Nessuno scossone per Tesla a Wall Street, dopo una trimestrale segnata da un rimbalzo dell'utile di quasi il 950% annuo. Il titolo dell'azienda californiana scambiava infatti in moderato rialzo nel mercato esteso, dopo avere per altro guadagnato il 2,21% lunedì al Nasdaq (tra i migliori dell'indice, apprezzatosi invece di appena lo 0,03%). Tesla ha confermato di essere sulla buona strada per costruire i primi Suv compatti Model Y a Berlino e Austin, in Texas (le due nuove fabbriche del gruppo), entro l'anno. L'azienda di Elon Musk non ha nascosto i problemi dovuti in primis alle interruzioni nella supply chain (crisi dei chip e non solo), che hanno portato per altro al rinvio al 2022 del lancio del Semi, il rivoluzionario veicolo commerciale pesante. Che cosa comporta tutto ciò per il titolo Tesla, in declino di quasi il 10% nel 2021, e soprattutto per gli analisti la raccomandazione rimane buy?

Il buy di Tesla non è in discussione. Serve cambio di prospettiva

Prima della presentazione dei risultati Cathie Wood, fondatrice di Ark Invest, in un'intervista in streaming sul sito Real Vision e citata da MarketWatch aveva messo in dubbio la competenza degli analisti che si occupano di tecnologia e ancora più di quelli che seguono Tesla. I giudizi sull'azienda californiana sono infatti attribuiti da "esperti" del settore automotive mentre Tesla è un disruptor, un'innovatrice, una rivoluzionaria. "Crediamo che il motivo per cui ci sia una così grande inefficienza nella valutazione di Tesla sia la prospettiva temporale di breve e gli analisti sbagliati", ha sottolineato Wood. "Tesla è un'azienda tecnologica ma non è solo un'azienda tecnologica", ha dichiarato, indicando stoccaggio di energia, robotica, intelligenza artificiale e software-as-a-service come campi d'azione di Tesla. "Noi abbiamo tre diversi analisti che stanno lavorando al modello su Tesla", ha aggiunto.

Tesla sempre più buy. Possibile quota 3.000 dollari al Nasdaq

Wood ritiene che il titolo Tesla possa sfondare quota 3.000 dollari di valore. Una "pazzia" per il consensus generale, visto che Tesla attualmente scambia sotto 700 dollari. Per quanto sia superficiale soffermarsi sul breve, ci sono comunque i risultati trimestrali da analizzare. I primi tre mesi dell'esercizio erano stati contrastati per Tesla che aveva battuto le attese in termine di utile, sfiorando per un pelo il consensus sui ricavi. Nel secondo trimestre, invece, Tesla ha registrato profitti netti rimbalzati da 104 milioni di dollari, pari a 10 centesimi per azione, a 1,14 miliardi, e 1,02 dollari. Su base rettificata l'eps è cresciuto da 44 centesimi a 1,45 dollari, a fronte di ricavi in progresso del 98% annuo a 11,96 miliardi. Il consensus di FactSet era invece per 94 centesimi e 11,51 miliardi.

Tesla buy anche per riduzione peso dei crediti sui profitti

Come nota Reuters, oltre tutto, per la prima volta dalla fine del 2019, i profitti di Tesla non sono stati sostenuti dalla vendita di crediti ambientali. Nel secondo trimestre dai crediti sono arrivati 354 milioni di dollari, in deciso calo rispetto ai 518 milioni dei primi tre mesi del 2021. Nel tentativo di ridurre le emissioni di anidride carbonica, i governi di tutto il mondo hanno introdotto incentivi per le case automobilistiche: lo sviluppo di veicoli elettrici viene premiato con crediti. Tesla produce e vende esclusivamente vetture elettriche e quindi ne ottiene molti che poi vende con significativo profitto ad altre aziende la cui produzione è invece ancora in gran parte legata ai combustibili fossili. Tema ampiamente discusso dagli analisti, che mettevano in dubbio la sostenibilità dei profitti di Tesla, ma che ormai potrebbe essere superato.

(Raffaele Rovati)