Carrefour e Alimentation Couche-Tard annunciano lo stop ai negoziati per la possibile fusione a causa dell'opposizione da parte dello Stato francese. Lo hanno comunicato congiuntamente le due società sabato, sottolineando però che le trattative proseguiranno per valutare una partnership. Come spiegato dal colosso francese del retail e dal gruppo canadese (il cui business è focalizzato sui minimarket), tra le aree preliminari di cooperazione da esplorare vi sono la condivisione delle best practice sul carburante, la messa in comune dei volumi di acquisto, l'alleanza sui private label, il miglioramento del percorso del cliente attraverso l'innovazione e la valutazione dei modi per ottimizzare la distribuzione dei prodotti quando le reti delle due società si sovrappongono.

Dietro allo stop il "cortese no" del ministro delle Finanze Le Maire

La decisione di fermare le trattative, si legge sempre nel comunicato, è arrivata "alla luce dei recenti eventi". Eventi che Carrefour e Couche-Tard non nominano ma che sono facilmente identificabili nella presa di posizione ostile da parte di Parigi. Il top management del gruppo del Quebec si era recato in Francia per offrire concessioni all'Eliseo: nessun taglio di posti di lavoro per almeno due anni e doppia quotazione in Borsa, in Francia e Canada. In un incontro privato tenutosi venerdì, però, il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha ribadito la sua posizione secondo cui l'acquisizione di Carrefour sarebbe stata negativa per il Paese. Prima dell'incontro Le Maire aveva dichiarato a Bfm Tv che la sua risposta all'ipotesi di fusione per riassumere era semplicemente un no. "Un no cortese ma un no chiaro e definitivo".

Da Couche-Tard offerta d'acquisto non vincolante da 16,2 miliardi

Couche-Tard settimana scorsa aveva presentato un'offerta d'acquisto non vincolante su Carrefour. Sul piatto 20 euro per azione, pari a un premio di oltre il 29% e per una valutazione di 16,2 miliardi. Se le dimensioni del gigante francese sono decisamente superiore a quelle di Couche-Tard in termini di giro d'affari (oltre 80 miliardi di euro contro i circa 44 miliardi dei canadesi nell'ultimo esercizio), in Borsa la situazione è assai diversa: Carrefour capitalizza infatti 12,6 miliardi di euro, contro i circa 46 miliardi di dollari canadesi pari a quasi 30 miliardi di euro di Couche-Tard a Toronto. E la spinta per presentare un'Opa partiva proprio da questo: negli ultimi cinque anni Carrefour ha visto dimezzare il suo valore di mercato (in un ventennio il titolo è crollato da 90 a 15 euro). E probabilmente ai soci di Carrefour la proposta di Couche-Tard non sarebbe dispiaciuta ma Parigi ha detto no.

(Raffaele Rovati)