Giornata nera per Rivian ma non solo. In un avvio d'ottava in frenata per Wall Street (al risicato rialzo dello 0,05% del Dow Jones Industrial Average hanno fatto da contraltare le perdite dello 0,32% e dell'1,26% rispettivamente per S&P 500 e Nasdaq) protagoniste in negativo sono state lunedì alcune delle aziende che in precedenza si erano fatte notare per Ipo da record. Affirm Holdings ha chiuso con un crollo del 9,29% al Nasdaq, contro il 10,26% perso da Roblox al Nyse. Le due società (avevano debuttato entrambe nel primo trimestre) hanno beneficiato di tendenze più che positive per i rispettivi settori: il paytech per Affirm (anche se c'è crede che qui già si possa parlare di bolla) e il metaverso di Facebook per Roblox (creatrice di una piattaforma per lo sviluppo di videogiochi). Ancora più rilevante, però, è stato l'8,16% lasciato sul terreno da Rivian Automotive.

Crollo a Wall Street dopo l'Ipo record. Per Affirm, Roblox e Rivian

Dopo un'Ipo che per Rivian è stata davvero da record (la più ricca di quest'anno e una delle maggiori in Usa negli ultimi 30 anni), giusto una decina di giorni fa, il titolo della nuova rivale di Tesla (già si parla delle nuove Big Three dell'auto Usa: la terza è Lucid Group) ha vissuto un andamento estremamente volatile anche se, va ricordato, gli oltre 118 dollari con cui ha chiuso la seduta di lunedì rimangono di più del 50% sopra al pricing del collocamento di 78 dollari. Nessun panico quindi. Per molti investitori è già arrivato il momento delle prese di beneficio anche se la conferma di Jerome Powell al timone della Federal Reserve e l'imminente, per quanto graduale, fine dell'allentamento dell'istituto centrale di Washington possono essere considerati un fattore cruciale in questa tendenza.

Dopo l'Ipo record crollo a Wall Street. Timori su cambio politiche Fed

D'altronde, riporta la Cnbc, già settimana scorsa Goldman Sachs incoraggiava i gestori a focalizzarsi su growth stock "con elevata redditività attuale” e tenersi al largo dalle aziende in rapida crescita che vengono però valutate interamente sulle prospettive di lungo periodo. E ovviamente una casa automobilistica che finora ha consegnato poche centinaia e non decine di vetture rientra nella seconda categoria. Insieme a Rivian, però, ci sono anche diverse società tecnologiche che forse nel è caso di seguire in questa fase: da Palantir, al fenomeno del lockdown Zoom Video Communications fino a colossi come Alphabet (Google) e Meta Platforms (la neonata holding di Facebook).

Il crollo di Rivian Automotive a Wall Street è tutta colpa di Ford?

Sulla performance di Rivian, però, va fatto un discorso a parte proprio perché l'azienda californiana si muove sulle orme del pioniere dell'auto elettrica Tesla (la cui valutazione continua a essere monstre) ma anche perché lunedì è arrivata una notizia che al mercato non è piaciuta molto. Rivian e Ford Motor, infatti, hanno entrambe comunicato che precedenti piani per lo sviluppo congiunto di veicoli elettrici non sono più validi. Rivian ha come principale azionista Amazon.com e con il colosso dell'e-commerce esistono contratti di esclusiva per la fornitura di furgoni per il delivery. L'altro azionista Ford ha sottolineato che dopo l'Ipo la sua partecipazione rimane intorno al 12% del flottante ma anche che la "prevista" collaborazione di fatto non ci sarà più. Ford d'altronde deve vendere il suo pick-up elettrico F-150 Lightning, più grosso ed economico rispetto all'R1T di Rivian. (Raffaele Rovati)