I risultati di Deutsche Bank sono una sorpresa (positiva), cui il mercato reagisce decisamente bene. Il titolo del colosso bancario tedesco è infatti in rally di circa il 4% a Francoforte, in una seduta decisamente non bella per i listini non solo europei (il Dax ha segnato inizialmente una perdita di oltre l'1%) ma di tutto il mondo, affossati dalla sempre più probabile stretta monetaria della Federal Reserve (Fed). Deutsche Bank, però, può festeggiare il sesto trimestre consecutivo in utile (striscia iniziata nel terzo trimestre 2020) e, soprattutto, la migliore performance d'esercizio addirittura dal 2011.

Sorpresa da Deutsche Bank: il 2021 è l'esercizio migliore dal 2011

Nel quarto trimestre i profitti netti di Deutsche Bank sono rimbalzati del 67% annuo a 315 milioni di euro. Risultato sostenuto da 234 milioni di sgravi fiscali ma che è ampiamente migliore rispetto ai 26 milioni stimati dagli analisti. I ricavi sono cresciuti dell'8% annuo a 5,9 miliardi. Nell'intero 2021 l'utile attribuibile agli azionisti è decollato da 113 milioni a 1,94 miliardi, contro gli 1,79 miliardi del consensus di Refinitiv. E i profitti netti a quota 2,51 miliardi segnano il risultato migliore per Deutsche Bank dal 2011. Abbastanza per giustificare lo stacco di una cedola da 20 centimi per azione: primo dividendo dal 2019. Deutsche Bank ha anche avviato il programma di buyback (300 milioni di euro saranno acquistati nel primo semestre) e si è impegnata a restituire agli azionisti 5 miliardi di euro.

Deutsche Bank, sorpresa per il mercato, va in rally a Francoforte

"Nel 2021 abbiamo quadruplicato il nostro utile netto e ottenuto il nostro migliore risultato in dieci anni. I nostri progressi nella trasformazione e la performance finanziaria del 2021 forniscono un solido punto di partenza per raggiungere il nostro obiettivo di un return on tangible equity dell'8% nel 2022", ha dichiarato il chief executive Christian Sewing, che esce evidentemente rafforzato dal 2021 mentre si prepara ad annunciare in marzo il prossimo piano strategico del gruppo. Deutsche Bank aveva lanciato un'importante revisione delle sue attività nel 2019, promettendo di ridimensionare la sua presenza a Wall Street e tagliare i costi. E su questo c'è ancora molto da lavorare. Il colosso di Francoforte, infatti, come le rivali Usa ha sentito il peso dell'inflazione.

Come per Goldman anche per Deutsche Bank inflazione alza i costi

Sia Goldman Sachs che Jp Morgan Chase & Co., che a differenza di Deutsche Bank hanno complessivamente deluso il mercato con le loro trimestrali, hanno registrato una significativa crescita della spesa dovuta alla difficoltà di reperire talenti in un mercato del lavoro rivoluzionato dalla pandemia. Percorso simile in Deutsche Bank, con Sewing costretto a spendere circa 700 milioni di euro in più in bonus e salari, dovendo rinunciare agli obiettivi di taglio della spesa. Come nota Bloomberg tuttavia, Deutsche Bank è riuscita a fare meglio delle rivali Usa nel fixed income, in cui è riuscita a difendere la sua posizione, nonostante un declino del 14% delle entrate nel terzo trimestre. Risultato comunque migliore del 15,5% di contrazione media registrato dalle investment bank a stelle e strisce. (Raffaele Rovati)