The Walt Disney Company era entrata nel mercato dello streaming video facendo il botto. Non poteva essere altrimenti, visto che rispetto alla concorrenza il gruppo di Burbank non aveva neppure bisogno di produrre contenuti, potendo attingere da un catalogo senza pari, accresciuto nel corso degli anni dalle acquisizioni di Pixar, Marvel Entertainment (supereroi), Lucasfilm (Star Wars e Indiana Jones), fino a 21st Century Fox (Simpsons e Family Guy). Anche il timing era stato perfetto: novembre 2019, giusto in tempo per sfruttare al meglio l'effetto Covid-19. Come Netflix, la piattaforma di streaming Disney+ ha beneficiato dei lockdown generalizzati, riuscendo in poco più di un anno a sfondare quota 100 milioni di abbonati. Come Netflix, però, l'ultima trimestrale mostra segnali di una frenata della corsa mentre sempre più persone tornano a vivere la normalità e il binge watching smette di essere una delle principali distrazioni dalla pandemia.

Disney+ come Netflix rallenta nello streaming

Disney rallenta nello streaming come Netflix dunque ma rispetto a Netflix incassa meno ed è soprattutto questo fattore a deprimere il titolo del gruppo californiano a Wall Street. Dopo il guadagno dello 0,28% registrato giovedì Disney ha infatti toccato un declino di oltre il 4% in premarket al Nyse. Disney+, i cui servizi ricordiamo erano partiti nel novembre 2019, nel secondo trimestre ha toccato i 103,6 milioni di abbonati a pagamento, contro i 33,5 milioni di un anno prima. Erano 94,9 milioni al termine del primo trimestre, 73,7 milioni in chiusura del precedente esercizio e 57,5 milioni a fine giugno. Il dato, inferiore ai 109,3 milioni del consensus di FactSet, conferma il rallentamento in linea, appunto, con quello di Netflix che viaggia però ampiamente sopra ai 200 milioni di utenti.

E Disney incassa molto meno dagli abbonamenti 

Rispetto a Netflix, oltre tutto, Disney incassa molto meno. I ricavi medi per utente di Disney+ nell'ultimo trimestre sono crollati del 29% annuo a 3,99 dollari al mese, contro la crescita del 9% di Netflix a 14,25 dollari. Anche escludendo dal conto di Disney+ servizi più economici (come il canale Hotstar in India) i ricavi sono di 5,61 dollari al mese, assai lontani da quelli della rivale. Come Netflix anche Disney+ beneficerà di una nuova spinta negli abbonamenti come conseguenza della pubblicazione di nuovi contenuti (un effetto collaterale della pandemia, registrato anche da Netflix, ovviamente era stato lo stop alle produzioni). In giugno, per esempio, su Disney+ arriverà Loki, attesa serie che è l'ennesimo capitolo della saga degli Avengers. Resta però il problema dei bassi ricavi per utente. 

Riapre Disneyland. In Florida parchi senza mascherine

In totale Disney ha registrato nei tre mesi allo scorso 3 aprile un declino dei ricavi del 13% annuo a 15,6 miliardi, contro però i 15,9 del consensus di Refinitiv. E, per lo meno, può consolarsi con i segnali di ripresa del business dei parchi. Nel trimestre la divisione Disney Parks, Experiences and Products ha registrato un crollo dei ricavi del 44% annuo a 3,2 miliardi, con 406 milioni di dollari di perdita operativa. Ancora nello scorso trimestre, però Disneyland in California e a Parigi, come pure le crociere di Disney Cruise Line, non erano operative causa Covid-19. Il parco californiano ha riaperto con una capacità del 25% lo scorso aprile e il chief executive Bob Chapek ha sottolineato come la principale attrazione turistica del gruppo, Walt Disney World in Florida, trarrà vantaggio dalle recenti norme più blande sull'uso delle mascherine introdotte dalle autorità locali. "Si tratta di una notizia molto importante per noi. Andare in vacanza Florida in estate con una mascherina può essere piuttosto scoraggiante", ha sottolineato.

(Raffaele Rovati)