Cnh al rialzo: ipo Iveco già a gennaio?

Cnh punta al rialzo con spin off Iveco

Secondo Il Sole 24 Ore lo scorporo di Iveco da Cnh potrebbe avvenire già il prossimo gennaio. La società accelera l’operazione di spin off per Iveco e Ftp. 

Banca Akros apprezza ipotesi spin off

Banca Akros ipotizza che la valorizzazione della futura Iveco Group sarà tra i 5 e i 10 miliardi di euro. Gli analisti commentano “ Ricordiamo che Cnh è impegnata a separare le attività truck e powertrain all'inizio del 2022; valutiamo gli asset on-highway a 6-7 mld euro in termini di enterprise value”. Dopo lo spin off ci saranno due operatori puri separati nei campi delle macchine agricole e dei veicoli commerciali e secondo Akros questo sarà un evento di grande riconoscimento di valore per il titolo. Secondo Il Sole 24 Ore i cinesi di FAW potrebbero acquistare una partecipazione in Iveco dopo la quotazione in borsa.

Giudizio positivo anche da Intesa

Anche da parte di Intesa Sanpaolo il giudizio sull’operazione è positivo. Gli esperti notano che “la potenziale quotazione di Iveco Group già a gennaio e prima delle previsioni andrebbe a confermare la forte esecuzione del piano, che consentirà a Cnh di valorizzare meglio ogni singolo asset”. Gli esperti si attendono che “Nel medio-lungo termine Iveco Group possa anche essere coinvolta in azioni M&A nel settore, offrendo così ulteriore upside ai suoi azionisti”. Per il momento Intesa ha sul titolo un giudizio “buy” con prezzo obiettivo a 18,20 euro.

Intesa è “buy” anche su Exor

Iveco significa anche Exor, e infatti Intesa Sanpaolo, anche a seguito delle ipotesi di spin off di Iveco, hanno alzato il prezzo obiettivo di Exor a 96,6 da 83,4 euro e hanno confermato il giudizio “buy”. In ogni caso gli analisti di Intesa ritengono che lo sconto al quale scambia il titolo sia ingiustificato e troppo ampio. Il gruppo è infatti caratterizzato da una solida struttura finanziaria è sarebbe più corretto uno sconto holding del 15% piuttosto dell’attuale 38,3%. Il prossimo Investor Day, in programma il 30 novembre, potrebbe servire come catalizzatore per il titolo.

Presentato il Nikola TRE

Ma non è solo la notizia dello scorporo di Iveco ad avere acceso i motori di Cnh, ieri è stato presentato ufficialmente il Nikola TRE, l’heavy truck BEV basato sulla piattaforma dell’IVECO S-WAY con autonomia di 560km e tempo di ricarica di 2 ore. All’inaugurazione dell'impianto di produzione del camion elettrico a Ulm, in Germania, l’Ad Gerrit Marx parlando con Reuters ha dichiarato “Stiamo elettrificando su tutta la linea. Non siamo indietro”.

Il progetto del Nikola TRE prevede l’avvio della produzione entro la fine dell’anno con una capacità produttiva iniziale circa tremila unità l’anno su 3 turni. Le prime consegne ai clienti statunitensi dovrebbero realizzarsi nel 2022, quindi con un lieve ritardo rispetto agli obiettivi che Nikola aveva annunciato all’epoca dell’IPO di una vendita di 600 unità già nel 2021 e di 1200 nel 2022.

Le autorità portuali di Amburgo avrebbero già ordinato 25 Nikola 3 BEV da consegnare nel corso del 2022.

Per Equita molti i benefici della joint venture con Nikola

Gli esperti di Equita Sim ricordano che la joint venture offre molti benefici “contribuire alla riduzione delle emissioni in quanto tutti i veicoli venduti in Europa rientreranno nel conteggio delle emissioni medie di Iveco; permettere la riduzione del punto di break-even della piattaforma S-WAY; generare business di after market che in Europa sarà interamente gestito da Iveco”.

Cnh, quadro grafico rialzista solo nel breve

Il quadro grafico relativo a Cnh è rialzista per quello che riguarda il breve termine, meno positivo in ottica temporale più estesa. Se da un lato infatti sembra probabile che i prezzi possano salire a raggiungere i massimi di giugno a 15,24 euro in tempi brevi (segnale oltre 14,35 euro), il superamento di quella resistenza appare molto più incerto.

Secondo la teoria delle onde di Elliott infatti il top di giugno potrebbe rappresentare il punto di arrivo della struttura impulsiva iniziata a metà circa del 2020. Se questa ipotesi si dimostrasse corretta il rialzo dai minimi di luglio potrebbe risultare solo un elemento intermedio di una fase di ritracciamento più complessa, alla quale mancherebbe ancora una porzione di ribasso per completarsi.

Al di sotto di area 13,50 atteso quindi il ritorno almeno fino in area 12,70 euro. La rottura di 15,24 sgombrerebbe invece il campo da dubbi prospettando il proseguimento della fase rialzista, obiettivo fino ai 18,50 euro almeno.

(Alessandro Magagnoli)