La battaglia tra l’ottimismo ed il pessimismo sui mercati finanziari è diventata un po’ più incerta, dopo alcune settimane (ben sette, per la precisione) in cui il pessimismo ha portato l’orso a scorrazzare sui mercati e fare scempio alle quotazioni, che hanno via via abbandonato anche livelli che sembravano difficili da abbattere, come l’area dei 4.000 punti dell’indice USA SP500.

Negli ultimi giorni, dopo che la capitolazione della prima parte della seduta del 20 maggio aveva spinto l’indice giù fin quasi a raggiungere quota 3.800, i compratori si sono fatti coraggio ed hanno tentato di combattere con maggior convinzione. 

Tra la seconda parte della seduta di venerdì e l’intera giornata di lunedì scorso è arrivato un primo sostanzioso rimbalzo, superiore al 4% di recupero dal minimo di venerdì. Tale recupero ha riportato l’indice fino a 3.982. Ma martedì, approfittando della brutta trimestrale di Snapchat, sono arrivate corpose prese di beneficio, che hanno costruito una resistenza a 3.982 e riportato l’indice sotto 3.900. Ma nuovamente sono tornati i compratori, che hanno prodotto un finale di seduta in recupero e ridimensionamento della negatività. 

La seduta di ieri, dopo un po’ di incertezza e lateralità nelle fasi iniziali, sia in Europa che a Wall Street, ha poi tratto ottimismo dalla pubblicazione dei Verbali della riunione FED del 3-4 maggio scorsi, dove è apparsa l’intenzione della maggioranza dei membri del FOMC di ritenere appropriato un rialzo di mezzo punto dei tassi nelle due future riunioni, previste a metà giugno e a fine luglio. Siccome nei giorni scorsi il mercato temeva che l’aggressività monetaria contro l’inflazione potesse generare addirittura un rialzo di 3 step (0,75%) a giugno, apprendere che i super-falchi sono ancora in minoranza ha dato coraggio ai compratori. Così la seduta ha visto un rally finale che ha riportato SP500 a sfiorare i 4.000 punti, per poi adagiarsi in chiusura a quota 3.979, appena sotto quella resistenza costruita lunedì scorso.

La parte piena del bicchiere ci viene dalla buona spinta dei compratori che hanno riconquistato la palla e si sono riportati ad un soffio da quella che ieri ho definito “la sala d’attesa per entrare in paradiso”. Per entrare in sala d’attesa occorre che oggi la spinta prosegua e riesca a superare con continuità quota 3.982. Faccio notare che, se questo avvenisse, otterremmo anche la fuoriuscita al rialzo dal canale ribassista che ancora delimita la profonda discesa partita il 21 aprile. 

Per decretare l’inversione di tendenza e poter guardare, sia pure da lontano, al paradiso dei massimi storici, occorrerà però che venga attaccata e superata anche quota 4.090.

La parte vuota del bicchiere è ovviamente il fatto che tutto ciò deve ancora essere dimostrato, anche se molte circostanze, che ho descritto nei giorni scorsi, fanno pensare che questa potrebbe essere la volta buona. Ai diversi motivi di speranza, descritti nei precedenti commenti, oggi aggiungerei il fatto che l’attacco ribassista a quota 3.900, nelle ultime 10 sedute, è stato sferrato ben 4 volte, ma sempre i compratori sono riusciti a respingere l’orso ed hanno riportato in chiusura di seduta l’indice al di sopra di questo livello chiave.

Non resta che attendere, consolandosi con la maggior forza relativa degli indici europei rispetto a quelli USA, che nel mese di maggio ha evitato all’Europa azionaria molti degli spaventi ribassisti accusati da Wall Street.

Chi si contenta gode.