Anche la seduta odierna è vissuta in calo da Intesa Sanpaolo che dopo la flessione di ieri continua a perdere terreno, accusando la peggiore performance nel settore bancario.

Intesa Sanpaolo ancora in rosso, il peggiore tra i bancari

Il titolo ieri ha ceduto circa un punto percentuale, interrompendo una serie di 8 sedute consecutive in rialzo.

Quest'oggi la debolezza continua a dominare la scena, tanto che Intesa Sanpaolo passa di mano a 2,441 euro, con un calo dello 0,77% e oltre 19 milioni di azioni trattate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 92,5 milioni.

Intesa Sanpaolo snobba segnali positivi da BTP e Spread

Intesa Sanpaolo non riesce a beneficiare in alcun modo delle positive indicazioni che arrivano dal mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund scende dell'1,29% a 107,3 punti base e gli acquisti si riservano copiosi sui BTP, tanto che il rendimento del decennale affonda del 4,12% allo 0,837%.

Intanto Intesa Sanpaolo non trova sostegno neanche nelle buone notizie arrivate da Equita SIM dopo un recente roadshow con l'Investor Relator team della banca guidata da Carlo Messina.

Intesa Sanpaolo: focus sulle moratorie

Gli analisti in una nota diffusa oggi hanno riportato gli spunti principali dell'incontro, evidenziando in primis che l’estensione delle moratorie a fine anno è stata importante per evitare il rischio di cliff effect sulle esposizioni nei confronti dei settori maggiormente impattati dalla crisi.

Da ricordare che alla fine del primo trimestre 2021 Intesa Sanpaolo aveva circa 30 miliardi di euro di crediti in moratoria, di cui meno del 10% verso settori più a rischio, su cui erano stati fatti accantonamenti generici per circa 1 miliardo di euro nel 2020.

La guidance di costo del rischio per il 2021 è di circa 60 punti ed è basata sull’assunzione che le moratorie terminassero a giugno.

La loro estensione potrebbe aprire spazi per riprese di valore nell’ultima parte dell’anno.

Intesa Sanpaolo: le implicazioni del miglioramento del PIL

Dal roadshow è emerso inoltre che il miglioramento delle stime di crescita del PIL italiano potrebbe risultare in un’accelerazione delle erogazioni, soprattutto verso le imprese, nel corso dell’anno, sebbene ancora difficilmente osservabile nel secondo trimestre.

Intesa Sanpaolo è focalizzata sulla conversione dei depositi in raccolta indiretta: ad oggi i clienti della banca hanno circa 80 miliardi di euro di liquidità parcheggiata in deposito e l’obiettivo è di trasformarne almeno 20 miliardi in masse gestite entro fine anno.

In caso di shift parallelo di 100bps della curva dei tassi, è atteso un beneficio per il net interest income di oltre 2,5 miliardi di euro.

Intesa Sanpaolo: quali attese sul versante M&A?

Sul fronte M&A sono escluse per Intesa Sanpaolo altre operazioni nel commercial banking, mentre potrebbero essere valutate acquisizioni nell’asset management o nell’insurance, sia in Italia che soprattutto all’estero.

Le operazioni si configurerebbero principalmente come bolt-on, considerando la priorità di distribuire una quota significativa dell’excess capital agli azionisti.

Intesa Sanpaolo: dividendo è priorità. Cosa aspettarsi

Infine, nel corso del roadshow si è parlato anche delle cedole: il pagamento dei dividendi è una priorità per il gruppo.
Anche qualora la BCE elimini il ban generalizzato sui dividendi dopo il 30 settembre prossimo, il regolatore dovrebbe procedere con valutazioni caso per caso.

Intesa Sanpaolo è confidente nell’ottenere massima flessibilità visto l’ottimo posizionamento patrimoniale e di redditività.

Una volta definito il capitale in eccesso sulla base delle richieste del regolatore, Intesa Sanpaolo valuterà le modalità e i tempi per la distribuzione delle riserve in eccesso

Stando alle previsioni, Intesa Sanpaolo, che ha già pagato un dividendo pari a 0,0357 euro lo scorso 24 maggio, ne staccherà un altro cash nell'ordine di 0,1 euro per azione che ai valori attuali del titolo si traduce in un rendimento di circa il 4,1%.

Sempre salvo via libera della BCE, la banca guidata da Messina ha già annunciato un ulteriore dividendo a valere sugli utili 2021, da pagare in parte come acconto entro la fine di quest'anno.

Si parla in questo caso di un payout ratio pari al 70% dell'utile netto che dovrebbe tradursi in una cedola di 0,07 euro per azione, con un rendimento pari al 2,96%, calcolato sui prezzi correnti di Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo: Equita conferma il buy e alza il target price

In attesa di novità sul fronte dei dividendi, gli analisti di Equita SIM valutano positivamente le indicazioni emerse dal roadshow.

A loro dire infatti forniscono ulteriore visibilità sulle loro stime, motivo per cui la raccomandazione su Intesa Sanpaolo è confermata a "buy", con un prezzo obiettivo alzato del 3% a 2,7 euro, valore che implica un potenziale di upside di oltre il 10% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.