De’ Longhi in calo nonostante bilancio buono. A pesare sul titolo la guidance per il 2022 indebolita dalle prospettive di contrazione del fatturato a causa del conflitto in Ucraina.

De’ Longhi, ricavi in forte crescita nel 2021

De' Longhi archivia il 2021 con ricavi in crescita del 37% a € 3.221,6 milioni (+24,3% a perimetro omogeneo). L'adjusted Ebitda e in rialzo al 16% dei ricavi dal 15,6% (€ 456 milioni a perimetro omogeneo) a € 515 milioni. L'utile netto sale a € 311,1 milioni, in crescita del 55,4%, pari al 9,7% dei ricavi (€ 258,7 milioni, in crescita del 29,2%, a perimetro omogeneo). La posizione finanziaria netta è positiva per € 425,1 milioni, in miglioramento di € 197,1 milioni. 

De’ Longhi, sale l’utile netto del quadrimestre

Limitatamente al quarto trimestre i ricavi sono risultati in crescita del 22,1% a € 1.072,1 milioni, una crescita dell'11,4% a perimetro omogeneo. L'adjusted Ebitda è a € 158 milioni, in linea con l'anno precedente, e pari al 14,7% dei ricavi (€ 141,1milioni a perimetro omogeneo). Nel quadrimestre l'utile netto è risultato di € 67,6 milioni, pari al 6,3% dei ricavi (€ 69,7 milioni, pari al 7,1% dei ricavi, a perimetro omogeneo). 

Deciso dividendo di 0,83 euro

Il Consiglio di Amministrazione di De’ Longhi SpA ha proposto la distribuzione di un dividendo di € 0,83 per azione, pari ad un pay-out ratio del 40% in linea con la dividend policy del Gruppo. Il CdA ha anche approvato una donazione complessiva di € 1 milione destinata a organizzazioni non governative, a sostegno delle popolazioni colpite dal conflitto in Ucraina. 

La guerra in Ucraina pesa sul 2022

Il gruppo ha tuttavia peggiorato le indicazioni per il 2022 a causa della guerra in Ucraina. I mercati russo ed ucraino nel 2021 hanno avuto un peso del 4,9% sul totale dei ricavi. Ricavi in crescita del 37% a/a a 3.221,6 milioni di euro, adjusted EBITDA a 515 milioni (456 milioni a perimetro omogeneo), utile netto a 311,1 milioni (+55,4%, 258,7 milioni a perimetro omogeneo). Il management ha peggiorato la guidance 2022 sui ricavi passando da una crescita organica del 5% circa ("mid-single-digit") indicata fine gennaio a ricavi organici in linea con quelli del 2021 ed EBITDA adjusted a 450 milioni di euro circa. 

Massimo Garavaglia prevede ricavi invariati

L'amministratore delegato, Massimo Garavaglia, ha dichiarato "per il 2022 prevediamo ricavi organici in linea con l'anno scorso. Inoltre, in un'ottica di sviluppo di medio termine, intendiamo dare continuità ai piani di investimento in comunicazione e di rafforzamento della struttura organizzativa e produttiva già pianificati, che complessivamente porteranno l'Ebitda adjusted del 2022 nell'intorno dei 450 milioni".

Figura ribassista sul grafico di De’ Longhi

La revisione della guidance 2022 è stata la causa del ribasso di giovedì di De' Longhi, che ha archiviato la seduta con un -7,16% a 23,86 euro, i prezzi si sono mossi tra 23,26 e 26,70 euro. 

Sul fronte grafico la situazione di De' Longhi appare critica: i prezzi hanno completato il 4 marzo, violando la linea che unisce i minimi del 15 gennaio 2021 e del 24 gennaio 2022, il testa spalle ribassista disegnato a partire dal top del 18 settembre 2020. I massimi del 10 marzo a 26,70 hanno quasi testato dal basso la base del testa spalle, ora passante a 26,90 circa. 

Dopo il completamento di un testa spalle spesso si verifica un "return move", un rimbalzo che coinvolge la "neckline" del testa spalle. Se il tentativo di negare il segnale ribassista fallisce, il rischio di vedere riprendere la discesa è elevato. Il target della figura, calcolato in base alla proiezione dell'ampiezza del testa spalle dal punto di rottura della sua base, è collocato a 13 euro circa. Supporto intermedio a 20,65 euro, base del gap rialzista dell'8 giugno 2020. 

Solo recuperi oltre area 26,90 permetterebbero di allentare la stretta del ribasso prospettando invece il test in area 30 euro del lato alto del canale ribassista disegnato dal top di settembre 2021.

(Alessandro Magagnoli)