Anche la seduta odierna si è conclusa con il segno più per ENI che, dopo aver guadagnato quasi un punto e mezzo percentuale ieri, si è spinto ancora in avanti oggi.

ENI in rialzo anche oggi

Il titolo ha terminato gli scambi a 13,62 euro, con un rialzo del 2,73% e oltre 10,8 milioni di azioni passate di mano, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 16,8 milioni.

ENI si è sintonizzato con la positiva impostazione del Ftse Mib, muovendosi sostanzialmente in linea con l'indice, ma ha ricevuto non poco sostegno dall'andamento del petrolio.

ENI trainato dal rally del petrolio

Dopo il netto calo di ieri, l'oro nero ha cambiato faccia oggi e ora viaggia in rally del 5,28% a 105,15 dollari.
ENI è stato oggetto di attenzione da parte del mercato sulla scia delle ultime notizie relativa alla disputa sul transito del gas in Ucraina.

ENI: disputa sul transito del gas in Ucraina

L’operatore della rete di gas ucraina, Gtsou, ha affermato ieri di non poter utilizzare il punto d’accesso di Sokhranivka da cui passano 32,6 dei 110 milioni di metri cubi al giorno diretti in Europa tramite l’Ucraina.

Secondo S&P Global, quasi un terzo del gas che dalla Russia attraversa l’Ucraina per poi giungere in Europa passa attraverso la stazione di compressione di Novopskov sul gasdotto Soyuz, che arriva in Ucraina nel punto di ingresso di Sokhranivka al confine con la Russia.

In base agli accordi di transito, Gazprom farebbe transitare gas attraverso l’Ucraina per 40 miliardi di metri cubi all'anno nel periodo 2021-2024, ben al di sotto del picco di 94 miliardi di metri cubi nel 2017 e i 65 miliardi nel 2020.

Per l’operatore la “forza maggiore” è stata causata dall’occupazione russa della stazione di compressione che ha portato a dei cambi nelle operazioni, incluso il ritiro non autorizzato di gas dal flusso di transito.

Secondo Gazprom non è tecnologicamente possibile trasferire i flussi di gas all’Ucraina verso un nuovo punto di ingresso, come proponeva Gtsou.

Gazprom ha affermato di aver rispettato gli obblighi contrattuali nei confronti dell’Europa e di non vedere alcun ostacolo al normale proseguimento delle forniture.

ENI: Equita commenta le ultime notizie sul gas

Equita SIM evidenzia che sulla notizia il prezzo del gas ha recuperato €7/MWh a €100/MWh. L’incertezza sulle forniture mantiene i prezzi elevati.

Per ENI, Equita SIM fa sapere che la sua stima di prezzo del gas (TTF) medio 2022 è pari a €70/MWh, con una media da inizio anno pari a €100/MWh.

La sensitivity di ENI è tale per cui per ogni variazione di €10MWh, l'Ebit adjusted si muove di circa 250-300 milioni di euro.

ENI: il 23 maggio arriva il dividendo

Da segnalare intanto che oggi si è riunita l'assemblea degli azionisti di ENI che ha approvato il bilancio dell'esercizio 2021 e ha dato il via libera all'assegnazione del dividendo proposto dal Cda nella misura di 0,86 euro per azione.

La cedola sarà staccata il prossimo 23 maggio, con pagamento due giorni dopo il 25 maggio, ma la parte in arrivo riguarderà solo il saldo di 0,43 euro, visto che l'acconto, della stessa entità, è stato già distribuito a settembre scorso.

Rapportando il dividendo complessivo al close odierno di ENI si ottiene un rendimento del 6,31%, mentre solo il saldo offre uno yield del 3,16%.

ENI: dividendo si fa in quattro. Ecco cosa cambia

L'assemblea ha inoltre approvato la nuova modalità di pagamento del dividendo, a partire da quello a valere sull'esercizio 2022, fissato nella misura di 0,88 euro.

In linea con quanto fanno già altri big oil, anche ENI pagherà la sua cedola in quattro tranche, su base trimestrale.
Il dividendo che sarà maturato sugli utili di quest'anno sarà pagato a settembre e novembre 2022 e poi a marzo e a maggio 2023, in tranche di 0,22 euro ciascuna.

ENI: ok a piano di buy-back. I dettagli

Infine, dall'assemblea è arrivato il disco verde anche per il piano di riacquisto di azioni proprie fino a un massimo del 10% delle azioni ordinarie.

L'operazione dovrà essere realizzata entro il 30 aprile 2023 per un esborso complessivo fino a 2,5 miliardi di euro, in base all'andamento del prezzo del Brent e alle valutazioni di mercato che saranno fatte quando saranno presentati i conti del primo semestre a luglio prossimo.