Cina e Giappone, le strade si dividono.

I dati macro in uscita oggi mostrano chiaramente che l'andamento delle economie di Cina e Giappone diverge. Le borse seguiranno allo stesso modo percorsi opposti? Cerchiamo di scoprirlo con l'analisi tecnica.

Pil Giappone in calo del 3%

Il primo dato degno di nota uscito nelle ultime ore è che il Pil del Giappone è calato del 3,0% annuo nel terzo trimestre 2021, dopo il rialzo dell'1,5% della lettura finale del secondo e contro il declino dello 0,8% del consensus di Reuters. Su base sequenziale l'economia nipponica ha segnato invece una contrazione dello 0,8% contro il precedente incremento dello 0,4% e il ribasso dello 0,5% stimato dagli economisti. Quello appena archiviato è il primo calo in due trimestri per la terza economia mondiale. Nel trimestre precedente la crescita era risultata pari a +1,5%. 

Sempre in Giappone, a settembre la produzione industriale è calata del 2,3% annuo, dopo il rimbalzo dell'8,8% di agosto ma in linea con la lettura preliminare diffusa a fine ottobre. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è invece crollata del 5,4% dopo il precedente declino del 3,6% (anche in questo caso in linea con il dato flash). 

Calo dei consumi privati in Giappone

Da segnalare anche che le spese per i consumi privati, che contribuiscono per il 60% alla formazione del Pil, sono risultate in calo dell'1,1% (dato atteso pari a -0,5% e dato precedente pari a +0,9%). Il risultato negativo è arrivato nonostante l'Olimpiade di Tokyo che avrebbe dovuto, in teoria, sostenere l'economia del Sol Levante. La crisi dei chip che ha colpito il mondo intero nel caso del Giappone ha interferito soprattutto le esportazioni di auto. In generale l'export ha frenato su base trimestrale del 2,1%, subendo il primo calo in cinque trimestri.

Giappone, in arrivo legge di bilancio

Attenzione però, il dato è negativo ma i mercati potrebbero darne una lettura positiva dal momento che la perdita di spinta dell'economia potrebbe favorire il via libera all'arrivo di nuovi stimoli da parte del nuovo governo, con la legge di bilancio che verrà presentata dal premier Fumio Kishida questa settimana. Questo è probabilmente il motivo per cui il Nikkei, che ha terminato la seduta di lunedì con un +0,56% a 29777 punti, non sembra avere risentito del dato sul Pil.

Per governatore BoJ politica ancora accomodante

Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Koruda, prevede per il 2022 un’inflazione all'1% circa, quindi bene al di sotto del target della banca centrale del 2%. La BoJ potrà quindi continuare a mantenere una politica monetaria ulta espansiva. "We expect consumer inflation to gradually accelerate to around 1% at about the middle of next year as the output gap turns positive" ha dichiarato Koruda parlando a Nagoya, proseguendo poi "Even if inflation does hit 1%, it's still quite distant from our 2% target. As such, we will absolutely not consider dialing back or abandoning ultra-loose policy". Secondo il governatore il ritorno dell'economia ai livelli pre-pandemia dovrebbe avvenire nella prima metà del 2022 grazie ad una ripresa dei consumi.

Secondo quanto comunicato dall'Ufficio di Gabinetto nipponico, le spese in conto capitale delle aziende del Giappone sono calate del 3,8% sequenziale nel terzo trimestre 2021, contro il precedente ribasso del 2,2% (1,3% il declino dei primi tre mesi dell'anno) e la flessione dello 0,6% stimata dagli economisti.

Sale la produzione industriale in Cina

Di segno opposto invece la produzione in Cina. In ottobre la produzione industriale è infatti salita in Cina del 3,5% annuo, in accelerazione rispetto al 3,1% di settembre e sopra al progresso del 3,0% del consensus di Reuters. Nel periodo tra gennaio e ottobre la produzione è salita "solo" del 10,9%, un tasso inferiore rispetto al +11,8% della rilevazione precedente. 

Bene le vendite al dettaglio cinesi

Le vendite al dettaglio, un indicatore chiave del consumo, sono invece cresciute del 4,9% annuo, contro il 4,4% di settembre e il 3,5% stimato dagli economisti. Nel mese precedente era stata registrata una crescita del 4,4%. Dall'inizio dell'anno il dato è in crescita del 14,9% rispetto al +16,37% riportato tra gennaio e settembre.

Ad ottobre gli investimenti in asset fissi (escluso il settore rurale) sono saliti del 6,1%, su base annua, meno del +6,2% atteso dal consensus di Reuters e contro l'aumento precedente del 7,3% (e all'8,9% di agosto). 

Il mercato immobiliare cinese rallenta

Il portavoce dell'Ufficio nazionale di statistica e Direttore del Dipartimento di statistica generale dell'economia nazionale, Fu Linghui, comunicato che il mercato immobiliare, nonostante a settembre si sia registrato un secondo calo dei prezzi medi delle abitazioni, rimane stabile. I prezzi delle nuove case in Cina hanno rallentato a ottobre, la crescita su base annua è stata del +3,4%, in frenata da +3,8% di settembre. Si tratta del dato più debole da gennaio 2016, solo 13 città sulle 70 della statistica hanno indicato prezzi in rialzo (erano state 27 a settembre). 

Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,9% a ottobre con il governo che calcola di avere raggiunto l'obiettivo annuale di creazione di posti di lavoro: ne sono stati aggiunti 11,3 milioni nei primi dieci mesi dell'anno. 

Banca centrale di Pechino sempre attenta

A sostenere l'economia ci pensa la banca centrale della Cina che questa notte è intervenuta con un'iniezione di liquidità da record, mille miliardi di yuan, circa 157 miliardi di dollari. 

Che in Cina l'economia continui a girare forte lo conferma la notizia che a ottobre sono state aumentate le estrazioni di carbone ai massimi dal 2015, toccando i 357 milioni di tonnellate contro i 334 milioni di settembre.

Nikkei 225, resistenza a 30800 punti

Il Nikkei 225 è attualmente nella metà superiore della fascia laterale disegnata dal massimo di metà novembre, avente baricentro a 29000 punti circa. La tenuta di questo supporto dovrebbe favorire il test della parte alta della fascia, in area 30800. Se i prezzi riusciranno a scardinare anche quella resistenza diverrà possibile un rialzo di almeno altri 3000 punti circa. Sarebbero invece pericolose discese al di sotto dei 29000 punti, che porterebbero probabilmente al test del limite inferiore del trading range, supporto critico anche di medio lungo periodo posto a 27300 punti circa.

Figura rialzista per l’Hang Seng

Graficamente interessante anche l'Hang Seng di Hong Kong (seduta di lunedì terminata a 25391 punti, in rialzo dello 0,25%). I prezzi stanno disegnando dal minimo del 20 agosto un potenziale testa spalle rialzista. La figura verrebbe completata con la rottura a 26135 della linea che unisce i massimi dell'8 settembre e del 26 ottobre. In quel caso probabile la ricopertura del gap ribassista del 26 luglio con lato alto a 27222 punti. Resistenza successiva a 28220 circa. Solo la violazione di area 24500 negherebbe l'ipotesi rialzista facendo temere cali verso i 23500 punti.

(Alessandro Magagnoli)