Il Senato USA ha approvato il piano infrastrutturale

Il Senato USA ha approvato il piano infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari. Buzzi, Prysmian e Webuild ne approfitteranno?

Il Senato USA ha approvato questa settimana il piano infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari (in realtà solo 550 miliardi di nuova spesa) con consenso bipartisan (69 voti favorevoli e 30 contrari). Il provvedimento passa ora alla Camera. 

Il piano è positivo anche per alcuni titoli del mercato italiano, come ad esempio per Buzzi Unicem: il gruppo ha negli Stati Uniti il principale mercato con quasi il 40% dei ricavi (esercizio 2020). 

Anche Prysmian sembra in grado di approfittare della notizia secondo cui il Senato USA ha approvato il piano infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari. Equita fa notare che Prysmian realizza il 40% del proprio EBITDA in Nord America. 

Il copione si ripete per Webuild. In questo caso, oltre alle buone notizie dagli USA con l'approvazione del piano infrastrutturale, si è aggiunta la notizia che proseguono i lavori per la realizzazione del Ponte di Braila, in Romania, il ponte sospeso sul Danubio: raggiunto un avanzamento complessivo di oltre il 55% ed entro la fine del 2022 sarà completato. Webuild realizza l'opera al 60% in consorzio con la giapponese IHI. 

Piano infrastrutturale, su cosa puntano i broker

Bestinver ha dedicato una analisi agli effetti del piano infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari approvato dal Senato Usa e passato ora alla Camera. Secondo gli esperti la notizia è “positiva per Buzzi Unicem e Webuild”, titoli per i quali viene confermata la raccomandazione “buy”. Gli analisti di Bestinver ricordano che si tratta “delle due aziende italiane più esposte al piano di investimenti infrastrutturali che dovrebbero realizzare gli Usa”. Il mercato statunitense ha rappresentato infatti nella prima metà del 2021 il 37% dei ricavi e il 52% dell'Ebitda di Buzzi Unicem, mentre il Nord America nei primi sei mesi del 2021 ha fornito il 22% dei ricavi e il 32% del backlog proforma nel settore delle costruzioni a Webuild. 

Uno studio analogo è stato presentato anche da Equita Sim. Per gli esperti l’approvazione del piano infrastrutturale da parte del Senato con il sostegno bipartisan è “una notizia positiva e un altro importante passo avanti”. Equita osserva che i titoli che potrebbero avvantaggiarsi del piano infrastrutturale sono Buzzi Unicem (57% dell'Ebitda 2020 negli Stati Uniti), e Cementir (8% dell'Ebitda 2020). Altri beneficiari saranno Webuild e Prysmian, che generano rispettivamente il 28% dei ricavi e il 40% dell'Ebitda in Nord America. La notizia è positiva anche per Cnh: la divisione macchine per costruzioni genera il 5% circa dei ricavi del gruppo in Nord America. Nel caso di Interpump i ricavi dagli Usa sono circa il 30% del totale.

Figura rialzista per Buzzi

Sul fronte grafico Buzzi sta cercando di inviare un importante segnale di forza: i prezzi potrebbero completare il testa spalle rialzista disegnato dal minimo del 5 luglio superando, in chiusura di seduta, il picco del 2 agosto a 22,81 euro. Oltre quei livelli diverrebbe possibile il ritorno sul massimo di maggio a 24,29 euro. Da notare che il minimo del 19 luglio a 20,88 è esattamente sul 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo di ottobre, il ribasso visto dal top di maggio ha quindi per adesso caratteristiche solo correttive/temporenee, un elemento in più che aiuta a credere in uno scenario rialzista. Solo discese sotto area 22 farebbero temere una evoluzione in senso contrario.

Webuild vuole riprendere l’uptrend

Webuild ha superato giovedì la resistenza critica di area 2,31, massimo del 6 luglio, dando l'impressione di volere riprendere il trend rialzista attivo dai minimi di ottobre. Prossimo obiettivo a 2,60 euro circa, resistenza critica anche in ottica di medio termine (sopra quella target fino a 3 euro). Per mantenere una intonazione positiva è importante che le quotazioni non scendano più al di sotto di area 2,20 euro.

Target a 37 euro per Prysmian?

Prysmian si è dimostrato molto forte quando martedì ha superato di slancio la resistenza offerta a 31 euro dal massimo dell'8 gennaio. Grazie alla rottura di questo ostacolo i prezzi potrebbero puntare ora al test dei 37 euro. Prima stazione di arrivo intermedia a 34,50 circa. Solo ripiegamenti al di sotto di area 31 metterebbero in discussione lo scenario rialzista.

(Alessandro Magagnoli)