Poco mosso il titolo Carrefour a Parigi, dopo il balzo del 13,42% segnato mercoledì in scia alle conferme del colosso della grande distribuzione francese di trattative per l'integrazione delle attività con la canadese Alimentation Couche-Tard. Pausa di riflessione per gli investitori che arriva dopo che Couche-Tard ha formalizzato un'offerta d'acquisto non vincolante su Carrefour. Sul piatto 20 euro per azione, pari a un premio di oltre il 29% rispetto alla chiusura del titolo martedì a Euronext (e per una valutazione della preda di 16,2 miliardi). I canadesi non hanno però fornito dettagli su quali siano i piani per l'integrazione delle attività, segnalando solo di volere pagare parte della cifra in azioni. Indicazione che però non dovrebbe lasciare spazio all'ipotesi di una fusione, visto che Couche-Tard ha precisato di volere avere la quota di maggioranza dell'entità che verrebbe creata.

Il governo di Parigi si fa sentire: "Alimentare questione chiave"

Intanto il governo di Parigi si è fatto sentire. “A prima vista non sono favorevole a questa operazione. La sovranità alimentare francese è una questione chiave”, ha dichiarato a France 5 Tv il ministro delle Finanze Bruno Le Maire, che ha sollevato anche il tema occupazionale. Carrefour impiega 105.000 lavoratori in Francia (l'organico globale è di 320.000 addetti): è il primo datore di lavoro privato del Paese. Come ricorda Sky News, per altro, il colosso del retail fa parte della lista dei dieci gioielli nazionali (insieme per esempio a Société Générale), che devono restare francesi. Lista stilata nel 2005 dall'allora primo ministro Dominique de Villepin in occasione della vociferata acquisizione di Danone da parte di PepsiCo.

Per gli analisti non è certa una logica strategica nell'operazione

Lasciando perdere l'aspetto protezionistico, non è poi così certo che l'operazione abbia una sua logica. Secondo gli analisti, infatti, può essere considerato positivo il fatto che Couche-Tard e Carrefour non abbiano business sovrapponibili (i canadesi operano per lo più nei minimarket, i francesi in supermarket e ipermercati), soprattutto in ottica antitrust. Questo però significa anche che le sinergie derivanti da un'integrazione non sarebbero rilevanti. Considerando che il giro d'affari dei francesi è circa il doppio di quello di Couche-Tard, la spinta per presentare un'Opa viene del tutto dai mercati azionari: negli ultimi cinque anni Carrefour ha visto dimezzare il suo valore in Borsa (in un ventennio il titolo è crollato da 90 a 15 euro). E forse sugli umori degli azionisti scommette Couche-Tard, nel caso dovesse andare ostile. Azionisti che comprendono, tra gli altri, Bernard Arnault di Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton, fresco di shopping a New York (con l'Opa su Tiffany).

(Raffaele Rovati)