Buzzi Unicem in netto rialzo lunedì. Il rialzo dell'1,63% a 16,24 euro tuttavia non è riuscito a recuperare per intero la flessione accusata venerdì, del -3,82% (massimo a 16,945 euro), dopo l'uscita dei dati 2021 e la guidance 2022. 

Buzzi, conti 2021 solidi

Nel 2021 Buzzi ha venduto 31,2 milioni di tonnellate di cemento, un incremento del 6,7% dal 2020, e 12,1 milioni di metri cubi di calcestruzzo preconfezionato, un aumento del 3,4%.

Lo scorso esercizio è andato in archivio con ricavi in rialzo del 6,9% a 3446 milioni (+8,9% a cambi costanti) e utile netto degli azionisti a 542,3 milioni contro i 560,5 del 2020. 

Nel 2021 il gruppo ha distribuito dividendi per 191,2 milioni e pagato investimenti industriali per complessivi 217,7 milioni, 33,2 milioni dei quali dedicati al miglioramento delle performance ambientali e alla decarbonizzazione del processo produttivo.

La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2021 risulta positiva: 235,5 milioni rispetto ad un indebitamento netto di 241,6 milioni di fine 2020.

Buzzi, dividendo di 40 centesimi in arrivo

All'assemblea del 12 maggio verrà proposto un dividendo di 40 centesimi per azione (25 centesimi l'anno scorso). Il pagamento del dividendo, se verrà dall'assemblea, è previsto a partire dal 25 maggio 2022, con data stacco 23 maggio 2022 e record date il 24 maggio 2022. 

Buzzi, guidance 2022 prudente

Per il 2022, ipotizzando che il conflitto militare in Ucraina si protragga per alcuni mesi, il management di Buzzi prevede una diminuzione del margine operativo lordo di circa il 10%. Prima dell'inizio del conflitto in Ucraina il processo di budget delineava una moderata crescita per il 2022. A livello patrimoniale "non è possibile effettuare previsioni puntuali circa gli effetti del conflitto sulla situazione economica e la posizione patrimoniale del gruppo. In un caso estremo, giudicato poco probabile, la perdita durevole di valore potrebbe arrivare a circa il 10% del patrimonio netto".

I broker restano per lo più positivi

Equita Sim ha ridotto il prezzo obiettivo su Buzzi Unicem a 25 euro (-9% rispetto al precedente) ma ha confermato la raccomandazione "buy". Secondo gli esperti "La guidance sconta gli impatti della guerra Ucraina/Russia e i rilevanti aumenti di costi energetici/carburanti, mentre è attesa resilienza in Europa centrale e, soprattutto, negli Usa". Gli analisti hanno abbassato le stime di Ebitda del 9% sul 2022 e del 6% sul 2023. Per quello che riguarda l'utile netto le previsioni vengono riviste al ribasso del 7-6%. Equita precisa "Apprezziamo la fiducia del management sul business, con aumento del dividendo e nuovo buyback, e la decisione di fornire una guidance sul 2022. Sulle nuove stime, oltre l'80% dell'Ebitda di gruppo viene dagli Stati Uniti e dall'Europa Centrale - mercati più resilienti e meno esposti alla volatilità dei costi. Inoltre, la cassa netta al 2022 rappresenta l'11% della capitalizzazione di mercato. Crediamo che questi elementi non siano correttamente scontati nelle attuali valutazioni compresse".

Anche Banca Akros ha limato il prezzo obiettivo sul titolo a 26 euro da 28 euro, è ha confermato la raccomandazione "buy". Gli analisti apprezzano l'andamento dei conti per il 2021, definiti "solidi", sono consapevoli che l'outlook del 2022 è "negativo".

Più cauta JPMorgan, che ha confermato la raccomandazione "underweight" e un prezzo obiettivo a 17 euro. Gli esperti hanno rivisto le stime "in linea con la guidance della società", le previsioni di Eps scendono del 9,8% sul 2022 e dell'8,3% sul 2023.

Buzzi, primo ostacolo a 17 euro

Sul fronte grafico il titolo ha messo a segno il rimbalzo di lunedì a partire dal minimo di quota 15,80, toccato in corrispondenza del 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 7 marzo. Questa percentuale di ritracciamento discrimina in modo efficace tra uno scenario di correzione e uno di inversione: fino a che il supporto di area 15,80 tiene, il ribasso visto dal top del 16 marzo potrebbe dimostrarsi ancora una pausa solo temporanea del rialzo partito dal minimo del 7 marzo.

Oltre alla tenuta del supporto per favorire un rimbalzo servirebbe la rottura di area 17 euro. Sopra quei livelli possibile il ritorno sul massimo del 16 marzo, a 18,50. Resistenza successiva a 19,50, media mobile esponenziale a 200 giorni.

Sotto 15,80 invece atteso il ritorno sul minimo del 7 marzo a 14,27, supporto critico anche in ottica di medio periodo, coincidente con la trend line rialzista disegnata dai minimi del 2011.

(Alessandro Magagnoli)