Unicredit nervoso con i rumor, ma dividendo è al sicuro

Unicredit volatile dopo che alcune indiscrezioni hanno fatto temere per i dividendi e l'M&A, ma la società ha rassicurato il mercato.

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Chiusura di settimana all'insegna della volatilità per Unicredit che, dopo aver ceduto lo 0,29% ieri, ha provato a risalire la china oggi.

Unicredit risale dai minimi dopo ribasso improvviso

Il titolo in mattinata è arrivato a toccare un top intraday a 12,746 euro, da cui però ha avviato un movimento a passo di gambero.

Verso il giro di boa c'è stato un improvviso attacco ribassista che ha portato Unicredit a segnare un minimo a 12,1 euro, con un affondo di oltre tre punti e mezzo percentuali.

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Da questo bottom è partito un recupero, ma il titolo resta ancora in rosso, tanto che negli ultimi minuti si presenta a 12,456 euro, con un ribasso dello 0,75% e quasi 18 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18,5 milioni.

Unicredit: nessun sostegno da andamento Spread e BTP

Unicredit non trova certo sostegno nei segnali poco incoraggianti che arrivano dal mercato obbligazionario, con lo Spread BTP-Bund che sale del 2,72% a 189,37 punti base, mentre le vendite sui BTP fanno balzare i rendimenti, con il decennale in rally del 3,36% al 3,7725%.

Unicredit, come detto poc'anzi, è in recupero dai minimi intraday, sulla scia di alcune precisazioni che hanno alimentato le tensioni degli investitori, generate da alcune indiscrezioni.

Unicredit: rumor su richiesta BCE

Secondo quanto riportato da Bloomberg, la BCE starebbe valutando la richiesta di requisiti di capitale più alti a Unicredit.

Nel dettaglio sarebbe finito nel mirino il Pillar 2 del gruppo, attualmente pari all'1,75%.

Si tratta in sostanza del requisito di secondo pilastro che si applica alle banche per far fronte ai rischi non contemplato nel requisito minimo di "primo pilastro".

Solitamente ogni variazione del Pillar 2, al rialzo o al ribasso avviene nell'ordine dello 0,25% e quindi un requisito più stringente per Unicredit lo farebbe salire al 2%.

Unicredit: timori mercato per dividendo e M&A

Il mercato ha reagito negativamente a queste indiscrezioni, temendo soprattutto per la politica di distribuzione di Unicredit e per eventuali operazioni di M&A.

In presenza di requisiti di capitale più stringenti, infatti, si potrebbero avere degli impatti negativi sui dividendi e su potenziali operazioni di fusioni e acquisizioni.

Le precisazioni di Unicredit: nessun impatto su dividendo

A buttare acqua sul fuoco e a tranquillizzare in qualche modo il mercato ci ha pensato la stessa Unicredit che ha diffuso una nota per fornire alcune precisazioni in merito alle indiscrezioni di stampa circolate alcune ore fa.

La banca ha fatto sapere che sulla base delle comunicazioni preliminari della BCE, il Pillar 2 Capital Requirement potrebbe aumentare in misura minima rispetto all’attuale livello di 175 punti base.

Il buffer Maximum Distributable Amount ("MDA") al 30 settembre 2022 era molto ampio e pari a 635 punti base.

Non vi è quindi alcun impatto sulle politiche distributive di UniCredit per il 2022 e per il futuro, sul funding plan né sul target di capitale, che rimangono come da guidance.

Unicredit ha inoltre aggiunto che fornirà al mercato un ulteriore aggiornamento dopo aver ricevuto la lettera formale dello SREP con il risultato finale.

Intanto, la società ha ricordato che al 30 settembre 2022, i coefficienti di capitale su base consolidata erano i seguenti: CET ratio fully loaded pari al 15,41% e transitional al 16,04%, Tier 1 ratio transitional al 17,94% e Capital Ratio transitional al 20,76%.

La generazione organica di capitale consolidato ha toccato il record di 158 punti base, pari a circa 5 miliardi di euro, e l'utile netto di Gruppo ha raggiunto il record di 4 miliardi di euro, escludendo la Russia in entrambi i casi.

Unicredit: Credit Suisse alza il prezzo obiettivo

Buone notizie per Unicredit sono arrivate da Credit Suisse che da una parte ha ribadito la sua view bullish, confermando la raccomandazione "outperform" e dall'altra ha ritoccato verso l'alto il prezzo obiettivo da 16,9 a 17,2 euro.

Unicredit piace anche a Jefferies

A puntare sul titolo è anche Jefferies che oggi ha rinnovato l'invito ad acquistare, con un target price a 19 euro, valore che implica un potenziale di upside di oltre il 52% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

Dopo un incontro della banca con gli investitori a New York, gli analisti evidenziato che il management è focalizzato sui costi e sull'efficienza del capitale.