Puma recupera a fine 2020 ma la performance di terzo e quarto trimestre non basta a salvare l'esercizio, che per il gruppo tedesco dello sportswear si chiude con un declino delle vendite, per quanto limitato all'1,4% rispetto al 2019, a 5,23 miliardi di euro. Nei dodici mesi l'ebit si è più che dimezzato da 440 a 209 milioni di euro, a fronte del crollo dei profitti netti del 70% a 78,9 milioni. Nel quarto trimestre, però, Puma ha messo a segno una crescita delle vendite a perimetro costante superiore al 9% annuo a 1,52 miliardi di euro, in linea con il consensus di FactSet. L'ebit è invece rimbalzato del 15% annuo a 55 milioni. Era stato nel precedente periodo comunque che Puma era riuscita a tornare a una crescita sia in termini di utile che di vendite (13% il progresso), dopo gli effetti più duri della crisi del Covid-19 che si erano visti nel bilancio del secondo trimestre. Non a caso Puma aveva definito il terzo trimestre il migliore della sua storia.

Puma recupera ma non è premiata: crollo del 3% a Francoforte

Un semestre complessivamente positivo che però ha lasciato abbastanza indifferente il mercato. Puma anzi segna un crollo del 3% a Francoforte, a fronte del guadagno di quasi l'1% del Dax. “Il 2020 è stato sicuramente l'anno più difficile che abbia mai vissuto. La pandemia ci ha messo in situazioni che non avevamo mai visto prima", ha ammesso il chief executive Bjørn Gulden. "E sono molto contento che siamo riusciti a concludere un esercizio molto difficile con, viste le circostanze, un buon quarto trimestre", ha aggiunto. A deprimere i corsi sul listino, nonostante lo stacco di una cedola, è stato alla fine però soprattutto un outlook particolarmente prudente.

Outlook troppo prudente anche per gli standard abituali di Puma

Puma prevede infatti un 2021 non molto diverso dal 2020, a causa del perdurare delle chiusure di molti dei retailer che vendono suoi prodotti. "Parte della nostra attività nel 2021 sarà ancora una volta influenzata negativamente dal Covid-19 nonostante un solido libro ordini e una domanda elevata", ha dichiarato l'azienda bavarese. "Tali fattori, insieme alla costante crescita dello sportswear nella pandemia, fanno sì che Puma rimanga fiduciosa per le prospettive di medio termine", ha aggiunto Puma. "La scelta delle parole usate per l'outlook appare persino più debole di quanto ci aspettassimo, anche per gli standard già prudenti di Puma", ha commentato James Grzinic, analista di Jefferies.

(Raffaele Rovati)