. In questo modo la FED fornisce un ulteriore incentivo agli investitori a spostare i loro soldi sull’azionario.

Certo, chi riesce ancora a guardare qualche centimetro oltre la lunghezza del proprio naso si chiede che cosa succederebbe se l’inflazione non avesse intenzione di abbassare la cresta.

La risposta è abbastanza semplice. La FED sarebbe costretta ad inseguirla, con rialzi accelerati dei tassi, provocando un crollo sul mercato azionario e una catena di fallimenti societari.

Ma questo è lo scenario peggiore di lungo periodo. Non quello che mi aspetto per la parte restante di questo 2021, che sarà ancora trascorsa danzando sul ponte Titanic al suono di dolci melodie.