L'Italia s'è desta!

Italia, Pil 2021 sopra il 6%

La Commissione Europea ha migliorato le stime di crescita del Pil dell'Italia al +6,2% dal +5% di luglio, al di sopra quindi anche del 6% di target indicato nella Nota di aggiornamento del Def. Gli esperti della Commissione ritengono che dopo il rimbalzo nella prima metà del 2021, il Pil reale dovrebbe continuare ad espandersi, anche se sta incontrando alcuni elementi di freno nel breve termine. A sostenere la crescita dovrebbero essere la domanda interna, in particolare la spesa per investimenti. Probabile invece che le pressioni sui prezzi delle materie prime possano spingere l'inflazione sopra il 2% il prossimo anno. La crescita nel 2022 dovrebbe rallentare al +4,3% (+4,2% la stima precedente), poi al 2,3% nel 2023. 

Italia, migliora il rapporto deficit/Pil

Nel 2021 il rapporto deficit/Pil dovrebbe fermarsi al 9,4% dall'11,7% stimato precedentemente e dopo il 9,6% del 2020. Si prevede infatti che il rimbalzo dell'attività economica abbia aumentato le entrate del governo, compensando ampiamente l'aumento della spesa correlato alle misure politiche adottate per limitare la crisi. Il rapporto debito pubblico Pil è invece destinato a diminuire dal 155,6% nel 2020 al 151% nel 2023, grazie alla ripresa economica. Queste novità potrebbero rivelarsi molto positive anche per la borsa, tanto più che Goldman Sachs ha detto di valutare particolarmente convenienti le azioni europee rispetto a quelle di azioni di Wall Street grazie ad un rapporto P/E di 16 volte e ad un rendimento da dividendo del 3%. Il target a 12 mesi sull'indice Stoxx 600 è stato alzato a 530 punti dai precedenti 520 punti e a fronte di una quotazione attuale di 486 punti circa. 

Possibili fattori destabilizzanti

L'orizzonte tuttavia non è privo di nubi.

Il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha segnalato che "L'aumento dei prezzi dell'energia, in particolare per il gas naturale e elettricità, dovrebbero smorzare lo slancio della crescita a breve termine". Da non sottovalutare poi le interruzioni della catena della logistica e l'andamento della pandemia da Sars-Cov2, che potrebbero zavorrare la massiccia ripresa dell'economia comunitaria. 

Germania ko, Francia ok

Per l'Italia, paese con forte vocazione all'export, c'è poi anche un altro elemento di rischio. Le previsioni della Commissione Europea infatti vedono per la Germania una crescita ferma al 2,7%, molto al di sotto del 3,6% stimato a luglio. Nel 2022 la crescita tedesca dovrebbe però tornare al 4,6%. Chi invece potrebbe tirare più della media (quella Ue si attesta al 5% per il 2021 Nella Ue il Pil salirà del 5%) già nell'anno in corso è la Francia, la cui crescita dovrebbe arrivare al 6,5%, meglio del 6% pronosticato a luglio. Male invece la Spagna, che potrebbe doversi accontentare quest'anno di una ripresa del 4,6%, meno del 6,2% ipotizzato in precedenza.

Mercato del lavoro in ripresa

Incoraggiante l'andamento del mercato del lavoro. "Il tasso di disoccupazione nell'Ue quest'anno dovrebbe rimanere al 7,1 per cento e scendere al 6,7 per cento, il tasso pre-pandemico, nel 2022 e ulteriormente al 6,5% nel 2023", queste le parole di Paolo Gentiloni.

Secondo le previsioni l'occupazione nell'UE crescerà a un tasso dello 0,8 % quest'anno, dell'1 % nel 2022 e dello 0,6 % nel 2023. Si prevede che l'occupazione supererà il livello pre-crisi nel prossimo anno e passerà alla fase di espansione nel 2023. Le proiezioni indicano che la disoccupazione nell'UE scenderà dal 7,1 % di quest'anno al 6,7 % nel 2022 e al 6,5 % nel 2023. Nella zona euro il dato sarà pari al 7,9 %, al 7,5 % e al 7,3 % nell'arco dei tre anni.

E la borsa? 

Il quadro grafico del Ftse Mib negli ultimo giorni è stato caratterizzato da una sostanziale stabilità. Solo sotto 27350, base del canale crescente disegnato dal minimo di ottobre, si rischierebbe una correzione profonda, primo supporto a 26895, base del gap del 1° novembre, poi fino a 26535, media esponenziale a 50 giorni. Un segnale positivo verrebbe alla rottura di 27720, top del 9 novembre, il successivo al superamento del picco del 5 novembre a 27867. In quel caso target a 28000 almeno. 

I 10 titoli migliori per l’analisi tecnica

L'analisi tecnica è d'aiuto in questa fase anche nell'identificare 10 titoli che mostrano l'andamento grafico più promettente, scelti tra i 100 più liquidi di Piazza Affari. Si tratta, in ordine decrescente di preferenza, di Brunello Cucinelli, Innovatec, Stm, Digital Value, Recordati, Txt, Azimut, Geox, Pirelli e Saes Getters. Alcuni di questi hanno già messo a segno rialzi importanti, potrebbe quindi non essere adesso il momento di comprarli, ma se uno dei postulati di base dell'analisi grafica, quello che dice "trend is my friend", è corretto, allora eventuali flessioni dovrebbero rappresentare un'occasione interessante.

(Alessandro Magagnoli)