Non ci è riuscita la pandemia di coronavirus, che anzi ha visto uscire vincitori proprio i colossi del retail, online come Amazon.com ma anche quelli soprattutto offline come Walmart. Non ci è riuscita la crisi della supply chain, che ha messo in discussione il Natale (dello shopping). E non ci è riuscito neppure il ritorno dell'inflazione a frenare la corsa di Walmart, il cui pubblico di riferimento è proprio quello più attento ai prezzi sui cartellini. E in un'ennesima dimostrazione di forza il gigante dell'Arkansas migliora la guidance sull'intero esercizio. Walmart prevede un eps rettificato di 6,40 dollari nell'anno, contro i 6,20-6,35 dollari della precedente guidance e i 6,36 dollari del consensus di FactSet

La crisi della supply chain non riesce a frenare Walmart sotto Natale

Intanto il terzo trimestre 2021 si è chiuso con profitti netti in declino da 5,14 a 3,11 miliardi di dollari ma l'eps rettificato si è attestato a 1,45 dollari, contro gli 1,40 dollari stimati dagli analisti. I ricavi sono saliti da 134,71 a 140,53 miliardi di dollari, anche in questo caso sopra agli 135,43 miliardi del consensus di FactSet. L'e-commerce è cresciuto dell'8% annuo ed è rimbalzato dell'87% rispetto al terzo trimestre 2019, prima dello scoppio della pandemia. Le vendite nei soli Usa sono cresciute a perimetro costante del 9,2% annuo, contro il 6,4% stimato dagli analisti e a fronte di scorte di magazzino aumentate dell'11,5% proprio in vista del Natale.

Walmart si dimostra ancora più forte d'inflazione e crisi supply chain

Sul fronte dell'inflazione, per un gruppo che, come ricorda la Cnbc, si fa forte del suo slogan Everyday Low Price (prezzi bassi tutti i giorni) è ovvio che il rincaro delle materie prime abbia un effetto sui profitti. Non a caso nel terzo trimestre la marginalità lorda è calata di 42 punti base, a fronte dell'incremento del 4,7% per il costo del venduto. L'altra faccia della medaglia, però, sono i volumi. Walmart, grazie anche a un'economia di scala senza confronti, è tra i retailer quello che resiste meglio all'aumento dei prezzi. In periodi come questi sono infatti sempre di più i consumatori che si rivolgono a chi, come Walmart, garantisce di acquistare, a fronte della stessa spesa, più cibo, abbigliamento e quant'altro rispetto alla concorrenza. "Abbiamo sempre combattuto l'inflazione per i clienti. La scala e l'ampiezza della gamma di prodotti ci consentono di fare le cose in modo vantaggioso per i clienti ma anche per gli azionisti", ha ricordato il chief financial officer Brett Biggs alla Cnbc. 

La strategia Walmart per la supply chain passa dal noleggio di navi

E la supply chain? Anche in questo caso, ovviamente, l'economia di scala conta. Come riportato già il mese scorso da MarketWatch, Walmart non si è certo fatta trovare impreparata e come altri big suoi rivali (da Target a Home Depot) è andata a monte del problema, noleggiando navi che possano garantire la consegna di merci in tempo per le festività natalizie. Che in Usa, ma ormai in tutto il resto del mondo, iniziano con il Thanksgiving Day, che cade l'ultimo giovedì di novembre (quest'anno il 25), e soprattutto con il Black Friday (venerdì 26 novembre), che dà il via ai saldi. Un'assicurazione per evitare, è successo a Dollar Tree, di vedere una nave bloccata per due mesi a causa di un positivo al Covid-19. (Raffaele Rovati)