Era dunque solo una questione di prezzo? A quanto pare, visto che Suez ha annunciato di avere raggiunto l'accordo per la fusione con Veolia Environnement. Annuncio che mette dunque fine a una telenovela durata mesi con protagoniste le due utility francesi ma che aveva tirato in mezzo anche il governo di Parigi. E a fare capitolare Suez è stato proprio un rilancio. Per acquisire il 70% di capitale ancora non detenuto Veolia ha infatti messo sul piatto 20,50 euro per azione e non, come aveva insistito a lungo, gli stessi 18 euro pagati in ottobre per acquisire il 29,99% di Suez detenuto da Engie (l'ex Gaz de France, poi Gdf Suez, controllata per quasi il 24% proprio dallo Stato francese), cifra che per altro incorporava già un rilancio dagli originari 15,50 euro per azione.

Solo questione di prezzo? Suez capitola. Sarà fusione con Veolia

"Abbiamo chiesto una soluzione negoziata per molte settimane e oggi abbiamo raggiunto un accordo di principio che riconosce il valore di Suez. Saremo vigili per garantire che siano soddisfatte le condizioni per raggiungere un accordo definitivo che metta fine al conflitto tra le nostre due società e offre prospettive di sviluppo”, ha dichiarato Philippe Varin, chairman di Suez, a lungo considerato il principale nemico dell'operazione (e non a caso Veolia aveva anche cercato di farlo fuori). "Per Veolia l'intesa mette fine a mesi d'incertezza, che hanno frenato il titolo. Anche se mancano ancora informazioni finanziarie più dettagliate, siamo sicuri che gli investitori riterranno che questo accordo sarà realizzato portando a una vittoria per entrambe le società", è stato il commento degli analisti di Barclays, citati da Bloomberg.

E il mercato apprezza. Titoli in rally di oltre l'8% a Parigi

E non a caso la reazione del mercato è stata più che positiva. Suez scambia in rally di oltre l'8% a Parigi (restando comunque sotto ai 20,50 euro dell'offerta) e il titolo Veolia fa persino meglio della rivale. Alla fine l'operazione garantisce una valutazione di circa 13 miliardi di euro a Suez mentre Veolia ottiene "la maggior parte delle risorse che volevamo veramente per il nostro progetto", ha sottolineato il chief executive Antoine Frérot. Per il private equity parigino Ardian e Global Infrastructure Partners (Gip, fondo Usa specializzato nel settore infrastrutturale), tirati in ballo da Suez in ottica difensiva, ci sarà invece la possibilità di acquistare gli asset rimanenti (che garantiscono quasi 7 miliardi di ricavi l'anno), insieme a Meridiam e Caisse des Depots et Consignations (equivalente francese della nostra Cassa Depositi e Prestiti).

(Raffaele Rovati)