Com'era prevedibile nessuna distensione (se non parzialmente nei toni) tra Washington e Pechino, con l'entrata in carica del nuovo presidente Joe Biden. La guerra commerciale lanciata contro la Cina dal suo predecessore Donald Trump in modo plateale nella sostanza proseguirà. Se n'era già avuta una conferma a inizio febbraio (nella prima intervista televisiva da presidente per Biden). Segnali tutt'altro che incoraggianti erano poi arrivati dal meeting in Alaska di settimana con Antony Blinken, U.S. Secretary of State (ministro degli Esteri di Washington), e Yang Jiechi, responsabile degli Affari esteri per il Partito Comunista Cinese, che si erano di fatto limitati rimpallarsi accuse l'un l'altro. E buon'ultima è arrivata la U.S. Securities and Exchange Commission (Sec, l'autorità di controllo dei mercati finanziari Usa) che sta andando avanti con le previste modifiche regolatorie che rischiano di fatto di escludere da Wall Street le società cinesi.

La Sec non fa dietrofront. Wall Street off-limits per le società cinesi?

La Sec ha infatti annunciato l'adozione, su base preliminare e su mandato del Congresso Usa, dell'Holding Foreign Companies Accountable Act (Hfca), legge firmata in dicembre da Trump ma che non sembra essere in discussione, nonostante, per altro il cambio al vertice della stessa Sec (va detto la nomina del chairman scelto da Biden, Gary Gensler, deve essere ancora ratificata dal Senato). L'agenzia ha parallelamente dichiarato che accoglierà il feedback pubblico sulle modifiche regolatorie ma il risultato si è già fatto sentire. Baidu ha chiuso con un tracollo del 9,65% a Hong Kong, a fronte di crolli tra il 3% e il 4% per Tencent Holdings e Alibaba Group Holding (e si tratta di tre società quotate anche a Wall Street) come pure per quella Xiaomi che aveva regalato speranza alla Corporate China con la vittoria in un tribunale federale Usa contro l'inserimento nella blacklist voluta da Trump. 

Una legge mirata su Pechino, voluta da Trump e che Biden non tocca

L'Hfca prevede che non possano scambiare a Wall Street società straniere che non rispettino gli standard Usa di revisione contabile per tre anni di seguito. La norma si applica alle aziende di tutti i Paesi ma è ovvio che sia mirata su quelli cinesi anche perché, come nota la stessa Sec, un altro requisito è la prova di non essere partecipate da un'entità di un governo straniero (e che non abbiamo nei loro board alcun membro che sia funzionario del Partito comunista cinese). "Molti investitori pensavano che gli Usa e l'amministrazione Biden sarebbero stati più amichevoli nei confronti della Cina e le che cose sarebbero state più facili ma questa notizia mostra che sarà altrettanto difficile", ha dichiarato a Reuters Louis Tse, chief executive di Wealthy Securities.

(Raffaele Rovati)