Bel progresso ieri al NYSE per Coca-Cola grazie a dati trimestrali in crescita e superiori al consensus. Il gruppo di Atlantia per il momento non risente quindi degli effetti nefasti dell'inflazione sulla domanda per i propri prodotti. Il futuro è però incerto e il management prepara misure per contrastare eventuali ripercussioni negative.

Coca-Cola: ottimo primo trimestre

Ottimo inizio 2022 per Coca-Cola. I ricavi si attestano a 10,49 miliardi di dollari, +16% a/a e +18% su base organica. Il dato supera i 9,83 miliardi del consensus Refinitiv. Il reddito operativo sale a 3,41 miliardi (+25% a/a) e l'utile netto a 2,79 miliardi (+24% a/a). L'utile per azione si attesta a 64 centesimi da 52 un anno fa, meglio dei 58 del consensus. Per l'esercizio 2022 il management conferma una crescita organica dei ricavi del 7-8%, e una crescita dell'utile per azione del 5-6% rispetto ai 2,32 dollari del 2021, nonostante l'impatto negativo del business Russia (1-2% sui ricavi e 0,04 dollari sull'utile per azione). In altre parole c'è un leggero miglioramento delle previsioni sull'attività ex-Russia.

Il rischio inflazione incombe anche su Coca-Cola

Durante la conference call di presentazione della trimestrale alcuni analisti hanno chiesto a James Quincey, presidente e a.d. del colosso di Atlanta, maggiori informazioni su uno dei temi più discussi al momento: l'inflazione e i potenziali effetti negativi su margini e domanda. Fin qui, ha risposto il manager, la situazione è stata gestita agevolmente. Ma se la fiammata dei prezzi non dovesse rientrare rapidamente è improbabile che, prima o poi, non ci sia una risposta negativa a livello di domanda (nel caso in cui gli aumenti dei costi produttivi venissero trasferiti su quelli finali) o di margini. Proprio oggi la catena di negozi di abbigliamento Primark ha annunciato un incremento dei prezzi per difendere i margini.

Coca-Cola punta sulle bottiglie riutilizzabili contro l'inflazione

Quincey ha precisato che i rischi dell'inflazione sono maggiormente presenti in zone come l'Africa e l'America Latina in cui i redditi disponibili per i consumi potrebbero subire le riduzioni più significative. Non è un caso che Coca-Cola in queste aree sta spingendo su nuove soluzioni di packaging più convenienti e sulle bottiglie riutilizzabili. Queste ultime presentano profili di costo tali da permettere al gruppo di tenere bassi i prezzi al consumo. Senza contare il minore impatto a livello ambientale. Coca-Cola ha avviato anche un progetto pilota nel sud ovest degli Stati Uniti basato sul confezionamento delle bibite in bottiglie di vetro restituibili che prosegue e dal quale il gruppo trae informazioni a supporto delle proprie politiche di vendita.

(Simone Ferradini)