Il rendimento da dividendi dell'indice S&P 500 è alquanto scarso, nell'ordine dell'1,3% e, come ci si potrebbe aspettare, molti settori un tempo molto remunerativi, hanno visto i rendimenti scendere insieme a quello del mercato in generale.

Dividendi: difficile trovare rendimenti alti

Come spiegato da Reuben Greeg Brewer, uno dei contributori di The Motley Fool, è piuttosto difficile trovare buoni dividendi in questi giorni, specie se si punta ad rendimento generoso, diciamo del 5% o più.

Un'impresa però non impossibile, visto che W.P. Carey e Total offrono questa opportunità.

W.P. Carey ( NYSE: WPC )

W.P. Carey è un fondo di investimento immobiliare (REIT) che utilizza la formula del contratto di locazione netto.

Fondamentalmente, la maggior parte dei costi di mantenimento degli immobili di proprietà del singolo inquilino sono sostenuti dalle società che li affittano.

Si tratta di un approccio a basso rischio che accomuna tanti player nel settore immobiliare, ma W.P. Carey si distingue dagli altri per una serie di motivi.

Per cominciare, il fondo ha aumentato il suo dividendo ogni anno dall'IPO del 1998 ed è vicino quindi a diventare un dividendo aristocratico.

In secondo luogo, è tra i REIT più diversificati che puoi acquistare, con il 25% degli affitti provenienti da asset industriali, il 22% da uffici, il 22% da magazzino, il 18% da vendita al dettaglio e il 5% da self-storage.
W.P. Carey genera anche il 38% dei suoi affitti al di fuori degli Stati Uniti, in gran parte in Europa.

A ciò si aggiunga che il rendimento del dividendo è del 5,5% e l'appeal non fa che aumentare, considerando peraltro ch il settore offre in media circa il 3,3%.

Questo rendimento elevato è da ricondurre al fatto che solo il 30% dei clienti di W.P Carey è di livello "investment grade", ma non c'è da temere molto per questo.

Da considerare infatti che il tasso di riscossione dell'affitto del fondo nel 2020 non è mai sceso sotto il 96%, ben sopra i livelli di molti suoi concorrenti.

Total ( NYSE: TOT )  

Total è la famosa compagnia francese, quotata anche nel paniere dell'S&P500, con un dividendo che offre un rendimento del 6,5%, ben al di sopra del 3,6% del Vanguard Energy Index, usato come proxy per il settore oil.

Come la maggior parte dei competitors, Total ha vissuto un anno difficile nel 2020, con i prezzi del petrolio che sono scesi su minimi da paura quando i lockdown hanno ostacolato la domanda.

Ora le quotazioni dell'oro nero sono tornate ai livelli pre-pandemia, il che è positivo, ma giganti dell'energia hanno a che fare con qualcosa che è, forse, anche più grande per loro: ESG .

Fondamentalmente, i combustibili di carbonio che sostengono l'attività di Total sono nel mirino di ambientalisti, investitori attivisti e, sempre più, governi. Alcuni competitors del gruppo francese si stanno muovendo in modo aggressivo verso l'energia pulita, come Shell e BP, mentre altri si stanno attaccando alle loro radici nel petrolio e nel gas naturale, ad esempio Exxon e Chevron.

Total si pone un po' nel mezzo e la cosa importante da tenere a mente è che, come molti altri nel settore, si aspetta che la domanda di combustibili fossili rimanga robusta per gli anni a venire.

Sebbene sia improbabile che Total sia entusiasmante come titolo, dovrebbe essere affidabile nel pagamento dei dividendi affidabile.