La Cina rallenta, il petrolio arretra.

Rallenta l’economia cinese, male il petrolio

Dati preoccupanti questa mattina per l'andamento dell'economia cinese. Quando si parla di Cina ovviamente è necessario tenere sempre presente le caratteristiche del soggetto: difficilmente da quel paese escono dati macro di segno negativo, quello che delude i mercati quindi di solito è l'incapacità di rispettare le stime, cosa che è successa puntualmente anche in questo caso. Ma andiamo a vedere in dettaglio le ragioni per le quali gli investitori hanno penalizzato le borse e le materie prime in questo inizio di settimana.

  • A luglio i consumi sono saliti dell'8,5% contro il +11,2% atteso.
  • La produzione industriale è aumentata del 6,4% contro il +7,9% del consensus.
  • Da inizio 2021 alla fine di luglio gli investimenti diretti esteri in Cina sono cresciuti del 25,5% su base annua, in ulteriore calo dal precedente rimbalzo del 28,7% e dal +35,4% nei primi cinque mesi dell'anno, attestandosi a 672,2 miliardi di yuan, l'equivalente di circa 88 miliardi di euro.
  • Il tasso di disoccupazione a luglio è salito al +5,1%, in aumento rispetto al precedente +5%.

Un esempio dei danni che può ancora provocare il Covid all'economia lo fornisce il rallentamento dell'attività, per il sesto giorno consecutivo, al porto di Ningbo-Zhoushan, il terzo al mondo per traffico di container. La scoperta di un contagiato tra i lavoratori ha frenato l'attività, con il rischio tra l'altro di un incremento del prezzo dei noli marittimi.

Future Brent in calo

Il future sul petrolio Brent al momento è in calo dell'1,5% a 69,50 dollari circa. I prezzi sono molto vicini ad un supporto critico: a 68,75 dollari passa infatti la linea di base del testa spalle ribassista disegnato a partire dal top del 18 maggio. Il completamento di questa figura potrebbe introdurre a discese verso i 58 dollari, un segnale preoccupante per i titoli del comparto ma anche per la borsa in generale.

Eni scende nonostante i giudizi dei broker

Anche Eni è in difficoltà, nonostante i giudizi positivi dei broker. Il titolo cede infatti l'1,25% circa a 10,38 euro.

Banca Akros oggi ha confermato il rating "buy" con target a 12,5 euro su Eni dopo la notizia dell'avvio il 30 luglio della produzione del campo Cuica, situato nel Blocco 15/06, nel deep offshore angolano, attraverso l'unità galleggiante Armada Olombendo.

Anche Intesa Sanpaolo ha confermato la valutazione positiva "add" con obiettivo a 11,5 euro su Eni dopo la notizia dell'avvio della produzione del campo Cuica.

Eni, solo oltre area 10,70 segnali di forza

Eni si muove ormai dal massimo di aprile a 10,66 euro all'interno di una fase laterale. I massimi di settimana scorsa, a 10,55, hanno avvicinato il lato alto della fascia, resistenza in area 10,70, senza riuscire tuttavia a superarlo. Solo oltre quei livelli verrebbe inviato un segnale di forza convincente, introduttivo a movimenti verso i 13 euro almeno.

In caso contrario rimarrà elevato il rischio che le oscillazioni degli ultimi mesi si possano alla fine dimostrare un "doppio massimo", figura ribassista che, se confermata dalla violazione di area 9,50, potrebbe introdurre a cali fino agli 8 euro almeno.

(Alessandro Magagnoli)